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	<title>Sostenibilità Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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	<description>sostenibilità, digital marketing e social media</description>
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	<title>Sostenibilità Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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		<title>Sostenibilità in Azienda : nuove sfide e competenze per un futuro responsabile</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-in-azienda-nuove-sfide-e-competenze-per-un-futuro-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 10:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità, con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e le normative correlate, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size">L’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità, con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e le normative correlate, sta ridefinendo in profondità il modo in cui le aziende italiane operano, comunicano e pianificano le proprie strategie. L’obiettivo è chiaro: rendere la sostenibilità un pilastro strutturale della gestione d’impresa. Tuttavia, il percorso relativo alla sostenibilità in Azienda è tutt’altro che semplice, soprattutto per le PMI, chiamate ad affrontare sfide complesse su più fronti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Competenze e formazione: il nodo centrale</h3>



<p class="has-medium-font-size">La mancanza di competenze specialistiche rappresenta uno degli ostacoli più significativi. Molte aziende non dispongono di figure professionali in grado di gestire gli aspetti tecnici e normativi della rendicontazione ESG.<br>Occorre decidere se sviluppare competenze interne attraverso percorsi di formazione o affidarsi a consulenti esterni, valutando attentamente costi, tempi e impatto organizzativo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Formare il personale diventa quindi una priorità: l’aggiornamento continuo su tematiche ambientali, sociali e di governance consente di gestire al meglio i nuovi adempimenti, ma anche di trasformarli in vantaggi competitivi reali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una normativa complessa e in continua evoluzione</h3>



<p class="has-medium-font-size">La <a href="https://finance.ec.europa.eu/capital-markets-union-and-financial-markets/company-reporting-and-auditing/company-reporting/corporate-sustainability-reporting_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CSRD è un documento imponente</a> — oltre 400 pagine di requisiti tecnici e linee guida — che può risultare scoraggiante per molte realtà imprenditoriali.<br>Per le PMI, che spesso partono da zero nella rendicontazione non finanziaria, la difficoltà sta nell’impostare procedure coerenti e verificabili senza rallentare i processi aziendali.</p>



<p class="has-medium-font-size">Occorrono competenze analitiche e gestionali per valutare rischi, definire obiettivi concreti e redigere report chiari e conformi alle aspettative degli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatto lungo la catena di fornitura</h3>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<p class="has-medium-font-size">Le aziende obbligate alla rendicontazione di sostenibilità richiederanno sempre più dati ai propri fornitori. Di conseguenza, anche le PMI non direttamente soggette alla CSRD dovranno fornire informazioni ambientali e sociali dettagliate.<br>Chi non sarà in grado di adeguarsi rischia di essere escluso dalle filiere produttive. Diventa quindi indispensabile una conoscenza approfondita della propria catena del valore e una gestione trasparente delle informazioni lungo tutto il ciclo produttivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gestione del cambiamento e leadership sostenibile</h3>



<p class="has-medium-font-size">Adeguarsi ai nuovi standard significa ripensare processi, responsabilità e priorità aziendali.<br>Servono competenze di project management per coordinare team interfunzionali, monitorare i risultati e garantire coerenza tra obiettivi strategici e pratiche operative.<br>Ma soprattutto serve leadership, capace di promuovere una cultura aziendale basata su sostenibilità, innovazione e responsabilità condivisa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dialogo e collaborazione con gli stakeholder</h3>



<p class="has-medium-font-size">La sostenibilità in azienda non si costruisce in solitudine. Il dialogo con istituzioni, clienti, fornitori e investitori è fondamentale per garantire trasparenza e continuità.<br>Senza un adeguato supporto normativo e tecnico, molte PMI rischiano di rimanere indietro. È quindi necessario un coinvolgimento attivo delle autorità pubbliche, chiamate a sostenere le imprese con strumenti formativi e incentivi concreti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Digitalizzazione e tecnologie abilitanti</h3>



<p class="has-medium-font-size">Un altro aspetto cruciale è la digitalizzazione dei processi di sostenibilità.<br>La gestione dei dati, il monitoraggio delle performance ESG e la redazione dei report richiedono strumenti digitali avanzati: big data, cloud computing, intelligenza artificiale e piattaforme di data analytics possono semplificare attività complesse e migliorare la precisione delle informazioni.<br>Tuttavia, anche in questo campo, il gap di competenze digitali rimane una sfida da affrontare con investimenti mirati e formazione continua.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un percorso di crescita continua</h3>



<p class="has-medium-font-size">La sostenibilità non è un traguardo, ma un percorso. Le aziende dovranno puntare su upskilling e reskilling, aggiornando costantemente le competenze per affrontare le transizioni ecologica e digitale.<br>Solo con una visione multidisciplinare — che unisca competenze tecniche, gestionali e relazionali — sarà possibile interpretare la CSRD non come un obbligo, ma come un’opportunità di crescita e innovazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In conclusione</h3>



<p class="has-medium-font-size">Le imprese italiane si trovano davanti a una sfida storica: trasformare la sostenibilità da adempimento formale a leva strategica di competitività.<br>La chiave del successo sarà la preparazione anticipata, la formazione del capitale umano e il dialogo costante con le istituzioni e gli stakeholder.<br>Solo così la transizione verso modelli di business sostenibili potrà diventare reale, duratura e vantaggiosa per tutto il sistema produttivo. Insomma la sostenibilità in azienda è un progetto complesso e continuo. Se hai bisogno di confrontarti chiama <a href="https://www.parryassociati.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parry &amp; Associati</a>, per una breve consulenza.</p>
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		<title>Sostenibilità nel Retail: Come Raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda ONU</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-nel-retail-come-raggiungere-gli-obiettivi-dellagenda-onu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 13:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo responsabile retail]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi Agenda ONU retail]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità nel retail]]></category>
		<category><![CDATA[strategie sostenibilità retail]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore del retail ha subito un cambiamento epocale: le aziende non sono più valutate solo in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita-nel-retail-come-raggiungere-gli-obiettivi-dellagenda-onu/">Sostenibilità nel Retail: Come Raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda ONU</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Negli ultimi anni, il settore del retail ha subito un cambiamento epocale: le aziende non sono più valutate solo in base alla qualità dei loro prodotti, ma anche per il loro impegno nella sostenibilità. La pressione sociale, la spinta normativa e la crescente sensibilità dei consumatori spingono i brand a ridefinire le proprie strategie aziendali. Uno dei principali riferimenti per il settore è l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), che fissano linee guida ambiziose per costruire un futuro più equo e sostenibile.</p>



<p>Questo articolo esplora le azioni concrete che i retailer possono mettere in campo per contribuire agli SDGs, con focus sui riferimenti normativi e sui trend di sostenibilità rilevanti nel retail, per costruire una strategia efficace e allineata agli standard internazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. L’Agenda ONU 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)</h3>



<p>L’Agenda 2030, approvata nel 2015 da 193 Paesi membri dell&#8217;ONU, ha fissato 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) per risolvere questioni globali come la povertà, la fame, la salute, l’istruzione, la parità di genere, e la sostenibilità ambientale. Questi obiettivi mirano a creare un sistema globale più equo e sostenibile, stimolando il settore privato ad assumere un ruolo chiave nella realizzazione di tali obiettivi entro il 2030.</p>



<p>Per il settore retail, la sostenibilità diventa non solo un valore etico ma un obbligo strategico. Il retail, con i suoi vasti cicli produttivi e di consumo, ha un impatto significativo sugli SDGs, in particolare su quelli che riguardano l’uso sostenibile delle risorse, il lavoro dignitoso e la lotta ai cambiamenti climatici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. I Principali SDGs per il Retail e le Azioni Chiave</h3>



<p>Di seguito esploriamo i principali SDGs a cui i retailer possono contribuire e le azioni chiave che le aziende possono implementare per avere un impatto positivo:</p>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 12: Consumo e Produzione Responsabili</h4>



<p>Uno degli SDGs più rilevanti per il retail è il numero 12, che promuove modelli di consumo e produzione sostenibili. Il settore può impegnarsi a ridurre gli sprechi lungo tutta la catena di fornitura, ottimizzando il packaging, e promuovendo il riciclo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riduzione degli Imballaggi</strong>: L’uso di materiali riciclati e biodegradabili è essenziale. I retailer possono scegliere fornitori con certificazioni come FSC (Forest Stewardship Council) e adottare packaging minimalista per ridurre l’uso di plastica e materiali dannosi per l’ambiente.</li>



<li><strong>Gestione Efficiente dei Rifiuti</strong>: Programmi di ritorno dei prodotti a fine vita e sistemi di riciclaggio possono aiutare a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti venduti.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 8: Lavoro Dignitoso e Crescita Economica</h4>



<p>Un altro obiettivo cruciale per il settore retail è garantire condizioni di lavoro eque e dignitose lungo tutta la filiera. Il settore retail è noto per l&#8217;uso esteso di manodopera e la collaborazione con paesi in via di sviluppo. Adottare standard di lavoro equi e investire nelle comunità locali è fondamentale per raggiungere questo obiettivo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Contratti di Lavoro Equi e Responsabili</strong>: Assicurarsi che i fornitori aderiscano a standard come la SA8000 per la responsabilità sociale e monitorare regolarmente le condizioni dei lavoratori.</li>



<li><strong>Investimenti nelle Comunità</strong>: I retailer possono contribuire alla crescita economica dei Paesi produttori sostenendo infrastrutture locali e garantendo salari dignitosi.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 13: Azione per il Clima</h4>



<p>Il cambiamento climatico è uno dei maggiori problemi del nostro tempo, e l’SDG 13 invita tutti i settori ad adottare misure urgenti. Le attività di produzione e logistica del retail hanno un impatto significativo sulle emissioni di CO₂ e sulla gestione delle risorse.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riduzione delle Emissioni di CO₂</strong>: Migliorare l’efficienza energetica dei negozi e adottare fonti di energia rinnovabile sono passi importanti per ridurre l’impatto climatico. Molte aziende hanno già adottato standard di efficienza energetica LEED per i propri edifici.</li>



<li><strong>Supply Chain Sostenibile</strong>: L’utilizzo di trasporti a basso impatto ambientale e la scelta di fornitori locali possono aiutare a ridurre le emissioni. Partnership con aziende di logistica sostenibile sono sempre più diffuse.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 5: Parità di Genere</h4>



