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	<title>Marketing Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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	<description>sostenibilità, digital marketing e social media</description>
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	<title>Marketing Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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		<title>Strategie per micro e piccole imprese</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/strategie-per-micro-e-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[micro imprese]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le strategie per micro e piccole imprese oggi? In un contesto difficile, con una economia stagnante, il piccolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/strategie-per-micro-e-piccole-imprese/">Strategie per micro e piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le <strong>strategie per micro e piccole imprese</strong> oggi? In un contesto difficile, <a href="https://www.istat.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con una economia stagnante</a>, il piccolo imprenditore deve circondarsi di qualcuno che lo possa consigliare per una strategia di marketing vincente. Questo perché non tutti gli imprenditori sanno come muoversi in queste situazione di mercato. Pubblicizzare la propria azienda, promuovere i propri prodotti è la base anche per i piccoli imprenditori per mantenere o migliorare la propria quota di mercato.</p>
<h3>Facciamo un pò d&#8217;ordine</h3>
<p>Intendiamoci, non sto parlando alle multinazionali dove un Amministratore Delegato e il suo team devono analizzare migliaia di dati, fare comparazioni, simulare scenari , prendere le corrette decisioni. Analisi di mercato, studi di marketing, economie di scala, Consigli di Amministrazione, Comitati di Direzione, sono situazioni che riguardano solo le Grandi Aziende. Sto parlando alla micro, piccola impresa, che non può permettersi analisi di mercato sofisticate, non ha economia di scala, non ha probabilmente un Comitato di Direzione, insomma vive un mercato differente. Per cui, quali <strong>strategie per micro e piccole imprese</strong>, cosa devono fare in una situazione di mercato difficile, stanco, e comunque con una forte concorrenza.</p>
<h3>Partiamo dalla base</h3>
<p>Se le piccole realtà non lo hanno ancora fatto, devono farsi conoscere, devono capire cosa vuole il cliente, dove posizionarsi, insomma devono agire con rapidità e dinamismo. Occorre comprendere le nuove abitudini che emergono in era digitale e i comportamenti dei consumatori che negli anni si sono sempre più abituati a svolgere le seguenti azioni chiave del loro processo d’acquisto online:</p>
<p>1.Cercare prodotti e servizi<br />
2.Reperire informazioni<br />
3.Valutare e comparare prodotti e rivenditori</p>
<h3>Il ruolo fondamentale della Customer Journey</h3>
<p>Per quanto possa apparire banale, nel 2020 sempre più frequentemente sarà necessario chiedersi:<br />
A chi parliamo?<br />
Come sono le abitudini di acquisto?<br />
Dove trovano i clienti le informazioni sui nostri prodotti?</p>
<p>La “Customer Journey” è il percorso compiuto da un potenziale cliente, prima di arrivare a decidere se acquistare o meno il prodotto o servizio. È importante analizzare queste fasi e&nbsp; immaginare per ciascuna di esse un’attività che lo converta a noi. Conoscere il mercato, conoscere se stessi, conoscere gli strumenti e sforzarsi di pensare come pensa il nostro cliente. Questi sono gli obiettivi che tutti devono possedere se vogliono creare delle <strong>strategie per micro e piccole imprese</strong></p>
<p>La questione è la più semplice cui si possa pensare nel cercare di assicurare una corretta strategia al riguardo della propria impresa, ma anche la più fondamentale. Rispondervi correttamente significa comprendere meglio possibile tanto I bisogni fondamentali della propria clientela quanto riuscire a interpretare correttamente il mercato e di conseguenza I punti di forza della propria offerta rispetto a quelli dei concorrenti.Pertanto per dare seguito a quanto sopraesposto, cominciamo ad analizzare insieme i primi passi,&nbsp; proprio basici, da percorrere a livello di <strong>strategie per micro e piccole imprese</strong>:</p>
<h3>Sito Web/Blog</h3>
<p>Ormai quasi tutte le imprese commerciali hanno un sito web, tuttavia la domanda è: il vostro sito è ottimizzato? Abbiamo incontrato tante piccole realtà che avevano da poco rifatto il Sito, ebbene nel 90% dei casi il sito non era ottimizzato. Ma cosa vuol dire? Ottimizzare un sito web, vuol dire modificare il contenuto che compone le singole pagine del vostro sito. Pertanto ciò rende il sito il più fruibile possibile dai motori di ricerca, in modo da incrementare la pertinenza e la rilevanza di ogni singola pagina e aumentare sensibilmente il numero, il target e la qualità dei visitatori unici presso il vostro sito. Certo può sembrare una attività complessa, in effetti è una attività per specialisti .</p>
<h3>Ottimizzare</h3>
<p>e’ una attività continua e un po’ noiosa ed è per questo che molti consulenti dicono di farla, ma non la fanno. E’ una attività che va seguita periodicamente, ottimizzando per l’appunto testi e foto. Il tuo sito se ben ottimizzato sarà nel medio lungo tempo anche ben posizionato. In poche parole vi saranno maggiori possibilità che il cliente che naviga su internet, interessato ai tuoi prodotti, ti trovi. Per questo devi rivolgerti a Consulenti di fiducia , pretendere l’ottimizzazione del tuo Sito sia in fase iniziale che nelle fasi successive.</p>
<h3>Il Blog questo sconosciuto</h3>
<p>Sembra una attività inutile, ma produrre articoli, contenuti interessanti, aiuta a farsi conoscere. La creazione di un Blog è infatti uno strumento a disposizione per chi vende e vuole fare promozione di se stesso. Racconta tue esperienze professionali, le best practices, spiega i tuoi prodotti, insomma fai apparire che sei un professionista nel tuo settore.<br />
Anche gli articoli del tuo Blog dovranno essere ottimizzati in ottica SEO. E’ un altro investimento a medio e lungo termine. Infatti SEO vuol dire l’ insieme delle attività finalizzate a migliorare il posizionamento delle proprie pagine web sui motori di ricerca<br />