<p>La parità di genere è un aspetto essenziale per un retail responsabile. Le aziende devono impegnarsi per garantire uguali opportunità di crescita per tutte le persone, ridurre il divario retributivo e creare ambienti di lavoro inclusivi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Equità Salariare e Inclusività</strong>: Monitorare e correggere eventuali disparità salariali è fondamentale per una strategia sostenibile. Inoltre, i retailer dovrebbero promuovere la diversità e l’inclusione, stabilendo programmi di formazione e mentorship.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">3. La Normativa sulla Sostenibilità per il Retail: Standard, Regolamenti e Certificazioni</h3>



<p>La normativa legata alla sostenibilità nel settore retail sta diventando sempre più stringente. A livello europeo, il Green Deal e il regolamento Corporate Sustainability Reporting Directive <a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">(CSRD)</a> stabiliscono criteri specifici per le aziende, inclusi i retailer, obbligandole a riportare pubblicamente le proprie attività e risultati in ambito ambientale e sociale.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)</strong>: Questa direttiva obbliga le grandi imprese, comprese le catene retail, a fornire un report dettagliato sulla loro performance di sostenibilità. Entro il 2025, le aziende dovranno allineare i propri report agli standard di reporting ESG dell’UE (European Sustainability Reporting Standards &#8211; ESRS), coprendo temi come il cambiamento climatico, l’impatto ambientale e il trattamento dei lavoratori nella supply chain.</li>



<li><strong>Green Claims</strong>: Il regolamento sulle dichiarazioni ambientali (Green Claims) sta prendendo piede nell&#8217;UE per evitare il greenwashing, ovvero l’uso di affermazioni ingannevoli riguardo alla sostenibilità. I retailer devono garantire che le proprie dichiarazioni di sostenibilità siano verificabili e trasparenti, per non incorrere in sanzioni.</li>



<li><strong>Certificazioni Ambientali</strong>: Esistono certificazioni volontarie come ISO 14001 per la gestione ambientale, che sono riconosciute come standard per dimostrare l’impegno alla sostenibilità.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">4. Trend Emergenti nella Sostenibilità del Retail</h3>



<p>Le aziende retail possono sfruttare alcune tendenze emergenti per migliorare la loro sostenibilità e rispondere alle esigenze dei consumatori moderni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tracciabilità dei Prodotti</strong>: I consumatori chiedono sempre più trasparenza. La tracciabilità lungo tutta la filiera consente alle aziende di garantire l’etica e la sostenibilità dei prodotti. Tecnologie come la blockchain facilitano il monitoraggio dei prodotti, dal produttore al consumatore finale.</li>



<li><strong>Second-hand e Economia Circolare</strong>: Il mercato dell’usato sta crescendo esponenzialmente, guidato dalla domanda di soluzioni più sostenibili. I retailer possono avviare programmi di rivendita o offrire sconti per chi restituisce prodotti a fine vita.</li>



<li><strong>Tecnologia e Innovazione per la Sostenibilità</strong>: Le innovazioni tecnologiche permettono ai retailer di ridurre gli sprechi e ottimizzare i processi. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">5. Vantaggi della Sostenibilità nel Retail</h3>



<p>Impegnarsi nella sostenibilità non solo aiuta l’ambiente, ma può anche portare numerosi vantaggi economici e reputazionali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fidelizzazione dei Clienti</strong>: I consumatori sono sempre più consapevoli delle questioni ambientali e premiano le aziende che dimostrano un impegno sincero nella sostenibilità. Secondo un sondaggio di IBM e della <a href="https://nrf.com/">National Retail Federation </a>, il 57% dei consumatori è disposto a cambiare le proprie abitudini di acquisto per ridurre l&#8217;impatto ambientale.</li>



<li><strong>Risparmi Operativi</strong>: Migliorare l’efficienza energetica e ridurre i rifiuti lungo la filiera riduce i costi operativi. Le soluzioni di logistica sostenibile, ad esempio, possono ridurre i costi di trasporto e di stoccaggio.</li>



<li><strong>Accesso a Mercati e Investitori</strong>: Molti investitori istituzionali scelgono di investire solo in aziende con alti standard ESG. La sostenibilità è anche uno dei criteri considerati nei bandi pubblici e privati.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Un Retail Sostenibile per un Futuro più Equo</h3>



<p>Il settore retail è al centro di una trasformazione cruciale verso la sostenibilità. Adottare pratiche sostenibili non è più un’opzione, ma una necessità per rimanere competitivi e allineati agli standard internazionali. Con l’Agenda ONU e le nuove normative, i retailer hanno l’opportunità di trasformare il proprio modello di business per contribuire a un futuro più giusto e sostenibile.</p>



<p>Per tutti coloro che desiderano migliorare la sostenibilità del proprio retail, <a href="https://www.parryassociati.com/"> Parry e Associati</a> offre consulenza specializzata per sviluppare strategie ESG efficaci e conformi alle normative, garantendo un impatto positivo e duraturo sia per l’azienda che per la comunità.</p>
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		<title>Recepita La Direttiva CSRD in Italia. Tempi e obblighi</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 17:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 6 luglio 2024 è stata una data cruciale per il recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nell&#8217;ordinamento nazionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 6 luglio 2024 è stata una data cruciale per il recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nell&#8217;ordinamento nazionale degli Stati membri dell&#8217;Unione Europea. Infatti la CSRD impone nuove e più rigorose norme per la rendicontazione sulla sostenibilità, sostituendo e ampliando le precedenti direttive come la Non-Financial Reporting Directive (NFRD).<br>La <strong>Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), o CSRD Direttiva Europe</strong>a, rappresenta un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile per le aziende e per il pianeta. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32022L2464" target="_blank" rel="noopener">Approvata dall&#8217;Unione Europea nel dicembre 2022,</a> questa nuova normativa introduce requisiti più rigorosi per la redazione dei bilanci di sostenibilità da parte delle imprese.<br>In Italia, la Nuova Direttiva CSRD è stata recepita con il D. Lgs. 19 maggio 2023, n. 56, che stabilisce le modalità e i tempi per l&#8217;adeguamento delle imprese italiane ai nuovi obblighi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Recepimento della CSRD in Italia: un processo in evoluzione</h3>



<p>Il recepimento della Direttiva Europea CSRD in Italia è avvenuto attraverso un percorso articolato che ha coinvolto diversi attori. Ecco le tappe principali:<br><strong>16 febbraio 2024</strong>: Il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze (MEF) pubblica la bozza del decreto attuativo per la consultazione pubblica. Il documento, elaborato dal Dipartimento del Tesoro e dalla Ragioneria Generale dello Stato, recepisce la CSRD nel diritto italiano, definendo gli obblighi di reportistica per le imprese interessate.<br><strong>18 marzo 2024</strong>: Si chiude la consultazione pubblica sul decreto attuativo. Le parti interessate, tra cui associazioni di categoria, imprese e organizzazioni della società civile, hanno potuto inviare i loro commenti e suggerimenti al MEF.<br><strong>6 luglio 2024</strong>: Scadenza per il recepimento della CSRD da parte degli Stati Membri. L&#8217;Italia ha recepito la direttiva entro la data stabilita, pubblicando il D. Lgs. 19 maggio 2023, n. 56. Il decreto definisce le modalità e i tempi per l&#8217;adeguamento delle imprese italiane ai nuovi obblighi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tempi di recepimento per le aziende</h3>



<p>Le aziende dovranno adeguarsi ai nuovi obblighi di reportistica in base alle loro dimensioni e al settore di attività:<br><strong>Grandi imprese</strong>: dovranno redigere il primo bilancio di sostenibilità relativo all&#8217;esercizio finanziario 2024 e presentarlo <strong>entro il 30 dicembre 2025.</strong><br><strong>Imprese di media dimensione</strong>: dovranno redigere il primo bilancio di sostenibilità relativo all&#8217;esercizio finanziario 2025 e presentarlo <strong>entro il 30 dicembre 2026</strong>.<br><strong>Piccole imprese</strong>: dovranno redigere il primo bilancio di sostenibilità relativo all&#8217;esercizio finanziario 2026 e presentarlo <strong>entro il 30 dicembre 2027.</strong><br>È importante sottolineare che il recepimento della CSRD è un processo in continua evoluzione. Il MEF, in collaborazione con Consob, ha avviato un tavolo di lavoro permanente per monitorare l&#8217;attuazione della direttiva e per fornire alle imprese le necessarie linee guida.<br>Pertanto, il recepimento della CSRD rappresenta un&#8217;importante sfida per le imprese italiane, ma anche un&#8217;occasione per cogliere nuove opportunità di business e per contribuire a un futuro più sostenibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa cambia con la CSRD?</h3>



<p>La CSRD introduce diverse novità rispetto alla precedente normativa sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) con un significatvo  ampliamento del campo di applicazione. Ma quali aziende sono coinvolte?<br>In particolare, sono interessate:</p>



<p><strong>Grandi imprese:</strong><br>Società quotate in borsa, indipendentemente dal settore di attività; Società non quotate che superano almeno due dei seguenti criteri dimensionali:<br>Numero medio di dipendenti durante l&#8217;esercizio finanziario superiore a 250;<br>Totale dello stato patrimoniale alla fine dell&#8217;esercizio finanziario superiore a 20 milioni di euro;<br>Ricavi netti dell&#8217;esercizio finanziario superiori a 40 milioni di euro.</p>



<p><strong>PMI quotate:</strong><br>Tutte le PMI quotate in borsa, ad eccezione delle microimprese. Le microimprese sono definite come quelle che hanno un numero medio di dipendenti inferiore a 10, un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro e uno stato patrimoniale annuo non superiore a 2 milioni di euro.</p>



<p><strong>Altre società:</strong><br>Enti di interesse pubblico (EIP) che operano nei settori dell&#8217;acqua, dell&#8217;energia, dei trasporti, delle poste e delle telecomunicazioni;<br>Imprese controllate da grandi imprese soggette alla CSRD, se la capogruppo è residente in uno Stato membro dell&#8217;UE e le controllate generano ricavi netti nell&#8217;UE superiori a 150 milioni di euro per due anni consecutivi.<br>È importante sottolineare che la CSRD si applica anche alle società straniere che operano in Italia se superano i suddetti criteri dimensionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Semplificando</h3>



<p>Per semplificare, possiamo dire che la CSRD interessa in generale tutte le grandi imprese e le PMI quotate, ad eccezione delle microimprese. Sono inoltre incluse alcune categorie di società non quotate, come gli enti di interesse pubblico e le controllate di grandi imprese UE con elevati ricavi in Italia.<br>Con la CSRD, l&#8217;Europa compie un passo importante verso una maggiore Maggiori requisiti di informativa: Le imprese dovranno redigere <a href="https://www.parryassociati.com/bilancio-di-sostenibilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bilanci di sostenibilità </a>più completi e dettagliati, utilizzando i nuovi Standard Europei di Rendicontazione della Sostenibilità (ESRS).<br><strong>Verifica obbligatoria</strong>: I bilanci di sostenibilità dovranno essere sottoposti a verifica indipendente da parte di un revisore esterno.<br>Con la CSRD, l&#8217;Europa compie un passo importante verso una maggiore trasparenza e sostenibilità delle imprese. Le aziende interessate dovranno adeguarsi ai nuovi obblighi con attenzione e tempestività, cogliendo l&#8217;occasione per migliorare le proprie performance ESG e per creare valore a lungo termine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vantaggi per le aziende, l&#8217;ambiente e la società</h3>



<p>L&#8217;adozione della CSRD può apportare numerosi vantaggi a diversi livelli, per esempio:<br>Per le aziende un <strong>Miglioramento dell&#8217;immagine e della reputazione</strong>: La CSRD può contribuire a migliorare l&#8217;immagine e la reputazione delle aziende, rendendole più attrattive per investitori, clienti e partner.<br><strong>Riduzione dei rischi</strong>: La maggiore trasparenza favorisce una migliore gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance, riducendo potenziali impatti negativi sull&#8217;azienda.<br><strong>Nuove opportunità di business</strong>: L&#8217;adozione di pratiche sostenibili può aprire nuove opportunità di business e creare valore aggiunto.<br><strong>Per l&#8217;ambiente</strong> <strong>la Promozione della sostenibilità</strong>: La CSRD incoraggia le aziende a integrare la sostenibilità nella loro strategia aziendale, contribuendo, di conseguenza alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela dell&#8217;ambiente.<br><strong>Minore impatto ambientale:</strong> Le imprese saranno spinte a ridurre il loro impatto ambientale, misurando e rendicontando le loro emissioni e il consumo di risorse.<br><strong>Per la società</strong> <strong>lo Sviluppo sostenibile</strong>: La CSRD promuove lo sviluppo sostenibile, favorendo la creazione di una società più equa e inclusiva.<br><strong>Maggiore consapevolezza</strong>: La CSRD aumenta la consapevolezza dei cittadini sulle tematiche di sostenibilità e incoraggia le imprese a comportarsi in modo responsabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>La CSRD Direttiva rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui le imprese vengono valutate. Non basta più guardare solo ai profitti, ma è necessario considerare anche l&#8217;impatto sociale e ambientale delle loro attività. Le aziende che sapranno cogliere questa sfida saranno quelle che avranno successo nel futuro. Per ulteriori informazioni potete contattare Parry &amp; Associati allo 039.2305245.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">Recepita La Direttiva CSRD in Italia. Tempi e obblighi</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>Nuovi trend nella Consulenza Sostenibilità</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/nuovi-trend-nella-consulenza-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 08:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consulenza strategica]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;evoluzione del contesto normativo, ambientale e di business ha di fatto ampliato il perimetro riferito alla Consulenza Sostenibilità. L&#8217;evoluzione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;evoluzione del contesto normativo, ambientale e di business ha di fatto ampliato il perimetro riferito alla <strong>Consulenza Sostenibilità.</strong> L&#8217;evoluzione del concetto stesso di Sostenibilità con l&#8217;introduzione degli ESG e l&#8217;affermazione di nuovi principi, come il controllo dell&#8217;intera catena del valore,  hanno determinato un profondo cambiamento. Anche nei servizi legati alla <strong>Consulenza Sostenibilità</strong>.</p>



<p>Fino a poco tempo fa, la consulenza sostenibilità era riferita ai fattori ambientali, sociali e più recentemente di Governance. Vista però, l&#8217;intersezione con nuovi trend anche legati all&#8217;innovazione tecnologica, il perimetro della Consulenza Sostenibilità diventa più ampio. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i nuovi trend nella Consulenza Sostenibilità?</h3>



<p>I nuovi trend riguardano principalmente l&#8217;economia circolare, reporting e trasparenza, l&#8217;innovazione tecnologica, regolamentazione e compliance, investimenti responsabili, catena di fornitura sostenibili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Consulenza Sostenibilità Aziendale: un supporto per la transizione verso l&#8217;economia circolare</h4>



<p>Un trend importante nella consulenza per la sostenibilità è l&#8217;adozione dell&#8217;economia circolare. Le aziende stanno cercando modi per ridurre l&#8217;utilizzo delle risorse e il rifiuto dei prodotti, favorendo il riciclo, il riutilizzo e il ripristino dei materiali. Gli articoli che illustrano come la consulenza può aiutare le aziende nella transizione verso modelli di business circolari possono essere molto interessanti.<br>La consulenza per la sostenibilità sta giocando un ruolo importante nell&#8217;evoluzione verso un&#8217;economia circolare. L&#8217;economia circolare è un concetto che mira a ridurre al minimo l&#8217;utilizzo delle risorse, il rifiuto dei prodotti e l&#8217;emissione di rifiuti attraverso l&#8217;adozione di strategie come il riciclo, il riutilizzo, la riparazione e la rigenerazione dei materiali. Ecco come la consulenza per la sostenibilità sta evolvendo in relazione alla transizione verso un&#8217;economia circolare:</p>



<h5 class="wp-block-heading">Valutazione e audit della sostenibilità: </h5>



<p>La consulenza per la sostenibilità può supportare le aziende nella valutazione delle loro pratiche attuali e nel riconoscimento delle opportunità di miglioramento nell&#8217;ambito dell&#8217;economia circolare. Questo può includere l&#8217;analisi dei flussi di materiali e di rifiuti, l&#8217;identificazione di inefficienze o di potenziali aree di miglioramento e la raccomandazione di soluzioni circolari.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Progettazione di prodotti e servizi circolari: </h5>



<p>La consulenza può aiutare le aziende a ridisegnare i loro prodotti e servizi per renderli più circolari. Ciò potrebbe includere la riduzione dell&#8217;utilizzo di materiali vergini, la progettazione per il riciclo, l&#8217;adozione di modelli di business basati sul noleggio o sullo scambio, e l&#8217;introduzione di strategie di rigenerazione dei prodotti. La consulenza può fornire l&#8217;esperienza necessaria per guidare le aziende attraverso questo processo di progettazione circolare.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Gestione della catena di fornitura circolare: </h5>



<p></p>



<p>La consulenza per la sostenibilità può supportare le aziende nella trasformazione della loro catena di fornitura verso una più circolare. Ciò potrebbe includere la ricerca di fornitori che adottano pratiche sostenibili, l&#8217;introduzione di criteri di sostenibilità nelle procedure di sourcing, la promozione del riciclo e del riutilizzo dei materiali all&#8217;interno della catena di fornitura e la collaborazione con partner commerciali per creare ecosistemi circolari.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Modelli di business circolari: </h5>



<p>La consulenza per la sostenibilità può aiutare le aziende a esplorare e adottare nuovi modelli di business circolari. Ciò potrebbe includere la transizione da un modello di vendita di prodotti a un modello di servizio, come l&#8217;offerta di prodotti come servizio o il noleggio di beni. La consulenza può supportare le aziende nella valutazione dei rischi e delle opportunità associate a questi modelli di business alternativi.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Sensibilizzazione e formazione: </h5>



<p>La consulenza per la sostenibilità può svolgere un ruolo chiave nella sensibilizzazione e nella formazione riguardo all&#8217;economia circolare. Ciò potrebbe includere la creazione di programmi di formazione per i dipendenti, l&#8217;organizzazione di workshop e seminari per condividere le migliori pratiche, e la promozione di iniziative di sensibilizzazione verso i clienti e gli <a href="https://www.parryassociati.com/">stakeholder.</a></p>



<p>In sintesi, la consulenza per la sostenibilità sta evolvendo per supportare le aziende nella transizione verso un&#8217;economia circolare. Questo coinvolge la valutazione e l&#8217;audit della sostenibilità, la progettazione di prodotti e servizi circolari, la gestione della catena di fornitura circolare, l&#8217;adozione di modelli di business circolari e la sensibilizzazione e formazione riguardo all&#8217;economia circolare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Consulenza Sostenibilità: Innovazione Tecnologica </h4>



<p>La consulenza per la sostenibilità si sta evolvendo anche grazie all&#8217;innovazione tecnologica. Le soluzioni basate sulla tecnologia, come l&#8217;intelligenza artificiale, l&#8217;Internet delle cose e la blockchain, stanno diventando sempre più importanti per migliorare le prestazioni ambientali e sociali delle aziende. Un articolo che esplora come la consulenza può integrare l&#8217;innovazione tecnologica per affrontare sfide sostenibili può essere molto interessante. Ecco come la consulenza per la sostenibilità sta evolvendo grazie all&#8217;innovazione tecnologica:</p>



<h5 class="wp-block-heading">Monitoraggio e analisi dei dati: </h5>



<p>L&#8217;innovazione tecnologica ha reso possibile il monitoraggio e la raccolta di dati in modo più preciso e dettagliato. Le soluzioni basate sull&#8217;Internet delle cose (IoT) e i sensori intelligenti consentono alle aziende di raccogliere dati ambientali in tempo reale, come l&#8217;uso dell&#8217;energia, le emissioni di carbonio e il consumo di acqua. La consulenza per la sostenibilità può utilizzare queste tecnologie per analizzare i dati e fornire raccomandazioni mirate alle aziende per migliorare le loro prestazioni ambientali.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale (IA) e analisi dei big data: </h5>



<p>L&#8217;IA e l&#8217;analisi dei big data giocano un ruolo importante nella consulenza per la sostenibilità. L&#8217;IA può analizzare grandi quantità di dati per identificare modelli, tendenze e anomalie, consentendo alle aziende di prendere decisioni informate sulla gestione delle loro risorse e sul miglioramento delle prestazioni sostenibili. La<a href="https://www.redopen.it/"> consulenza può aiutare le aziende</a> a implementare soluzioni basate sull&#8217;IA e adottare strategie basate sui dati per raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Blockchain e tracciabilità: </h5>



<p>La tecnologia blockchain può essere utilizzata per migliorare la tracciabilità e la trasparenza lungo la catena di fornitura. La consulenza per la sostenibilità può sfruttare la blockchain per creare registri condivisi che documentano l&#8217;origine e le caratteristiche ambientali e sociali dei prodotti. Ciò consente alle aziende e ai consumatori di verificare l&#8217;autenticità e l&#8217;impatto sostenibile di un prodotto. La consulenza può supportare le aziende nell&#8217;implementazione di soluzioni blockchain per una gestione più sostenibile della catena di fornitura.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Soluzioni digitali per l&#8217;impatto sociale:</h5>