Per questo ricordati che se non sei posizionato con ottimizzazioni SEO, non ti rimane che la pubblicità, a volte costosa.</p>
<h3>Newsletter</h3>
<p>All’interno del tuo Sito devi avere una form di contatti, dove i clienti devono registrarsi per avere informazioni. Solo così potrai crearti un database importante, che equivale ad un autentico patrimonio. Infatti l’obiettivo è quello di avere un contatto continuo con i tuoi clienti, inviare newsletter con offerte e promozioni, ricordare loro che esisti. I tuoi clienti non devono essere lasciati mai soli. Le newsletter sono una attività importante per fidelizzare la tua clientela e allargare la conoscenza della tua azienda e dei tuoi prodotti. Ricordati però, devi avere una privacy a prova di bomba, conforme alle ultime disposizioni.</p>
<h3>Social Network</h3>
<p>Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter, Youtube ecc. Quali di questi sarà più utile? Ovviamente dipende molto dalle varie realtà aziendali che si incontrano. Ipotizzando di avere una micro, piccola impresa che inizia ad approcciare il mondo dei Social Network, consigliamo di alimentare i canali Facebook, Instagram e Youtube. Linkedin è il più professionale , ma per le piccole realtà è ancora troppo distante dalle necessità primarie. Impostare una buona comunicazione sui social media, è fondamentale, tuttavia occorre partire da quali sono i nostri obiettivi; va fatto un approfondito studio preliminare.</p>
<h4>Quali Obiettivi?</h4>
<p>Infatti, la definizione di obiettivi non in linea con i mezzi scelti e il target da raggiungere potrebbero compromettere tutta la comunicazione sui social media e le altre attività di comunicazione collegate. La nostra esperienza e le più titolate best practices ci dicono che gli obiettivi iniziali da perseguire sono essenzialmente due:<br />
• engagement, ovvero la capacità di coinvolgere e attirare fan, follower e potenziali clienti<br />
• brand awareness, cioè l’incremento della conoscenza del brand.<br />
Dobbiamo cercare di&nbsp; incuriosire sui social media il nostro target di riferimento. Dobbiamo riuscire a catturarne l’attenzione con i contenuti giusti, e far conoscere e aumentare la visibilità del brand.</p>
<h3>Perchè rivolgersi ad una società di consulenza</h3>
<p>Per elaborare piani e progetti a breve-medio termine le Micro e Piccole imprese si affidano sempre più spesso a società di consulenza. Esse aiutano l’imprenditore &nbsp;a comprendere e ad individuare &nbsp;la strategia che sia in grado di aumentare la competitività dell’azienda. Nulla è come prima e i modelli di consumo sono profondamente cambiati. Per questi motivi è necessario rivolgersi a dei professionisti.</p>
<p>Per identificare il proprio modello di business, l’azienda deve procedere a un processo di profonda comprensione. Conoscere non solo se stessa, ma anche il mercato in cui opera, i propri competitors e le possibili alternative strategiche di sviluppo. Spesso alla base delle difficoltà di una micro-piccola impresa, troviamo l’assenza di una strategia. La fase di definizione delle strategie per micro e piccole imprese richiede impegno, tempo e visione ma non viene perseguita in quanto le aziende sono oberate dalle attività quotidiane. Poiché le risorse interne spesso non bastano, sempre più aziende si affidano a soggetti specialistici esterni per le proprie strategie di sviluppo. Esse hanno bisogno di una consulenza che non sia vittima della routine aziendale.</p>
<p>Inoltre, si aggiunge anche una scarsa propensione all’ascolto. Le aziende, infatti, sono solite non mettere in discussione, o revisionare, i propri modelli di business. Si parla di resistenza al cambiamento, tipica di chi dice <strong>“abbiamo sempre fatto così”</strong>.</p>
<h3>Come procedere per mettere in atto un progetto di consulenza?</h3>
<p>L’attività di Parry &amp; Associati e la pluriennale esperienza acquisita ci hanno portato a definire un modello progettuale basato su:</p>
<ol>
<li>Un’attenta analisi del modello competitivo, sia in termini di prodotto/servizio, che in termini di modello distributivo. Un’analisi che consente di stabilire il posizionamento attuale e l’eventuale gap da colmare nel mercato di riferimento;</li>
<li>Una definizione del modello di Business Omnichannel, che garantisca un’adeguata redditività e la sostenibilità del Business Plan.</li>
<li>L’elaborazione di un Piano Marketing, il cui obiettivo sia definire un’offerta e acquisire nuova clientela;</li>
<li>L’elaborazione di un Piano di comunicazione offline e online (Web/Digital/Social), che sappia dialogare con i clienti.</li>
</ol>
<h3>Contattaci</h3>
<p>La <em>formula Parry &amp; Associati </em>prevede la possibilità di avvalersi di&nbsp;<strong>consulenti esperti</strong>&nbsp;specializzati per l’<strong>avvio</strong>, per la&nbsp;<strong>crescita</strong>&nbsp;e per lo&nbsp;<strong>sviluppo</strong>&nbsp;di una&nbsp;<strong>impresa</strong>. Per il momento, se hai bisogno di assistenza, vai pure sul nostro Sito <a href="https://www.parryassociati.com/digital-marketing/" target="_blank" rel="noopener">www.parryassociati.com</a>&nbsp;e guarda quali sono le nostre competenze. Inoltre se hai bisogno di contattarci, compila il form o chiamaci allo 039/2305245.</p>
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		<title>Aumentare il fatturato ! Domanda ricorrente</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/aumentare-il-fatturato-domanda-ricorrente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 21:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing online]]></category>
		<category><![CDATA[strategia online]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essendo una società di consulenti, spesso veniamo contattati da piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, che ci pongono la fatidica domanda: come [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo una società di consulenti, spesso veniamo contattati da piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, che ci pongono la fatidica domanda: come possiamo <strong>aumentare il fatturato</strong> ? Solitamente hanno un negozio fisico, che ha passato delle crisi per le note vicende legate alla pandemia. A malapena hanno un Sito web, i social esistono, ma non sono gestiti, non sono aggiornati. La loro presenza online è quasi nulla. Ebbene, a questo punto cerchiamo di convincerli che “chi non comunica non esiste”, per cui studiamo una via semplice per loro. Non parliamo di offline, ma di quella economicamente più conveniente della Digital Strategy.<br />