<p> Le tecnologie digitali offrono opportunità per affrontare anche le sfide sociali. Ad esempio, le piattaforme di <a href="https://intraprendere.net/41233/crowdsourcing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crowdsourcing</a> e di collaborazione possono aiutare a coinvolgere i cittadini nella pianificazione e nell&#8217;implementazione di progetti sostenibili. La consulenza per la sostenibilità può guidare le aziende nell&#8217;uso di queste soluzioni digitali per coinvolgere le comunità locali, creare partenariati e migliorare <a href="https://www.parryassociati.com/promuovere-linclusione-sociale-per-una-sostenibilita-aziendale-duratura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;impatto sociale dei loro progetti.</a></p>



<p>In sintesi, l&#8217;innovazione tecnologica sta trasformando la consulenza per la sostenibilità consentendo una raccolta e analisi dei dati più accurata, l&#8217;implementazione di soluzioni basate sui dati, la tracciabilità attraverso la blockchain e l&#8217;utilizzo di soluzioni digitali per l&#8217;impatto sociale. La consulenza sostenibile sta diventando sempre più integrata con l&#8217;innovazione tecnologica per affrontare in modo più efficace le sfide ambientali e sociali delle aziende.</p>



<p>Nel prossimo articolo approfondiremo gli altri trend che riepiloghiamo sinteticamente di seguito</p>



<p>Regolamentazione e compliance: </p>



<p>L&#8217;aumento delle normative ambientali e sociali ha portato a una maggiore richiesta di consulenza per garantire la conformità alle leggi e ai regolamenti. Gli articoli che esplorano l&#8217;impatto delle regolamentazioni sulla consulenza per la sostenibilità e come le aziende possono adeguarsi possono essere informativi e utili per i lettori.</p>



<p>Investimenti responsabili: </p>



<p>Sempre più investitori stanno considerando i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle loro decisioni di investimento. La consulenza per la sostenibilità può svolgere un ruolo chiave nell&#8217;aiutare le aziende a comprendere e rispondere a queste aspettative degli investitori. Un articolo che esplora l&#8217;importanza della consulenza per gli investimenti responsabili può essere rilevante per un pubblico interessato a temi finanziari e sostenibilità.</p>



<p>Catena di fornitura sostenibile: </p>



<p>La consulenza strategica può aiutare le aziende a sviluppare una catena di fornitura più sostenibile, valutando l&#8217;impatto ambientale e sociale dei fornitori e implementando pratiche responsabili. Un articolo che esplora come la consulenza può supportare la gestione della catena di fornitura sostenibile può essere di grande interesse per le aziende interessate a migliorare la propria sostenibilità.</p>



<p>Vuoi saperne di più su come sta cambiando la consulenza aziendale sulla sostenibilità? Contatta Parry e Associati al numero 039.2305245</p>
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		<title>Parry &#038; Associati:  Consulenza per la Sostenibilità</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/parry-associati-consulenza-per-la-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2023 08:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza strategica]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[diversity & inclusion]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità è diventata una parola chiave nel mondo degli affari di oggi. Le aziende sono sempre più consapevoli dell&#8217;importanza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sostenibilità è diventata una parola chiave nel mondo degli affari di oggi. Le aziende sono sempre più consapevoli dell&#8217;importanza di integrare pratiche sostenibili nelle loro operazioni per proteggere l&#8217;ambiente, soddisfare le esigenze delle parti interessate e garantire una redditività a lungo termine. In questo contesto, Parry &amp; Associati si è affermata come azienda specializzata nel settore della consulenza per la sostenibilità. Questo articolo esplorerà come Parry &amp; Associati aiuta le imprese a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità attraverso servizi di consulenza altamente professionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Parry &amp; Associati: una panoramica</h3>



<p><br>Parry &amp; Associati è una società di consulenza strategica specializzata nella sostenibilità aziendale e nella responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR). Fondata più di un decennio fa, l&#8217;azienda ha rapidamente guadagnato una solida reputazione grazie alla sua competenza e alla sua dedizione nel fornire soluzioni sostenibili personalizzate per le imprese di diverse dimensioni e settori. </p>



<p>Ora, in vista dell’entrata in vigore della nuova CSRD (Corporate Social Responsibility Directive) molte aziende appartenenti al segmento PMI dovranno iniziare a rendicontare i loro sforzi in ambito Environmental, Social and Governance. L’obbligo quindi non riguarderà solo le grandi aziende ma anche le aziende con requisiti dimensionali diverse. In particolare le aziende piccole e medie, appartenenti alle catene di fornitura di altre aziende più grandi, oppure di aziende quotate, per continuare a risultare attrattive dovranno</p>



<h3 class="wp-block-heading">Società Consulenza Sostenibilità</h3>



<p></p>



<p><br>Parry &amp; Associati offre una vasta gamma di servizi di consulenza per la sostenibilità che coprono diversi aspetti chiave dell&#8217;agenda ambientale, sociale ed economica. Questi servizi comprendono:</p>



<p>Valutazione e Analisi di Sostenibilità: Gli esperti di Parry &amp; Associati conducono valutazioni dettagliate per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento delle aziende in termini di sostenibilità. Questo processo valuta l&#8217;impatto ambientale delle operazioni aziendali, l&#8217;efficienza delle risorse, la gestione dei rifiuti, l&#8217;impatto sociale e molto altro ancora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sviluppo di Strategie di Sostenibilità</h2>



<p>Parry &amp; Associati collabora con le aziende per sviluppare piani strategici su misura per migliorare la sostenibilità. Questi piani includono obiettivi e target chiari, misure per ridurre l&#8217;impatto ambientale, iniziative di responsabilità sociale e azioni per coinvolgere i dipendenti e le parti interessate.<br>Reporting sulla Sostenibilità: <a href="https://www.parryassociati.com/">Parry &amp; Associati </a>assiste le aziende nella preparazione di report sulla sostenibilità accurati e completi, in linea con gli standard internazionali. Questi rapporti comunicano in modo trasparente le prestazioni sostenibili dell&#8217;azienda, fornendo informazioni chiare e affidabili alle parti interessate.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Consulenza Sostenibilità : Stakeholder Engagement</h3>



<p><br>Lo <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita/">stakeholder engagemen</a>t è un elemento fondamentale nella consulenza per la sostenibilità offerta da Parry &amp; Associati. Comprendere e coinvolgere attivamente gli stakeholder, che includono dipendenti, comunità locali, fornitori, clienti e altre parti interessate, è essenziale per un&#8217;efficace gestione delle questioni di sostenibilità. Parry &amp; Associati offre un servizio di consulenza mirato allo stakeholder engagement, che aiuta le aziende a identificare, coinvolgere e collaborare con i loro stakeholder chiave per creare valore condiviso e raggiungere obiettivi sostenibili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quale approccio allo Stakeholder engagement?</h4>



<p>Il servizio di stakeholder engagement di Parry &amp; Associati si basa su un approccio strategico e personalizzato. In primo luogo, Parry &amp; Associati conduce un&#8217;analisi approfondita per identificare gli stakeholder rilevanti per l&#8217;azienda, valutando il loro potere, interesse e influenza sulla sostenibilità dell&#8217;azienda stessa. Questa analisi fornisce una panoramica chiara degli stakeholder più critici e delle loro aspettative.</p>



<p>Successivamente, Parry &amp; Associati avvia con le aziende la progettazione e l&#8217;implementazione di strategie di coinvolgimento degli stakeholder. Ciò implica la creazione di piani di coinvolgimento che consentano alle aziende di interagire in modo efficace e significativo con i loro stakeholder. Questi piani possono includere incontri individuali, tavole rotondi, sondaggi, focus group o altre forme di consultazione, a seconda delle esigenze e delle preferenze degli stakeholder.<br>Il servizio di stakeholder engagement di Parry &amp; Associati non si limita solo all&#8217;ascolto e alla consultazione, ma comprende anche l&#8217;integrazione delle esigenze degli stakeholder nelle strategie aziendali. Gli esperti lavorano a stretto contatto con le aziende per identificare punti di convergenza tra gli obiettivi aziendali e le aspettative degli stakeholder, favorendo l&#8217;allineamento delle azioni aziendali con le priorità sociali ed ambientali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Stakeholder engagement e Monitoraggio </h4>



<p><br>Infine, Parry &amp; Associati offre un supporto continuo alle aziende nel monitoraggio e nella valutazione dell&#8217;impatto delle iniziative di stakeholder engagement. Questo permette alle aziende di valutare l&#8217;efficacia delle loro strategie di coinvolgimento e apportare eventuali miglioramenti per costruire relazioni più solide e durature con gli stakeholder.<br>In conclusione, il servizio di stakeholder engagement offerto da Parry &amp; Associati è un&#8217;importante componente della consulenza per la sostenibilità, che consente alle aziende di comprendere, coinvolgere e collaborare con gli stakeholder chiave per affrontare le sfide della sostenibilità e creare valore a lungo termine per tutte le parti interessate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Formazione e Consapevolezza</h3>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/05/Post-di-Facebook-940x788-px-7-1024x858.png" alt="" class="wp-image-3906" width="-907" height="-759" srcset="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/05/Post-di-Facebook-940x788-px-7-1024x858.png 1024w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/05/Post-di-Facebook-940x788-px-7-300x251.png 300w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/05/Post-di-Facebook-940x788-px-7-768x644.png 768w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/05/Post-di-Facebook-940x788-px-7-1536x1288.png 1536w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/05/Post-di-Facebook-940x788-px-7.png 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;azienda offre programmi di formazione e sensibilizzazione per aiutare i dipendenti a comprendere e adottare pratiche sostenibili nel loro lavoro quotidiano. Questo contribuisce a creare una cultura aziendale improntata alla sostenibilità, un codice di comunicazione comune che si riflette nelle azioni individuali e collettive. La società affronta anche temi specifici come la <a href="https://www.globalcompactnetwork.org/it/notizie/notizie-ungcn-italia/2071-diversity-inclusion-in-azienda-un-global-compact-italia-presenta-le-nuove-linee-guida.html">Diversity e Inclusion.</a><br>L&#8217;uguaglianza e l&#8217;inclusione sono temi di fondamentale importanza nel contesto aziendale odierno. Le organizzazioni stanno sempre più riconoscendo il valore della diversità e dell&#8217;inclusione per il successo a lungo termine e stanno cercando modi per creare ambienti di lavoro più equi, inclusivi e rispettosi. In questa prospettiva, Parry &amp; Associati offre supporto sulla Diversity &amp; Inclusion, aiutando le aziende a sviluppare una cultura aziendale basata sulla diversità e pratiche inclusive.<br>L’ambito della Diversity &amp; Inclusion è in continua evoluzione e richiede lo sviluppo di una Leadership Inclusiva.<br>Parry supporta le aziende nello sviluppo di nuove forme di comunicazione “adattive” per promuovere la gestione delle relazioni in un ambiente di lavoro diversificato. Conoscere le competenze comunicative necessarie per interagire efficacemente con persone di diverse culture, sfondi e prospettive è fondamentale per creare un ambiente di lavoro produttivo.  </p>



<p>Chiama Parry &amp; Associati al numero 039.2305245 e scopri come rendere sostenibile e innovativa la tua azienda.</p>
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		<title>Proposta Direttiva UE sui Green Claims: un passo avanti nella lotta al greenwashing</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/proposta-direttiva-ue-sui-green-claims-un-passo-avanti-nella-lotta-al-greenwashing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 14:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[green claim]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 22 marzo 2023 la Commissione Europea ha pubblicato una nuova proposta di Direttiva sui green claims, ovvero le affermazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/proposta-direttiva-ue-sui-green-claims-un-passo-avanti-nella-lotta-al-greenwashing/">Proposta Direttiva UE sui Green Claims: un passo avanti nella lotta al greenwashing</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 22 marzo 2023 la Commissione Europea ha pubblicato una nuova proposta di Direttiva sui green claims, ovvero le affermazioni ambientali presenti sulle etichette e nelle pubblicità dei prodotti. L&#8217;obiettivo principale della Direttiva è quello di <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proteggere i consumatori</a> dall&#8217;inganno del greenwashing,  la pratica di utilizzare affermazioni ambientali esagerate o false per vendere prodotti che in realtà non sono sostenibili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa prevede la proposta della Commissione</h4>



<p>La proposta prevede la definizione di regole  rigorose per l&#8217;uso dei green claims, al fine di evitare che i consumatori vengano indotti in errore. Ad esempio, le affermazioni ambientali dovranno essere basate su prove scientifiche solide e verificabili, e dovranno essere comparabili con altre affermazioni simili sul mercato. Inoltre, sarà vietato l&#8217;uso di affermazioni ambientali generiche o vaghe, come ad esempio &#8220;ecologico&#8221; o &#8220;amico dell&#8217;ambiente&#8221;.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Perchè questa proposta di Direttiva ?</h5>



<p>La Commisisone Europea a Marzo 2021 aveva avviato un&#8217;indagine sulla veridicità delle informazioni contenute su un campione di siti di aziende  europee. </p>



<p>Dopo uno screening generale la Commissione e le autorità di tutela dei consumatori hanno esaminato in modo più approfondito 344 affermazioni apparentemente dubbie, rilevando che:<br>in oltre la metà dei casi, l’azienda non aveva fornito ai consumatori informazioni sufficienti per valutare la veridicità dell&#8217;affermazione;<br>nel 37 % dei casi, l&#8217;affermazione conteneva formulazioni vaghe e generiche, come &#8220;cosciente&#8221;, &#8220;rispettoso dell&#8217;ambiente&#8221;, &#8220;sostenibile&#8221;, miranti a suscitare nei consumatori l&#8217;impressione, priva di fondamento, di un prodotto senza impatto negativo sull&#8217;ambiente;<br>inoltre, nel 59 % dei casi, l’azienda non aveva fornito elementi facilmente accessibili a sostegno delle sue affermazioni.<br>Nel complesso, tenendo conto di vari fattori, nel 42 % dei casi le autorità hanno avuto motivo di ritenere che l&#8217;affermazione potesse essere falsa o ingannevole e potesse potenzialmente configurare una pratica commerciale sleale a norma della direttiva sulle pratiche commerciali sleali.</p>



<p>Il risultato dell&#8217;Indagine rappresenta uno dei fattori che ha influenzato la Commissione nella scelta di avviare questo nuovo iter.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Ecco il testo integrale della proposta </h5>



<figure class="wp-block-image alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/03/3th68.png" alt="" class="wp-image-3878" width="89" height="89" srcset="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/03/3th68.png 450w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2023/03/3th68-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 89px) 100vw, 89px" /></figure>



<p>A lato inquadrando il QR avrete accesso alla pagina del sito della Commissione Europea in cui è pubblicata la proposta di Direttiva.  Oppure, più semplicemente clicca qui <a href="https://urly.it/3th6a" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://urly.it/3th6a</a></p>



<p>La proposta prevede inoltre la creazione di un sistema di controllo e di sanzioni a livello europeo per le violazioni delle regole sui green claims. Gli Stati membri dovranno designare le autorità competenti per garantire l&#8217;applicazione della Direttiva, e i consumatori potranno segnalare le violazioni tramite un&#8217;apposita piattaforma online.</p>



<p>La nuova proposta di Direttiva rappresenta un passo importante nel contrasto al greenwashing.  Il greenwashing  rappresenta una minaccia per la sostenibilità ambientale e per la fiducia dei consumatori nel mercato. La Commissione Europea invita ora i rappresentanti del settore, gli Stati membri e tutti i cittadini a dare il loro contributo per migliorare la proposta e per garantire che le regole sui green claims diventino uno strumento efficace per promuovere la sostenibilità ambientale e proteggere i consumatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa si intende per Greenwashing</h3>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Dimensioni-personalizzate-1000x1300-px-788x1024.jpeg" alt="greenwashing" class="wp-image-3160" width="196" height="255" srcset="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Dimensioni-personalizzate-1000x1300-px-788x1024.jpeg 788w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Dimensioni-personalizzate-1000x1300-px-231x300.jpeg 231w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Dimensioni-personalizzate-1000x1300-px-768x998.jpeg 768w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Dimensioni-personalizzate-1000x1300-px.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></figure>



<p>Il termine greenwashing si riferisce alla pratica di utilizzare affermazioni ambientali ingannevoli o esagerate per promuovere prodotti o servizi, allo scopo di farli apparire più sostenibili di quanto in realtà siano. </p>



<p>In altre parole,  il greenwashing consiste nel presentare un prodotto come ecologico o a basso impatto ambientale, senza che ci sia una reale corrispondenza tra le caratteristiche del prodotto e le affermazioni che vengono fatte.</p>



<p>Il greenwashing rappresenta una minaccia per l<a href="https://www.parryassociati.com/tassonomia-europea/">a sostenibilità ambientale </a>e per la fiducia dei consumatori nel mercato. Infatti, molte aziende utilizzano il greenwashing per attirare l&#8217;attenzione dei consumatori, sfruttando la crescente sensibilità ambientale e la domanda di prodotti più sostenibili. </p>



<p>Ma se le affermazioni ambientali non sono basate su fatti concreti e verificabili, i consumatori possono essere indotti in errore e finire per acquistare prodotti che in realtà non sono sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In Italia chi vigila sul Greenwashing?</h3>



<p>In primo luogo, l&#8217;<a href="https://www.agcm.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Antitrust è l&#8217;autorità italiana</a> che si occupa della tutela dei consumatori e della concorrenza nel mercato. L&#8217;Antitrust ha il compito di verificare che le informazioni pubblicitarie siano corrette e non fuorvianti, comprese quelle riguardanti l&#8217;impatto ambientale dei prodotti. In caso di infrazioni, l&#8217;Antitrust può sanzionare le aziende responsabili e ordinare il ritiro delle pubblicità ingannevoli.</p>



<p>Lo IAP, l’<a href="https://www.iap.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria,</a> che fissa le regole per una comunicazione commerciale veritiera, onesta e corretta, all’interno del Codice di autodisciplina ha disciplinato la materia con l’art. 12&nbsp; recita: &nbsp;</p>



<p>“La comunicazione commerciale che dichiari o evochi benefici di carattere ambientale o ecologico deve basarsi su dati veritieri, pertinenti e scientificamente verificabili. Tale comunicazione deve consentire di comprendere chiaramente a quale aspetto del prodotto o dell’attività pubblicizzata i benefici vantati si riferiscono.” </p>



<p>In caso di violazioni l&#8217;Istituto può richiedere il blocco della diffusione del messaggio.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Come riconoscere le pratiche di Greenwashing e fare scelte più consapevoli?</h4>



<p>In primo luogo, è importante prestare attenzione alle affermazioni che vengono fatte sul prodotto o sull&#8217;azienda. Se le affermazioni sono vaghe o generiche e soprattutto non comprendono fornire informazioni specifiche su come il prodotto o l&#8217;azienda sia effettivamente sostenibile, potrebbe essere un segnale di greenwashing.</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/06/tutti-parlano-di-sostenibilita-e1570027952941.jpg" alt="consulenza sostenibilità" class="wp-image-2708" width="316" height="239" srcset="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/06/tutti-parlano-di-sostenibilita-e1570027952941.jpg 500w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/06/tutti-parlano-di-sostenibilita-e1570027952941-300x227.jpg 300w" sizes="(max-width: 316px) 100vw, 316px" /></figure>



<p><br>Un altro segnale di greenwashing può essere l&#8217;utilizzo di etichette o certificazioni non verificate o non riconosciute, che creano l&#8217;illusione di una sostenibilità che in realtà non esiste. È importante verificare la credibilità delle etichette e delle certificazioni, ad esempio controllando se sono riconosciute a livello internazionale o se sono state rilasciate da organismi indipendenti e credibili.</p>



<p><br>Infine, è importante tenere presente che la sostenibilità non riguarda solo il prodotto o l&#8217;azienda, ma anche tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla produzione al consumo e alla fine della vita utile. Un prodotto che è presentato come sostenibile ma che ha un&#8217;impronta ambientale negativa durante la produzione o il trasporto potrebbe essere un esempio di greenwashing.</p>



<p>Vuoi saperne di più sulla sostenibilità, i criteri ESG, e soprattutto come evitare pratiche di greenwashing? chiama subito il numero 039.2305245</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/proposta-direttiva-ue-sui-green-claims-un-passo-avanti-nella-lotta-al-greenwashing/">Proposta Direttiva UE sui Green Claims: un passo avanti nella lotta al greenwashing</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>Sostenibilità Ambientale nello Shipping. A che punto siamo</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-ambientale-nello-shipping-a-che-punto-siamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 16:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[shipping]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi più che mai, quando si parla di sostenibilità ambientale, è opportuno analizzare il settore dello shipping. L&#8217;industria del trasporto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi più che mai, quando si parla di sostenibilità ambientale, è opportuno analizzare il settore dello shipping. L&#8217;industria del trasporto marittimo influisce sull&#8217;ambiente in diversi modi, dal consumo energetico delle navi alle emissioni di gas serra. Inoltre, il settore svolge un ruolo chiave nell&#8217;economia globale, fornendo prodotti e servizi essenziali e trasportando merci in tutto il mondo. Per questo motivo, le iniziative di sostenibilità ambientale all&#8217;interno dell&#8217;industria del trasporto marittimo stanno diventando sempre più importanti e attenzionate; con l&#8217;intento di ridurre il nostro impatto ambientale pur continuando a sostenere il commercio globale. In questo articolo esploreremo il concetto di sostenibilità nel trasporto marittimo, esaminando le iniziative attuali e i potenziali sviluppi futuri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Contesto</h3>