Il mondo è cambiato, cari imprenditori. Oggi i clienti hanno modificato le loro abitudini di acquisto. Ammesso che vogliano finalizzare l’acquisto in negozio, prima verificano sul web prodotti, prezzi, caratteristiche. Confrontano, studiano e poi acquistano sia online che presso il punto vendita. Pertanto bisogna capire quali sono i mezzi più idonei per catturare qualcuno di questi prospects.</p>
<h3>Il Digital è il futuro</h3>
<p>L’imprenditore deve percorrere la via del cambiamento digitale, deve capire meglio i fenomeni di massima, quali sono i trend, dove va il mercato. Insomma deve innovare, ma soprattutto rinnovarsi. In questa nuova dimensione è nostro dovere evidenziare che non esiste una unica via da percorrere, ma occorre testare. Testare non vuol dire buttare i soldi dalla finestra, ma verificare quale attività di marketing e comunicazione appare più adatta al prodotto. Vi sono differenti livelli di maturità di una azienda, per cui va trovata la modalità migliore per “<strong>aumentare il fatturato</strong>”.</p>
<h3>I Social Media</h3>
<p>Per un imprenditore che non ha ancora un grado di appeal significativo sul mercato, la prima fase è quella di aumentare l’awareness. Cioè far conoscere l’azienda e il prodotto al grande pubblico del web. La formula migliore ed economicamente vantaggiosa è quella di utilizzare i social. Facebook ed Instagram sono i più utilizzati. Sponsorizzare queste pagine o qualche post a tema è l’azione migliore nel rapporto costi/benefici. A seguito di questa fase di “conoscenza” possiamo anche permetterci di investire un budget sul prodotto e sulla capacità di convertire in vendite. Utilizzeremo sempre i social, proponendo al cliente un form di contatto per avere informazioni oppure lo indirizzeremo al sito web per illustrare la gamma di prodotti. Questa fase aumenterà il grado di interesse del cliente al prodotto dell&#8217;azienda e faciliterà la fase di conversione vera e propria. In questo caso possiamo aggiungere alle nostre campagne social qualche campagna Google ads per essere presenti in modo significativo sul web.</p>
<h3>Strategia ADS</h3>
<p>Questa strategia permetterà di posizionarsi tra i primi risultati nei motori di ricerca e soddisfare soprattutto il search intent di acquisto. L’utente finale, che ha un approccio informativo sul web, sarà attirato da chi si posiziona nei primi risultati su Google. Diversificando la strategia di digital marketing investendo in pubblicità a pagamento, permetterà di essere presente tra i risultati sponsorizzati, idealmente tra le migliori posizioni. Queste ultime rispondono soprattutto al bisogno di acquisto, quindi è importante investire in attività SEM per generare traffico qualificato al proprio sito web e applicare tecniche di inbound marketing. Ora, abbiamo dato qualche indicazione sulle attività da svolgere per un imprenditore che vuole veicolare la propria attività anche sul WEB e <strong>aumentare il fatturato</strong>. Non abbiamo parlato di Strategia SEO o di e-commerce per non entrare troppo nel tecnico o per non anticipare i tempi.</p>
<h3>Concludendo, Parry &amp; Associati</h3>
<p>Comunque, l’obiettivo principale di qualsiasi imprenditore è ottenere risultati in termini di business e le strategie di web marketing sono quelle più indicate alla realizzazione di questo bisogno.<br />
Noi di <a href="https://www.parryassociati.com/digital-marketing/" target="_blank" rel="noopener">Parry &amp; Associati</a>&nbsp;siamo a disposizione per una chiacchierata preliminare per aiutarvi ad individuare la migliore soluzione. Contattateci al numero 039/2305245.</p>
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		<title>Vendere un Prodotto, quale strategia?</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/vendere-un-prodotto-quale-strategia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 09:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital strategy]]></category>
		<category><![CDATA[SEM]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[vendere un prodotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vendere un prodotto? Chi era costui? Nella nostra attività di consulenti, riceviamo spesso telefonate da piccoli imprenditori, artigiani, commercianti che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/vendere-un-prodotto-quale-strategia/">Vendere un Prodotto, quale strategia?</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Vendere un prodotto</strong>? Chi era costui?</h4>
<p>Nella nostra attività di consulenti, riceviamo spesso telefonate da piccoli imprenditori, artigiani, commercianti che ci chiedono di aiutarli a creare una strategia per <strong>vendere un prodotto. </strong>Ebbene la prima constatazione che facciamo, analizzando questi prospects, è che a malapena posseggono un sito web. Non hanno un Blog, non comunicano sui Social Network, magari li hanno aperti a livello personale, non conoscono ovviamente cosa sia la SEO, IL SEM. Insomma non comunicano nulla della propria attività. Noi, fedeli al motto che “chi non comunica non esiste”, cerchiamo di avviarli sulla strada semplice e economicamente più conveniente della <a href="https://www.networkstrategy.it/digital-strategy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“digital strategy</a>” per aiutarli a&nbsp; <strong>vendere un prodotto.</strong></p>
<h3>Quale strategia per vendere un prodotto</h3>
<p>Suggeriamo la strada dell’Online tralasciando inizialmente quella costosa dell’offline tradizionale. Facciamo capire ai nostri interlocutori che il mondo è cambiato. L’importante è che l&#8217; imprenditore&nbsp; capisca come i clienti possono arrivare a lui, quali siano gli strumenti più idonei per catturarli.&nbsp; Oggi la via principale per vendere un prodotto&nbsp; è quella della Digital Strategy. Una via da perseguire&nbsp; in quanto permette di arrivare ad una vasta platea di consumatori in tempi brevissimi, a costi irrisori se confrontati con quelli tradizionali, della radio o della TV.&nbsp; L&#8217;imprenditore deve percorrere la via del cambiamento digitale, deve capire meglio i fenomeni di massima, quali sono i trend, dove va il mercato. Insomma deve innovare, ma soprattutto rinnovarsi. Oggi i clienti ricercano informazioni sui prodotti da acquistare attraverso il web, comparano e valutano i prezzi, ricercano recensioni. Il web è diventato il punto di incontro per qualsiasi tipologia di consumatore.</p>
<h3>Quindi occorre a tutti i costi pianificare una digital strategy per vendere un prodotto. Come vendere un prodotto su internet?</h3>
<p>E’ importante evidenziare che non esistono modi o strumenti che funzionino meglio di altri, ma vanno utilizzati rispettando gli obiettivi di comunicazione e a seconda della maturità e conoscenza del prodotto. Possiamo lavorare di SEO e Content Marketing per accreditare l’attività, con un piano più a medio termine. Oppure ideare campagne sponsorizzate per pubblicizzare il prodotto, con una efficace azione sui social. Gli obiettivi saranno i seguenti: creare<strong> <a href="https://www.networkstrategy.it/piccola-impresa-awareness/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">awareness</a></strong>, cioè conoscenza, presentare elementi distintivi, quindi <strong>consideration</strong>, ottenere dei risultati, cioè <strong>conversioni</strong>, <strong>effettuare la vendita</strong>.</p>
<h3>Ma quali sono le priorità in una strategia di comunicazione digitale?</h3>
<p>Innanzitutto dobbiamo verificare di avere un sito performante che abbia un percorso di conversione efficace, per cui si può prevedere della pubblicità on line. Anche in questo caso a seconda degli obiettivi, possiamo utilizzare strumenti differenti. Se l’obiettivo è l’awareness e quindi il numero e la frequenza di persone raggiunte, occorrerà privilegiare video e display. Se vogliamo creare traffico sul sito, sicuramente ottimizzeremo search e social. Insomma differenzieremo sempre a seconda delle esigenze.</p>
<h3>Il Blog, questo sconosciuto.</h3>
<p>Ma come per vendere un prodotto devo avere un Blog? Domanda ricorrente.Certo, già che fai un Sito, inserire un Blog è molto semplice e opportuno. Il Blog deve servire per evidenziare la tua competenza, attraverso articoli relativi al tuo settore, dovrai accreditarti presso la community. Insomma dovrai mostrare che hai possesso della materia di cui ti occupi.</p>
<p>Scrivendo articoli sul tuo blog, naturalmente ottimizzati, raggiungerai due obiettivi:</p>
<p>1) Mostrerai competenza e ti accrediterai come esperto nel tuo settore</p>
<p>2) Nel medio periodo migliorerai la tua <a href="https://www.digital-coach.it/seo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SEO</a>, cioè la possibilità che un potenziale cliente che cerca un prodotto come il tuo, ti trovi nelle prime posizioni su Google. La SEO&nbsp; organica è faticosa, ma nel medio periodo ti darà grandi soddisfazioni</p>
<h3>Parallelamente dovrai pianificare una Strategia SEM</h3>
<p>Questa <b>strategia </b>&nbsp;ti permetterà&nbsp; di posizionarti tra i primi risultati nei motori di ricerca&nbsp;e soddisfare soprattutto il&nbsp;<em>search intent</em> di acquisto. L&#8217;utente finale, che ha un approccio informativo sul web, sarà attirato da chi si posiziona nei primi risultati su Google. Diversificando la tua strategia di digital marketing investendo in pubblicità a pagamento, ti permetterà di essere presente tra i risultati sponsorizzati, idealmente&nbsp; tra le migliori posizioni. Queste ultime rispondono soprattutto al bisogno di acquisto, quindi è importante investire in <strong>attività SEM</strong>&nbsp;per generare traffico qualificato al proprio sito web e applicare tecniche di inbound marketing.</p>
<p>L’obiettivo principale di qualsiasi imprenditore&nbsp; è ottenere risultati in termini di business, le strategie di web marketing sono quelle più indicate alla realizzazione di questo bisogno.</p>
<p>Noi di Network Strategy siamo a disposizione per una chiacchierata preliminare per aiutarvi ad individuare la migliore soluzione.&nbsp;<a href="https://www.networkstrategy.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Contattaci</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>B2B : la strategia in 5 passi</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/b2b-la-strategia-in-5-passi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 09:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[b2b]]></category>
		<category><![CDATA[marketing b2b]]></category>
		<category><![CDATA[strategia marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;era del Post Covid, la vendita attraverso il canale B2B è sicuramente quella più impattata da questa nuova &#8220;normalità&#8221;. La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/b2b-la-strategia-in-5-passi/">B2B : la strategia in 5 passi</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;era del Post Covid, la vendita attraverso il canale B2B è sicuramente quella più impattata da questa nuova &#8220;normalità&#8221;. La difficoltà nell&#8217;organizzare incontri fisici con potenziali clienti, la scarsa propensione ad organizzare fiere, presentazioni prodotti ed eventi, ha di fatto definito nuovi paradigmi di comunicazione. Inoltre, l&#8217;impossibilità di pianificare puntualmente gli acquisti da parte dei buyer, rende ancora più complicata la definizione di un piano di sviluppo da parte degli imprenditori.</p>
<p>Come abbiamo già evidenziato in altri nostri articoli, l&#8217;online nel suo complesso, è venuto in aiuto a molte realtà che hanno mitigato l&#8217;impatto di questo fenomeno, attraverso un maggiore utilizzo di questo &#8220;nuovo&#8221; canale di vendita. Proviamo ad immaginare un piano di marketing e comunicazione di una azienda che offre i propri prodotti attraverso il canale B2B,</p>
<h3>Primo Passo :&nbsp; Conoscere i propri clienti</h3>
<p>Questa è una regola base e per certi versi ovvia. Tuttavia è importante dedicare un pò di tempo alla creazione del &#8221; cliente ideale&#8221;. Come rappresentare il cliente ideale? Ad esempio attraverso una analisi del cliente reale. Tipologia di azienda, area geografica di riferimento, caratteristiche dimensionali e caratteristiche socio demografiche dei soggetti preposti agli acquisti. L&#8217;obiettivo di questa analisi è capire le ragioni per le quali i vostri già clienti scelgono i vostri prodotti/servizi. Una buona comprensione del vostro pubblico di destinazione creerà valore per la vostra azienda, per il vostro team commerciale e sarà di grande aiuto durante la definizione del piano B2B marketing.</p>