<p>Lo shipping, come abbiamo già sottolineato, svolge un ruolo essenziale nell’economia UE. Tuttavia è anche un settore fonte di crescenti emissioni di gas serra. Oggi circa il 3% delle emissioni globali sono di responsabilità dello shipping. E purtroppo si prevede che, senza interventi, aumenteranno esponenzialmente, andando a compromettere seriamente gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Un tentativo per affrontare le emissioni di gas serra è stato effettuato dall’IMO, l’Organizzazione marittima Internazionale che si è data obiettivi e scadenze. Tuttavia il percorso è risultato troppo lento e ha spinto l’UE ad agire e a presentare nuove proposte. Questo per assicurarsi che il trasporto marittimo faccia la sua parte per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Strategia UE</h3>



<p>Infatti fin dal 2013 la strategia dell’UE puntava a una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra attraverso :<br>il Monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni di CO2 delle grandi navi che utilizzano i porti dell&#8217;UE e  cercando di stabilire obiettivi di riduzione dei gas serra per il settore del trasporto marittimo.<br>Inoltre la recente modifica della Direttiva sul sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (ETS), sottolinea la necessità di agire anche sulle emissioni del trasporto marittimo come tutti gli altri settori dell&#8217;economia. Ma andiamo con ordine</p>



<h3 class="wp-block-heading">Principali iniziative</h3>



<p>Il 14 luglio 2021 la Commissione Europea ha adottato una serie di proposte per realizzare il Green Deal europeo &#8211; il pacchetto &#8220;Fit for 55&#8221; &#8211; che definisce come intende ridurre i suoi gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Questo è fondamentale affinché l&#8217;Europa, sul tema della sostenibilità ambientale, diventi il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050. Poiché tutti i settori devono contribuire alla maggiore e necessaria ambizione climatica dell&#8217;UE, sono state avanzate diverse proposte per affrontare l&#8217;impatto climatico del trasporto marittimo. Queste misure riflettono l’obiettivo di ridurre i gas a effetto serra affrontando i vari ostacoli della cosiddetta “decarbonizzazione”. Ci si può arrivare attraverso due direttrici. La prima è il miglioramento dell’efficienza energetica, cioè l’utilizzo di meno carburante. La seconda è l’utilizzo di combustibili rinnovabili a basse emissioni di carbonio, cioè più puliti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Monitoraggio e segnalazione</h3>



<p>Tra le varie iniziative precedenti  evidenziamo che dal 1° gennaio 2018, le grandi navi di stazza lorda superiore a 5 000 tonnellate che caricano o scaricano merci nei porti dello Spazio economico europeo (SEE) devono monitorare e comunicare le relative emissioni di CO2 e altre informazioni pertinenti.<br>Il monitoraggio, la comunicazione e la verifica (MRV – Monitoring, Reporting, Verification) delle informazioni devono essere effettuati in conformità al regolamento<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015R0757&amp;from=IT" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> 2015/757.</a><br>Per questo motivo dal 1° gennaio 2018, le compagnie monitorano per ciascuna delle loro navi le emissioni di CO2, il consumo di carburante e altri parametri, come la distanza percorsa, il tempo in mare e il carico trasportato per ogni viaggio . Ciò consentirà di raccogliere i dati annuali in una relazione sulle emissioni presentata a un verificatore navale MRV accreditato. Quindi ogni anno la Commissione Europea stende un rapporto pubblico per informare sulle emissioni di CO2 e sulle informazioni sull&#8217;efficienza energetica della flotta monitorata.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading">ETS &#8211; Emission Trade System</h3>



<p>Per garantire che il settore del trasporto marittimo contribuisca alla importante ambizione climatica dell&#8217;UE, la Commissione ha proposto di estendere l&#8217;ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell&#8217;UE, ETS o Emission trade System, per coprire le emissioni di CO2 delle navi di grandi dimensioni (di stazza lorda superiore a 5000), indipendentemente dalla bandiera che battono. L&#8217;estensione includerà tutte le emissioni delle navi che fanno scalo in un porto dell&#8217;UE per viaggi all&#8217;interno dell&#8217;UE (intra-UE), nonché il 50% delle emissioni derivanti da viaggi che iniziano o terminano al di fuori dell&#8217;UE (viaggi extra-UE) e tutte le emissioni che si verificano quando le navi sono ormeggiate nei porti dell&#8217;UE.<br>La proposta porrebbe un limite alle emissioni del trasporto marittimo come parte del massimale complessivo dell&#8217;ETS. Ne risulterebbe un segnale economico che dovrebbe incentivare il miglioramento dell&#8217;efficienza energetica e delle soluzioni a basse emissioni di carbonio. Oltre a ridurre la differenza di prezzo tra carburanti alternativi e carburanti marittimi tradizionali.<br>Per semplicità chiariamo che si chiama ETS (Emission Trade System) il sistema inventato dall’Unione europea per ridurre le emissioni inquinanti. È un sistema complesso, basato su un tetto massimo di inquinamento che può essere prodotto dalle diverse attività. Chi emette tanto può evitare di pagare pesanti sanzioni acquistando delle quote che gli consentono di rimanere entro il tetto. E a venderle è ovviamente chi, al contrario, inquina poco. In pratica la quota è una sorta di moneta che fornisce al suo titolare il diritto di emettere una tonnellata di CO2 o l’ammontare equivalente di un altro inquinante. Di conseguenza se emetti tanto devi anche spendere tanto per acquisire le quote equivalenti, sempre in coerenza a quel principio secondo cui «chi inquina paga».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un Iter complesso</h3>



<p>Fino a ieri il trasporto marittimo non era compreso all’interno delle attività soggette all’applicazione degli ETS, ma, come abbiamo visto, a partire dal 14 luglio 2021, nell&#8217;ambito del pacchetto &#8220;Fit for 55&#8221;, la Commissione ha pubblicato una proposta di revisione dell&#8217;EU ETS, per allinearlo all&#8217;obiettivo di una riduzione del 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, rispetto ai livelli 1990 . La proposta della Commissione è stata oggetto di ampie discussioni in seno al <a href="https://www.europarl.europa.eu/thinktank/it/document/EPRS_ATA(2022)729455" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parlamento Europeo e al Consiglio Europe</a>o sin dalla sua pubblicazione.<br>Il 18 dicembre 2022 le istituzioni dell&#8217;UE hanno deciso di riformare l&#8217;EU ETS, quasi un anno e mezzo dopo la proposta della Commissione. Una parte importante della revisione è stata quella di includere le emissioni del trasporto marittimo e il regolamento richiederà ora agli operatori navali di pagare per le loro emissioni di gas serra per la prima volta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Concludendo</h3>



<p>In conclusione, la sostenibilità ambientale del trasporto marittimo è un tema cruciale per la comunità globale. Investendo in tecnologie efficienti, investendo in combustibili alternativi e sviluppando strategie per ridurre le emissioni, le compagnie di navigazione possono contribuire a proteggere l&#8217;ambiente e a creare un futuro più sostenibile. Oltre ai benefici ambientali, il trasporto marittimo sostenibile porta anche a una maggiore efficienza operativa e a risparmi sui costi. Con gli investimenti e le strategie giuste, l&#8217;industria marittima può diventare leader nella promozione della sostenibilità e partner autorevole per tutte le aziende che lavorano sulla loro supply chain per raggiungere obiettivi ESG.<br>Oggi abbiamo visto solo alcuni accenni di come la sostenibilità ambientale sia impattata da un settore molto importante della nostra economia. Noi di Parry &amp; Associati seguiamo da anni queste dinamiche per cui se volete approfondirle non vi resta che contattarci e richiederci una <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consulenza sul tema. </a></p>
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		<title>Sostenibilità nelle aziende</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-nelle-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 11:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[shipping]]></category>
		<category><![CDATA[stakeholder]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il mondo diventa sempre più consapevole della necessità di pratiche sostenibili, le aziende cercano modi per incorporare la sostenibilità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mentre il mondo diventa sempre più consapevole della necessità di pratiche sostenibili, le aziende cercano modi per incorporare la sostenibilità nei loro piani di crescita. Per molte aziende, la sostenibilità è vista come un modo per migliorare l&#8217;efficienza, accedere a nuovi mercati ed evitare derive reputazionali. Man mano che le aziende si sforzano di diventare più sostenibili, scoprono che la sostenibilità può essere un potente strumento di crescita. Investendo in pratiche sostenibili, le aziende sono in grado di migliorare i propri profitti e di avere un impatto positivo sull&#8217;ambiente e sulla società. La sostenibilità non è più solo una parola d&#8217;ordine: è una parte fondamentale del fare impresa nel 21° secolo. Man mano che un numero maggiore di aziende riconosce l&#8217;importanza di sviluppare pratiche sostenibili, negli anni a venire assisteremo a una crescita e a un&#8217;innovazione ancora maggiori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità e business</h3>



<p>Molte di esse stanno scoprendo che la sostenibilità non è solo un bene per l&#8217;ambiente, ma anche per il business. L&#8217;implementazione di pratiche sostenibili può aiutare le aziende a risparmiare denaro, a ridurre l&#8217;impatto ambientale e ad attrarre e fidelizzare i clienti. Un&#8217;azienda che ha implementato con successo la sostenibilità come strumento di crescita aziendale è Patagonia. L&#8217;azienda di abbigliamento outdoor è da tempo leader nella gestione dell&#8217;ambiente e le sue pratiche sostenibili l&#8217;hanno aiutata a diventare uno dei marchi più apprezzati e rispettati al mondo. L&#8217;impegno di <a href="https://eu.patagonia.com/it/it/one-percent-for-the-planet.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patagonia </a>per la sostenibilità l&#8217;ha aiutata a superare gli alti e bassi dell&#8217;economia e a emergere come un&#8217;azienda forte e fiorente. I tessuti che utilizza per i suoi capi di abbigliamento derivano per più dell’80% da poliestere riciclato. L’obiettivo dell’azienda americana è creare il miglior prodotto di sempre che si regga su 3 pilastri: funzionalità, riparabilità e soprattutto durabilità. Tutti i prodotti, realizzati con materiali che possono essere riusati e riciclati, sono facilmente riparabili attraverso il servizio WORN WEAR. Si progettano e si producono capi e accessori che cercano di avere un impatto minimo sulla filiera in termini di estrazione di risorse, manifattura, trasporto e quindi utilizzo di acqua, energia, emissioni di gas serra, agenti chimici, e rifiuti. L’approccio sistemico che Patagonia adotta coinvolge anche i fornitori, che si impegnano allo stesso modo nella loro produzione. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Levi&#8217;s</h3>