<h3></h3>
<h3>Secondo Passo : Mappare il percorso del cliente</h3>
<p>Ora che abbiamo una conoscenza approfondita della tipologia del cliente target, cerchiamo di scoprire i suoi comportamenti. In particolare quelli che precedono l&#8217;acquisto di un prodotto. In pratica dovremmo identificare il &#8220;customer journey&#8221; e i touch point del cliente con il Brand. Sarà quindi necessario ipotizzare quali passaggi il cliente effettuerà e, al fine di essere presenti in quei momenti, presidiare questi punti di contatto con contenuti autorevoli ed esaurienti. E&#8217; questo il motivo per cui consigliamo da sempre i nostri clienti di adottare quel modulo di raccordo trasversale, che consenta di essere presente con un approccio multicanale.</p>
<h3>Terzo Passo: Analizzare l&#8217;attività della concorrenza</h3>
<p>Prima di pianificare le nostre attività, risulterà utile analizzare il comportamento dei concorrenti. Questo&nbsp; ci permetterà di spendere efficacemente le nostre risorse, definire i contenuti più appropriati, evitando al massimo errori di valutazione. Ad esempio potrete scoprire:</p>
<ul>
<li>su quali canali condividono i loro contenuti;</li>
<li>quale canale genera il livello più elevato di coinvolgimento;</li>
<li>quanto traffico ricevono sul loro sito e quali le pagine più importanti;</li>
<li>quali sono i contenuti più rilevanti;</li>
</ul>
<p>Questi sono solo alcuni degli esempi delle informazioni che dovrete acquisire per pianificare al meglio le vostre attività.</p>
<p>Per fare una analisi della concorrenza gli strumenti B2B da utilizzare potrebbero essere, ad esempio:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.similarweb.com/?utm_source=adwords&amp;utm_medium=paid&amp;utm_campaign=gs_sch_brand_similar_row&amp;gclid=EAIaIQobChMIqe2gkM2O7AIVTM3tCh2m3gPNEAAYASAAEgJvo_D_BwE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www. similarweb.com</a>, vi consente di analizzare il traffico globale mensile di un sito;</li>
<li><a href="https://www.semrush.com/lp/sem/it/?kw=semrush&amp;cmp=IT_SRCH_Brand_Semrush_IT&amp;label=brand_semrush&amp;Network=g&amp;Device=c&amp;utm_content=223280919773&amp;kwid=kwd-12358836513&amp;cmpid=292725651&amp;agpid=18535690131&amp;gclid=EAIaIQobChMIhIXVns2O7AIVQebtCh0YaAViEAAYASAAEgLr-PD_BwE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.semrush.com</a>, uno strumento che consente di analizzare l&#8217;attività della concorrenza in termini di contenuti, annunci, social media, keyword;</li>
<li><a href="https://www.parryassociati.com/monitoraggio-legislativo-e-multistakeholder/sustainability-brand-report/">Brand Report di Parry &amp; Associati</a>, offre una visione di insieme di tutte le conversazioni online di un Brand oppure di un tema sensibile. Offre altresì il livello di engagement&nbsp; generato da questi temi. In alcuni casi il Report riporta anche gli Hashtag più utilizzati dai concorrenti su temi di specifico interesse.</li>
</ul>
<h3>Quarto Passo:&nbsp; &#8211; Crea la tua strategia di Marketing B2B</h3>
<p>Abbiamo tutti gli elementi che occorrono per ideare la nostra Strategia di Marketing B2B. Conosciamo il cliente, le sue abitudini, e soprattutto sappiamo cosa i concorrenti dicono al nostro cliente. Non ci resta che definire un piano che riassuma i seguenti items. Quali canali utilizzare, quali contenuti veicolare, su quali argomenti, con quale frequenza e quanto intendi investire. Nella nostra metodologia noi suggeriamo da sempre un approccio &#8220;Test and Learn&#8221;.</p>
<p>Questa metodologia prevede la&nbsp; definizione&nbsp; di alcuni Test&nbsp; basati su&nbsp; differenti contenuti, creatività, canali. Dalle risultanze dei test avrete chiare le indicazioni da seguire per organizzare il vostro piano di marketing, le vostre campagne e gli investimenti necessari. Questa metodologia deve essere aggiornata costantemente per cercare sempre il migliore ritorno.</p>
<p>Questa attività,&nbsp; che in alcuni casi può anche essere parallela alle attività correnti, ci permette di ottimizzare e migliorare costantemente le nostre performances in termini di awareness e redditività. E&#8217; il bello del Digital: poter cambiare in corsa.</p>
<h4>Una raccomandazione: Bilanciate le attività</h4>
<p>Oltre al suggerimento di pianificare i test ci sentiamo di raccomandarvi un approccio: quello del bilanciamento tra attività di &#8220;performance&#8221; e di &#8220;branding&#8221;. Lavorate in contemporanea su questi due aspetti. In questa nuova normalità alcuni esperti <a href="https://www.upa.it/it/branding-e-volution-il-senso-della-marca-e-il-futuro-dell-advertising.html?ts=202009241659" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno condotto delle ricerche</a> che evidenziano come la &#8220;forza del brand&#8221; di una azienda, ora più che mai, consenta di ripartire più velocemente. Soprattuto&nbsp; dopo una crisi. L&#8217;attività di &#8220;branding&#8221;, cioè lavorare sulla marca, è un&#8217;attività importantissima. Soprattutto per le piccole imprese. Quando una piccola impresa lavora sulla marca, crea valore, crea quello che gli esperti chiamano &#8220;equity&#8221;. L&#8217;equity della marca vi aiuterà in modo determinante a sostenere&nbsp; le vendite.</p>
<h3></h3>
<h3>Quinto passo : creare e promuovere contenuti di valore</h3>
<p>Ora hai una strategia e, sicuramente, anche una idea precisa di come pianificare i tuoi contenuti. Nelle grandi aziende da sempre, ma nella piccole imprese ora ancor di più, una efficace collaborazione di squadra giocherà un ruolo importante nella vostra capacità di creare contenuti efficaci. Soprattutto dovrete rispettare le scadenze previste dal calendario editoriale. Articoli &#8220;Pillar&#8221;, quelli molto lunghi, video, podcast, post. A seconda del settore di appartenenza prevarrà una tipologia di contenuto.</p>
<h4></h4>
<h4>Quali canali utilizzare per il B2B?</h4>
<p>Anche in questo caso, a seconda del settore merceologico, dovremo bilanciare la presenza sui diversi canali, accentuando quelli più adatti alla nostra offerta. A livello generale possiamo dire che la maggior parte delle aziende B2B e dei responsabili &#8220;delle decisioni&#8221; in&nbsp; azienda ha una presenza su LinkedIn. Secondo il <a href="https://contentmarketinginstitute.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Content Marketing Institute</a>, il 66% dei content marketer considera LinkedIn la piattaforma social B2B più efficace, seguita da Twitter (55%) e YouTube (51%). C&#8217;è però un aspetto da considerare: il percorso del cliente. La percezione del vostro brand, da parte del &#8220;buyer&#8221; o &#8220;decisore d&#8217;acquisto&#8221;, non sarà il solo risultato delle indagini svolte nelle ore lavorative. I buyer e i decisori d&#8217;acquisto hanno una vita. Hanno degli interessi e una propensione ad utilizzare i social network molto più accentuata di quanto possiate immaginare. Anche Facebook, Instagram, Tik Tok, con contenuti appropriati, in alcuni casi potrebbero fare il caso vostro.</p>
<p>Noi di<a href="https://www.parryassociati.com/digital-marketing/" target="_blank" rel="noopener"> Parry &amp; Associati</a> &nbsp;abbiamo la competenza e la conoscenza per affiancare qualsiasi tipologia di micro, piccola o media impresa. Inoltre, abbiamo definito dei pacchetti specifici per questa fase di ripresa, in modo da rispondere all’esigenza dell’imprenditore che deve misurare gli sforzi economici della sua attività. Chiamaci&nbsp; allo 039.2305245 e approfitta della nostra Consulenza Preliminare gratuita.</p>
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		<item>
		<title>Indagine SEO Trends 2020</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/indagine-seo-trends-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza Gioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 05:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Indagine SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Trends]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo in un periodo di vacanze, ma il nostro Blog non smette di pubblicare articoli&#160; di sicuro interesse per gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/indagine-seo-trends-2020/">Indagine SEO Trends 2020</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in un periodo di vacanze, ma il nostro Blog non smette di pubblicare articoli&nbsp; di sicuro interesse per gli esperti di Digital Marketing.&nbsp; Anche quest’anno <strong>Digital Coach</strong> ha condotto una ricerca sul Digital Marketing intervistando dei professionisti del settore, operanti sia da freelance che da dipendenti in piccole aziende. Attraverso <a href="https://www.digital-coach.it/ricerca-digital-marketing/#seo2020" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’Indagine SEO Trends Italia 2020,</a> giunta al <a href="https://www.networkstrategy.it/2019/08/04/indagine-seo-trends-2019-digital-coach/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quarto anno di pubblicazione</a>, Digital Coach è andata a indagare lo stato di avanzamento di alcuni fattori di ranking e di come si stiano evolvendo secondo l’opinione di esperti italiani specializzati in questo settore. La ricerca ha riguardato 232 Professionisti che hanno espresso a livello quantitativo la loro opinione professionale su 18 quesiti oltre a quattro domande. Quali fattori di ranking stiano aumentando o riducendo la loro rilevanza in Italia rispetto al passato, quale soluzione per creare e gestire un sito Web si ritiene + adatta per l&#8217;attività SEO di un&#8217;azienda, e quali i tools più utilizzati.</p>
<h3><strong>Professionals</strong></h3>
<p>Per avere risposte più esaurienti e complete secondo diversi punti di vista, gli intervistati erano di 4 categorie complementari. SEO Specialist il 32%, Web Marketer (coloro che utilizzano oltre alla SEO anche SEM e PPC) il15%, Social Media Marketer (coloro che sono dedicati al Social Media marketing,) il 21% , Digital Marketer (coloro che utilizzano sia le strategie web, che social) il 32%.<br />
Di questi 232 professionals il 34% lavora come freelance, il 33% circa lavora in una web agency, il 30% circa in azienda e solo il 3% circa lavora in un e-commerce. Da sottolineare che oltre il 50% di questi professionals lavora in una micro-piccola azienda (da 1 a 10 dipendenti).<br />
La ricerca relativa ai SEO Trends,&nbsp; consisteva nel far compilare ai professionisti un questionario nel quale in 18 quesiti dovevano assegnare un numero da 1 a 5 in base all’andamento di ciascun fattore di ranking; dovevano giudicare&nbsp; se fosse in crescita, stabile o in decrescita rispetto all’anno precedente. In relazione a questo sono stati classificati i fattori di ranking con classe A (la più alta), B e C (la più bassa). Ora passiamo ad analizzare <strong>l&#8217;Indagine SEO Trends Italia 2020.</strong></p>
<h4><strong>Backlink</strong></h4>
<p>I Backlink sono sempre stati considerati la priorità numero uno da quando è nata la SEO.. Nonostante siano passati anni dall’introduzione degli stessi, come possiamo vedere, hanno ancora una forte rilevanza. Il punteggio è di 3,99 e la classe di appartenenza è la B, soltanto perché la classe A prevede un punteggio medio di 4. C’è da dire che la loro rilevanza cala anno dopo anno.</p>
<h4><strong>Semantica</strong></h4>
<p>Questo fattore è cresciuto molto negli anni e anche quest’anno è in lieve aumento con un punteggio medio di 3,95 e con una classe B, confermata rispetto all’anno precedente. Infatti L’algoritmo di Google è sempre più bravo a comprendere il linguaggio scritto. Google è quindi in grado di interpretare il linguaggio utilizzato online, attraverso l’uso di sinonimi, abbreviazioni e termini correlati, e il campo semantico dell’articolo nel quale si va a collocare.</p>
<p><strong>Ottimizzazione ON-Page</strong> e cioè l’utilizzo dei tag HTML (H1,H2, TAG Strong, ecc..). ha un punteggio medio di 3,95, stabile, la classe di rilevanza B confermata.</p>
<p><strong>User-Experience.</strong><br />
Per User Experience si intendono tutti quei fattori attraverso i quali Google può capire se un contenuto trova il gradimento da parte del pubblico attraverso le azioni fatte dagli stessi (CTR in SERP, Baunce Rate, Time on Site).User-Experience ha un punteggio di 4,23 in crescita, classe di rilevanza A è confermata.</p>