<figure class="wp-block-image alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Screenshot-of-Jeans-denim-e-abbigliamento-1.jpg" alt="" class="wp-image-3072" width="453" height="326" srcset="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Screenshot-of-Jeans-denim-e-abbigliamento-1.jpg 875w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Screenshot-of-Jeans-denim-e-abbigliamento-1-300x216.jpg 300w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/Screenshot-of-Jeans-denim-e-abbigliamento-1-768x552.jpg 768w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></figure>



<p>Anche altre aziende di marchi di moda, sono andati oltre. Non solo controllando le loro catene di approvvigionamento durante la produzione ma concentrandosi anche sul ciclo di vita dei loro prodotti dopo l&#8217;acquisto da parte del consumatore. Ora stanno studiando come prolungare la durata di vita di un prodotto e in che modo i consumatori possono farlo riciclando i vestiti vecchi e logori. Una società che fa questo è Levi&#8217;s, che ha recentemente lanciato la loro<br>campagna di primavera che invitava le persone a “Compra meglio, indossa più a lungo” — finalizzato a sensibilizzare il nostro senso di responsabilità, su tematiche in materia ambientale, impatti della produzione e durata dei capi di abbigliamento. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Shipping</h3>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/maersk1-1024x460.jpg" alt="" class="wp-image-3069" width="516" height="231" srcset="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/maersk1-1024x460.jpg 1024w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/maersk1-300x135.jpg 300w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/maersk1-768x345.jpg 768w, https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/09/maersk1.jpg 1184w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></figure>



<p>Altro settore su cui si stanno focalizzando le attenzioni degli stakeholder è quello dello shipping. Si tratta del secondo settore più inquinante al mondo e pertanto anche le Istituzioni hanno deciso di intervenire con una forte pressione normativa. Molti attori tra i più importanti stanno già operando per ridurre l’emissione di Co2 nell’ambiente. Tra queste <a href="https://www.maersk.com/sustainability" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maersk,</a> leader di mercato, mira a fornire una riduzione del 60% di emissioni di CO₂ entro il 2030 rispetto ai livelli del 2008. Per fare questo e per dare una spinta commerciale al settore, punta ad avere la prima nave carbon -neutral già a partire dal 2023. Piano molto ambizioso ma che è il preludio di un piano ben più strutturato per arrivare a zero emissioni entro il 2050. Questo piano era stato annunciato per la prima volta nel 2018 e sembra a questo punto percorribile. Decarbonizzare il settore dello shipping è una impresa ardua, ma queste iniziative stanno dando un serio impulso a tutto il movimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p><br>Concludendo, possiamo affermare che ormai molte aziende si stanno avviando a sviluppare piani sostenibili di un certo rilievo. Va detto che la pandemia ha contribuito in maniera decisa ad accrescere la consapevolezza del management e degli stakeholder che la continuità aziendale è fortemente legata a fattori esogeni. Per questo motivo, è bene gestire preventivamente questi fenomeni con un approccio proattivo. Tuttavia c’è molta strada da fare nel percorso di crescita delle aziende sui temi di sostenibilità, in particolare nella comprensione delle opportunità e dei rischi che sono connessi a questo importante fattore. Se volete saperne di più relativamente a progetti di sostenibilità per la vostra azienda,  <a href="https://www.parryassociati.com/contatti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contattateci</a> e saremo lieti di fornirvi una prima consulenza gratuita telefonica con un nostro esperto.<br>.</p>
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		<title>Cos&#8217;è la sostenibilità</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/cose-la-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[agenda onu]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[CSR]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 10 anni in cui la nostra Società Parry &#38; Associati, propone progetti legati alla CSR (Corporate Social Responsibility), piuttosto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo 10 anni in cui la nostra Società Parry &amp; Associati, propone progetti legati alla CSR (Corporate Social Responsibility), piuttosto che progetti legati alla sostenibilità, sento ancora Aziende affermare : noi abbiamo fatto una donazione a… e pertanto siamo sostenibili. Ma non scherziamo, la sostenibilità non è fare della Charity, la sostenibilità è un percorso serio non è uno spot.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Percorso serio…</h3>



<p><br>Del resto se ci sono arrivati anche i politici, qualcosa deve essere cambiato. Infatti sia in Italia che in Europa si parla di crescita economica che vada a beneficio di tutti. Dalla integrazione e la parità retributiva delle donne sui luoghi di lavoro e non solo, a un Green New Deal che trasformi il sistema produttivo nel rispetto dell’ambiente e per la lotta al cambiamento climatico. D’altra parte, politiche orientate alla rigenerazione urbana, alla riconversione energetica e all’economia circolare vanno nella direzione indicata per tutta l’Unione Europea dalla Presidente eletta della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Finalmente</h3>



<p><br>Bene, sono contento che forse ci siano arrivati, anche se ormai ho perso il conto di tutte le volte che sento o leggo la parola sostenibilità nel mio lavoro. La sentiamo pronunciare sempre più spesso e questo grazie ad una maggiore consapevolezza del fatto che il nostro attuale stile di vita è in netto contrasto con la salvaguardia del pianeta e dei suoi abitanti. Così anche la politica nostrana si sta attrezzando per andare in quella direzione. Ho incontrato molte aziende che avevano intenzione di mobilitarsi per rendere sostenibili i propri prodotti e i propri processi. Tuttavia l’assenza di obblighi legislativi stringenti, ha reso queste operazioni molto ”greenwashing”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è il Greenwashing?</h3>



<p><br>Greenwashing è un termine utilizzato nel marketing per fare riferimento ad una strategia di comunicazione finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale. Con il greenwashing si vuole far passare il messaggio di svolgere pratiche ambientalmente virtuose per sfruttare questa nuova ondata di sensibilità su temi ambientali. Ho sentito parlare di mobilità sostenibile, abbigliamento sostenibile e di prodotti sostenibili. Tuttavia il concetto di sostenibilità non è del tutto chiaro e viene spesso usato impropriamente anche in contesti in cui di sostenibile non c’è proprio nulla.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Che cos’è lo sviluppo sostenibile?</h3>



<figure><img decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/06/sostenibilita.png" alt=""/></figure>



<p><br>Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.<br>Adesso possiamo capire come non sia sufficiente parlare solo di sostenibilità ambientale, ma dobbiamo includere anche la sostenibilità economica e quella sociale. Infatti, lo sviluppo sostenibile è proprio l’intersezione di questi tre concetti.<br>Ma vediamoli più nel dettaglio:cos&#8217;è la sostenibilità<br>SOSTENIBILITÀ ECONOMICA<br>La sostenibilità economica è intesa come la capacità di un sistema economico di generare reddito e lavoro per il sostentamento di tutta la popolazione mondiale.<br>SOSTENIBILITÀ SOCIALE<br>La sostenibilità sociale è intesa come la capacità di garantire condizioni di benessere umano equamente distribuite per classi e genere.<br>Con condizioni di benessere umano intendiamo la sicurezza, la salute, l’istruzione, la democrazia, la giustizia etc.<br>SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE<br>La sostenibilità ambientale è esattamente “la capacità di preservare nel tempo le tre funzioni dell’ambiente. La funzione di fornitore di risorse, funzione di ricettore di rifiuti e la funzione di fonte diretta di utilità.<br>Insomma avere rispetto dell’ambiente per preservarlo per le future generazioni</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi ne parla di più e con maggiore autorevolezza?</h3>



<figure><img decoding="async" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2022/06/sdgs.png" alt=""/></figure>



<p><br>L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel Settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’ arco dei prossimi 15 anni. I Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E in Italia? ASVIS</h3>


<figure><img alt="" /></figure>


<p>L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile <a href="https://asvis.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(ASviS)</a> è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”. L’obiettivo è far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle Istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.<br>L’Alleanza riunisce attualmente oltre 220 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali:<br>associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore);<br>reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.);<br>associazioni di enti territoriali;<br>università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti;<br>associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione;<br>fondazioni e reti di fondazioni;<br>soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quindi come possiamo vedere, di sostenibilità si parla</h4>



<p><br>Abbiamo elencato solo due tra i numerosi stakeholder che se ne occupano, tuttavia alcuni sondaggi sulle giovani generazioni dimostrano che la sostenibilità è il futuro. Secondo i dati del Global Web Index, il 58% degli appartenenti alla GenZ e il 61% dei Millennial (dai 16 ai 35 anni) si dichiara incline a pagare di più per prodotti sostenibili o eco-friendly.<br>L’80% degli intervistati globali appartenenti alla GenZ ritiene fondamentale l’implementazione da parte dei brand di soluzioni green per i propri prodotti, il dato aumenta all’85% se parliamo di Millennial.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa devono fare i Brand?</h3>



<p><br>A partire da questi numeri sono evidenti le opportunità che si aprono per i brand. Devono investire in campagne a sostegno dell’ambiente e del sociale e dimostrarsi attenti al tema della sostenibilità, che porta un ritorno enorme in termini di immagine e reputazione di brand e, di conseguenza, in termini di profitto.<br>Tornando al sondaggio ok, abbiamo capito cosa pensano le nuove generazioni, ma vi siete mai chiesti quanto sareste disposti a pagare di più per un prodotto sostenibile? Vi chiedete mai da dove arriva la vostra t-shirt o le scarpe sneakers di marca che indossate? Vi preoccupate mai di controllare il materiale con cui è prodotto il vostro abbigliamento?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bando alle ipocrisie</h3>