<p><strong>Architettura</strong><br />
L’architettura del sito web (cioè la strutturazione del sito) ha una classe di rilevanza A col punteggio medio di 4,05. Continua ad essere importante per i professionisti SEO.</p>
<h4><strong>Freshness</strong></h4>
<p>La Freshness, cioè La frequenza di pubblicazione dei contenuti, la freschezza e quindi l’aggiornamento dei contenuti all’interno di un sito ha ottenuto 3,69 punti, e una classe di rilevanza B. Il trend è stato definito in lieve crescita rispetto all’anno precedente.</p>
<h4><strong>Ottimizzazione Mobile Experience</strong></h4>
<p>Come ben sappiamo la navigazione sui motori di ricerca tramite mobile è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni. Perciò i professionisti hanno dato un punteggio medio di 3,85 a favore dell’importanza di creare un sito responsive, che quindi si adatta al device che si utilizza. La classe B viene confermata.</p>
<h4><strong>Social Signal</strong></h4>
<p>I Social Signal sono la quantità dei fan/follower che ha un’azienda, l’engagement e quindi la rilevanza che ha sui social. Essendo facilmente manipolabili, Google non può premiare un contenuto in base al numero di like che si ottengono sui social. Social Signal pertanto ha un punteggio medio di 3,11, in calo negli ultimi anni e una classe di rilevanza B.<br />
<strong>Brand</strong><br />
Google premia un brand autorevole per il semplice che fatto che se piace agli utenti questi effettueranno delle azioni, come le ricerche sui motori di ricerca, le citazioni e il traffico diretto, che permetteranno a Google di capire che i contenuti di quel sito sono validi e apprezzati. Il trend è in lieve crescita rispetto all’anno precedente e raccoglie un punteggio di 3,42 e gli viene attribuita la classe di rilevanza B.</p>
<h4><strong>Ricchezza del Contenuto</strong></h4>
<p>Per molti anni Google ha premiato il posizionamento di articoli lunghi e approfonditi. Ad oggi questo fattore continua ad essere rilevante ma è in decremento con un punteggio medio di 3,4. E’ opportuna la creazione di testi lunghi e articolati. ma occorre non esagerare nella complessità.</p>
<h4><strong>Search-Intent</strong></h4>
<p>Cioè la capacità di scrivere un contenuto che comprende qual è il bisogno dell’utente nel momento in cui fa una ricerca. Fattore ritenuto <strong>importantissimo,</strong> con un voto medio di 4,38 e la classe di rilevanza più alta (A).</p>
<h4><strong>SEO &#8211; Title</strong></h4>
<p>Il SEO Title influenza il CTR e consente di far capire a Google di che argomento parla quella pagina. Per i professionisti intervistati ha una classe di rilevanza B, grazie al punteggio medio di 3,89.</p>
<h4>Geolocalizzazione</h4>
<p><strong>La Geolocalizzazione </strong>è importante per le attività locali mentre per aziende che operano su tutto il territorio italiano conta meno. La media dei voti ricavata dalle risposte dei professionisti è di 3,59, un trend stabile con una classe di rilevanza B.</p>
<h4><strong>Media</strong></h4>
<p>I contenuti con all’interno immagini o video interessanti vedono un trend in lieve crescita, con un punteggio di 3,66 e una classe di rilevanza B.</p>
<h4><strong>Site Speed</strong></h4>
<p>La velocità del sito è di <strong>vitale importanza</strong>, in quanto Google la premia e l’utente l’apprezza. Questo fattore per la SEO ha una classe di rilevanza A con punteggio 4,25</p>
<p><strong>L’HTTPS</strong> (l’utilizzo di un protocollo di sicurezza) identifica un dominio sicuro. Il punteggio medio è 3,84 e un trend stabile perché già sappiamo quanto è importanza utilizzare un protocollo di sicurezza per proteggere un sito.</p>
<h4><strong>Mobile Content</strong></h4>
<p>Mobile Content ha un punteggio medio di <strong>4,33 una classe A piena ed è una new entry</strong> .Il mobile content si riferisce a qualsiasi forma di media che si può utilizzare nei device mobile. Il contenuto visualizzato da mobile deve avere la stessa importanza di quello che vediamo nella versione desktop dello stesso sito.</p>
<p><strong>MARK UP/Schema.Orgs</strong><br />
Questo schema permette agli utenti di ottenere più informazioni pertinenti nelle SERP attraverso i dati strutturati. Con un punteggio di 3,63 si aggiudica la classe di rilevanza B.</p>
<h3><strong>SEO Trends, altre domande</strong></h3>
<p>Nell&#8217;indagine SEO Trends, sono stati posti anche altri quesiti ai professionisti e più precisamente quali fossero per loro i fattori di ranking in aumento, quali in diminuzione e quali i tool e il cms più utilizzati.<br />
Le risposte sono state divise per tipologia professionale dei rispondenti e più precisamente Esperti SEO, Web Marketer e Digital Marketer.</p>
<h3><strong>Fattori in Crescita</strong></h3>
<p>Pertanto, su quali fattori di ranking stiano aumentando la loro rilevanza in Italia, il 61% del totale dei partecipanti ha risposto <strong>Ottimizzazione della Mobile Experience</strong>, il 57% ha risposto<strong> Search Inten</strong>t mentre il 55% la <strong>User Experience</strong>. Il 74,32% degli esperti SEO ha segnato come fattore di ranking in crescita il Search Intent, trovano meno importanti i Social Signal. I Web Marketer hanno menzionato per il 55,88% l’ottimizzazione della Mobile Experience, la stessa cosa il 57,33% dei Digital Marketer.</p>
<h3><strong>Fattori in decrescita</strong></h3>
<p>Inoltre sono stati&nbsp; individuati quali sono invece i fattori di ranking che i professionisti ritengono stiano riducendo la loro rilevanza in Italia rispetto al passato.<br />
I Social Signal sono al primo posto della classifica con il 28,88%, la Link Building al secondo (25,43%) e la ricchezza del contenuto al terzo (21,98%).<br />
I tre fattori sul podio, per quanto riguarda le risposte date da coloro che lavorano unicamente nella SEO, sono gli stessi citati prima. Mentre per i Web Marketer e i Digital Marketer i fattori che subiranno una decrescita sono rispettivamente i Social Signal (25,33%) e la Link Building (55,88%).</p>
<h4><strong>CMS</strong></h4>
<p>I professionals hanno espresso il loro parere&nbsp; anche su quali tra le seguenti soluzioni per creare e gestire un sito web ritengono più adatto per l’attività SEO di un’azienda. Più della metà (69,40%) ha selezionato WordPress mentre solo il 2,59% ha scelto Joomla.</p>