<p><br>Prima di rispondere però, fate una piccola riflessione. Come mai l’Italia è il terzo Paese al mondo, quindi medaglia di bronzo, riguardo ai prodotti contraffatti? Qualcuno dovrà pure comprarli questi prodotti…..<br>Vediamo come acculturarci su CSR e Sostenibilità e come aiutare le aziende a lanciare progetti di sostenibilità veri, esaltare le loro best practices, e comunicarli ai propri stakeholders.<br>Visto che anche la Politica auspica un futuro sostenibile, vi lascio in compagnia di un Corso gratuito che la mia Socia Enza Gioia ha creato per dare qualche base teorico/pratica sul tema.<br>Noi di Parry &amp; Associati siamo comunque a disposizione per qualsiasi ragionamento su progetti di sostenibilità. Contattateci sul sito www.parryassociati.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/cose-la-sostenibilita/">Cos&#8217;è la sostenibilità</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>Economia Circolare: il ruolo del packaging</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/economia-circolare-il-ruolo-del-packaging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 13:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parryassociati.com/2021/09/08/economia-circolare-il-ruolo-del-packaging/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Economia Circolare è centrale nella strategia europea del Green Deal e sempre più si diffonde la percezione di un vantaggio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/economia-circolare-il-ruolo-del-packaging/">Economia Circolare: il ruolo del packaging</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Economia Circolare</strong> è centrale nella strategia europea del Green Deal e sempre più si diffonde la percezione di un vantaggio economico e sociale nel ripensare i modelli di business lineare.<br />
E’ stato presentato, dalla Commissione Europea un Piano d’azione il cui obiettivo principale è favorire la crescita attraverso la riduzione della Carbon Footprint e l’introduzione di modelli che prevedono il riutilizzo delle materie prime. Clima e contrasto alla riduzione del consumo delle risorse naturali sono gli obiettivi ultimi da perseguire con la collaborazione di imprese e tutti gli Stakeholder coinvolti.</p>
<h4>Secondo Frans Timmermans, Vicepresidente Esecutivo Commissione Europea:</h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/05/commissione-europea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-982 alignleft" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/05/commissione-europea-300x200.jpg" alt="sostenibilità" width="300" height="200"></a>“Per ottenere la neutralità climatica entro il 2050, preservare il nostro ambiente naturale e rafforzare la nostra competitività, l’<strong>economia</strong> deve essere completamente <strong>circolare</strong>”.<br />
In Italia alcune iniziative, seppur timide, sono state intraprese. Ad esempio il 5 Agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/2041361-economia-circolare-pubblicato-il-bando-per-progetti-di-ricerca-e-sviluppo-delle-imprese" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decreto dedicato all’Economia Circolare</a>. Il Decreto è finalizzato al sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>economia circolare.</strong><br />
Non è sicuramente una iniziativa risolutiva, ma è pur sempre un segnale di attenzione al settore, quello delle PMI e delle Aziende Famigliari, che esprime un potenziale di riconversione elevato. Sono molti i settori che concorrono al raggiungimento dell&#8217;obiettivo, dal fashion, di cui parliamo spessissimo, alla plastica , all’elettronica, alle batterie e veicoli, all’edilizia e all’alimentazione.</p>
<h3>Il Packaging</h3>
<p>Oggi vi proponiamo un approfondimento al mondo degli imballaggi che sono trasversali a numerose industries. Per dare qualche dato, ricordiamo che in Europa la quantità di imballaggi è in crescita costante ed è come se ogni abitante europeo abbia la responsabilità di 173 kg ciascuno. La Commissione Europea, per questo motivo ha deciso di riesaminare la direttiva <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:31994L0062&amp;from=LV" target="_blank" rel="noopener noreferrer">94/62/CE27</a> per rafforzare i requisiti obbligatori che gli imballaggi dovranno soddisfare per essere immessi sul mercato dell&#8217;UE: gli imballi dovranno essere interamente riciclabili e sostenibili. Con questa revisione la Commissione si pone l’obiettivo di:</p>
<ul>
<li>Ridurre i rifiuti da imballo (dovuti anche ad imballi eccessivi).</li>
<li>Favorire una progettazione “sostenibile” che risponda a requisiti di riciclabilità e riutilizzo.</li>
<li>Semplificare la composizione degli imballaggi stessi.</li>
</ul>
<p>Inoltre la Commissione studierà, nell’ambito dei sistemi di raccolta, un sistema di etichettatura che faciliti lo smaltimento differenziato.</p>
<h3>Ricerca e Sviluppo</h3>
<p>Questo settore si sta sviluppando rapidamente in termini di ricerca e sviluppo perché sostenuto da due forze convergenti. Da una parte i produttori di packaging, dall’altra le stesse aziende che vogliono proporre i propri prodotti con standard di sostenibilità elevati. Ad esempio, ricordiamo che il packaging, nella produzione di CO2 collegata ad 1 bottiglia di vino, impatta per il 9%. Nella nostra attività di ricerca abbiamo individuato alcune Case History molto interessanti. Questi esempi infatti, oltre a presentare i requisiti di “packaging sostenibile” sono fonte di ispirazione per diversi settori merceologici e diverse applicazioni.</p>
<h3>Esempi di Economia Circolare</h3>
<p>Come ormai è noto vi sono diversi modelli di <strong>economia circolare</strong>. Nei casi esaminati abbiamo posto l’attenzione su case history relative a riduzione dei rifiuti da imballo, compostabilità e allungamento della vita del prodotto.</p>
<h4>Cruz Foam</h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/cruz-foam.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1300 alignleft" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/cruz-foam-300x200.jpg" alt="economia circolare" width="300" height="200"></a><a href="https://cruzfoam.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cruz Foam</a> è una piccola start-up Californiana che ha ideato una tipologia di packaging biodegradabile utilizzando i rifiuti di gusci di gamberetti, con i quali riesce ad ottenere una versione biologica di polistirolo.<br />
E’ un prodotto alternativo al polistirolo tradizionale, che contiene comunque un polimero, la chitina, e questo lo rende adatto nelle applicazioni commerciali nel mercato delle consegne (ad. Es. Amazon o industria farmaceutica).</p>
<h4><a href="https://www.temperpack.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Temperpack</a></h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/temperpack.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1299 alignright" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/temperpack-300x300.jpg" alt="imballi sostenibili" width="237" height="237"></a>Azienda americana che circa 2 anni fa si è data l’obiettivo di risolvere i problemi legati agli imballi attraverso un design sostenibile. Vogliono ridurre gli imballi soprattutto in relazione alla crescita del business e-commerce. Nel 2018 ha annunciato il lancio di ClimaCell, isolante a base di carta, che rappresenta una alternativa ai materiali isolanti comunemente utilizzati., come la schiuma EPS. Questo prodotto, riciclabile insieme al cartone, consente alle aziende di proteggere le spedizioni sensibili alla temperatura, limitando nel contempo i rifiuti da imballaggio.</p>
<h4>Algramo</h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/algramo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1298 alignleft" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/algramo.jpg" alt="packaging sostenibile" width="267" height="189"></a>Un caso molto interessante è rappresentato da questa start-up cilena,<a href="https://algramo.com/en/home/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Algramo,</a> che con la sua soluzione elimina i rifiuti di imballaggio dei prodotti. Attraverso i suoi distributori di prodotti igienici, vendibili al grammo, ha lanciato un nuovo stile di acquisto di prodotti domestici sostenibili e rispettosi dell’ambiente. I prodotti acquistabili tramite distributori automatici risultano anche più economici.</p>
<h4>Tipa</h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/tipa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1302 alignright" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/tipa-300x180.jpg" alt="packaging sostenibile" width="300" height="180"></a><a href="https://tipa-corp.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TIPA</a> dal 2010 offre una soluzione di imballaggio flessibile e compostabile. E&#8217; in grado di decomporsi nel terreno senza residui tossici. Particolarmente indicato per applicazioni nel settore Food e Fashion. Avete presente le buste all&#8217;interno dei quali vengono posti i capi di abbigliamento? Si stima che 180 miliardi di polybags vengano utilizzati per moda, abbigliamento e altri accessori.Col crescere della consapevolezza dell&#8217;inquinamento da plastica, i Brand sono alla ricerca di nuove soluzioni per confezionare i loro prodotti. Ad esempio, vista la nostra passione per la moda sostenibile, non possiamo non menzionare Stella McCartney, che sta utilizzando questa soluzione per i suoi prodotti.</p>
<h4>Grifal</h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/grifal.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1297 alignleft" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/grifal-300x66.jpg" alt="" width="300" height="66"></a>Recentemente una azienda italiana,<a href="https://www.grifal.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Grifal,</a> storica nel mercato del packaging, ha ottenuto il brevetto Inspiropack. E’ una tecnologia innovativa, per soluzioni di imballo sostenibile destinata al mondo dell’e-commerce. Inspiropack è una tecnologia basata sulla aspirazione dell’aria, per sistemi di bloccaggio del packaging, che permette di utilizzare solo la quantità di pellicola necessaria per fissare il prodotto su un supporto. Il risparmio di materia prima è il vantaggio principale offerto da questa innovazione tecnologica. Una valida alternativa all’utilizzo del polistirolo e del poliuretano.</p>
<h4>Nature Fresh</h4>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/Nature-Fresh-_-Gruppo-Fabbri-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1303 alignright" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/09/Nature-Fresh-_-Gruppo-Fabbri-1-300x124.jpg" alt="economia circolare" width="300" height="124"></a><a href="http://www.gruppofabbri.com/prodotti/nature-fresh/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nature Fresh</a>, una pellicola nata dalla ricerca di BASF e Gruppo Fabbri è compostabile, smaltibile nell’umido. La pellicola, costituita da ECOVIO è destinata ad applicazioni nel Food,(carne, pesce ed alimentari), assicura il rispetto di traspirabilità e mantiene il cibo fresco per un periodo più lungo rispetto ad altri film prodotti con polietilene.</p>
<h3>Economia Circolare, vantaggi</h3>
<p>In assoluto, il primo vantaggio è rispondere a quello che viene richiesto dai consumatori. In questa nuova consapevolezza circa l’esigenza di un approccio più sostenibile da parte dei Brand, il packaging riveste un ruolo rilevante. Secondo una ricerca condotta da Ipsos nel 2019, il packaging è ritenuto oggi uno dei principali fattori di sostenibilità di una Marca. Anche se il 77% del campione ritiene che in generale le aziende non stiano facendo abbastanza, “il 41% degli intervistati ha dichiarato di smettere di acquistare prodotti con imballaggi non riciclabili, il 25% di smettere di andare in negozi che usano molti imballaggi non riciclabili”.</p>
<h3>Parry &amp; Associati</h3>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/06/parry-associati-.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1077 alignleft" src="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2020/06/parry-associati--300x201.jpg" alt="Parry, esperienza manageriale per la CSR" width="178" height="119"></a></p>
<p><a href="https://www.parryassociati.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Parry &amp; Associati</a>, come sempre è disponibile ad un confronto sul tema e siamo raggiungibili allo 039.2305245 o tramite mail info@parryassociati.com.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/economia-circolare-il-ruolo-del-packaging/">Economia Circolare: il ruolo del packaging</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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