<h4><strong>SEO TOOL</strong></h4>
<p>Per concludere è stato chiesto&nbsp; quali fossero i SEO tool più utilizzati in Italia. Semrush è lo strumento più utilizzato con il 70,26% seguito da Seozoom e Screaming Frog, questo per quanto riguarda la classifica tenendo conto delle risposte totali. Gli esperti SEO preferiscono Screaming Frog mentre i Web Marketer e i Digital Marketer prediligono Semrush e Seozoom.</p>
<p>Speriamo che l&#8217;articolo relativo ai SEO Trends&nbsp; sia stato di vostro interesse, noi di <a href="https://www.parryassociati.com/digital-marketing/" target="_blank" rel="noopener">Parry &amp; Associati&nbsp;</a>pensiamo proprio di si&#8217;. Buone vacanze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/indagine-seo-trends-2020/">Indagine SEO Trends 2020</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>Un nuovo modo per promuovere online &#8211; Facebook Shop</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/un-nuovo-modo-per-promuovere-online-facebook-shop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 13:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[vendere online]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[micro impresa]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[vendita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’era del Post covid Facebook ha deciso di lanciare una sorta di e-commerce denominato Facebook shop. Un nuovo modo per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/un-nuovo-modo-per-promuovere-online-facebook-shop/">Un nuovo modo per promuovere online &#8211; Facebook Shop</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’era del Post covid <a href="https://www.facebook.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a> ha deciso di lanciare una sorta di e-commerce denominato Facebook shop. Un nuovo modo per <strong>promuovere online.&nbsp;</strong><br />
L’Obiettivo è quello di semplificare e unificare l’esperienza di acquisto tramite Facebook e Instagram . I social sono un luogo di incontro molto potenti, per cui Facebook sta cercando di avviare il proprio pubblico all’acquisto online senza uscire dalle proprie pagine. Per cui oltre ai like, ai messaggi, alle stories, Facebook e Instagram diventano delle vetrine destinate anche&nbsp; alle vendite di prodotti di consumo.<br />
In effetti sarà una opportunità da provare, in quanto e’ uno strumento non a pagamento, aprire uno shop su Facebook al momento è gratuito.<br />
Facebook&nbsp; ovviamente guadagna attraverso le campagne di promozione a pagamento. Lo shop andrà promosso, i prodotti andranno pubblicizzati con le solite modalità di ADS, per cui l’introito è assicurato.</p>
<h3>Business Manager</h3>
<p>Facebook Shop si imposta facilmente, attraverso business manager. L’amministratore della pagina di Facebook dovrà avere solo cura di attivare business manager perché proprio da li parte la creazione del catalogo.<br />
Business Manager non è particolarmente amichevole, tutti lo odiano, non io personalmente, anzi a me piace, ma è lo strumento che consente la creazione e la gestione delle campagne in modo efficace e efficiente. Inoltre è un ottimo strumento di monitoraggio delle campagne.<br />
Va detto che Facebook Shop non è come un e-commerce proprietario, è chiaro che per rendere semplice l’esperienza di acquisto non ci sono opzioni di personalizzazione. La domanda più gettonata in questo momento?</p>
<h3>Differenza con un e-commerce tradizionale?</h3>
<p>Si, vi è differenza. Innanzitutto partendo dalla domanda. Sui social vi è una domanda latente, gli utenti si trovano per chattare, generalmente non hanno una propensione all’acquisto. Invece il compito di un e-commerce è quello di catturare clienti che sono alla ricerca di un prodotto, quindi propensi all’acquisto. Poi Facebook shop non è personalizzabile, un e-commerce proprietario è il massimo della personalizzazione. Tuttavia noi riteniamo che per micro e piccole imprese sia uno strumento utile, per avviarle a processi di vendita e <strong>promuovere online</strong> a costi limitati. Si pagheranno solo le campagne, modulabili secondo proprie esigenze.</p>
<h3>Quando sarà disponibile?</h3>
<p>Presumibilmente entro fine anno sarà rilasciato anche in Italia, nell’attesa possiamo fare un po’ di lavoro preparatorio, come ad esempio avviare la creazione di un catalogo.<br />
Se già utilizzate Shopify impostare il catalogo sarà più facile, altrimenti rivolgetevi a consulenti esperti in Digital Strategy. Infatti l’avvio di Facebook shop per micro e piccole imprese non è sufficiente per avere risultati di vendita. Una volta avviato, Facebook Shop shop andrà promosso così come succede per qualsiasi e-commerce. Tuttavia l&#8217;esperienza può aiutarvi a non sperperare denaro invano.<br />
Se da un lato è una rivoluzione avere un negozio online su Facebook, come in passato bisognerà ancora promuovere i propri prodotti attraverso campagne pubblicitarie.</p>
<h3>Ma Chi avrà accesso?</h3>
<p>Non tutte le categorie merceologiche avranno accesso a questo servizio, ad esempio non sarà possibile la vendita di alcolici,&nbsp; medicine,&nbsp; servizi, offerte di lavoro, integratori ecc. Comunque staremo a vedere le ulteriori evoluzioni, può darsi che i rilasci finali presentino delle novità.<br />
Infatti pare che la versione di imminente rilascio possa contenere anche la possibilità di fare delle vendite live, tipo televendite. Questa sarebbe una bella opportunità</p>
<h3>Ma dal punto di vista fiscale?</h3>
<p>Noi consigliamo sempre di sentire il proprio commercialista, è sempre importante avere una opinione per conoscere i requisiti (partita iva). Dal lato della nostra esperienza la discriminante è sempre quello tra vendite abituali o vendite occasionali. La continuità di vendita determinerà l’apertura di una Parti Iva che vi solleverà da qualsiasi responsabilità fiscale. Tuttavia per chi ha già una micro, piccola impresa, questo problema non sussiste, perché generalmente presenta già una dichiarazione dei redditi. Fate attenzione, se pubblicizzate i vostri prodotti sui social, mettetevi in regola, siete troppo visibili, per tutti.<br />
Altro suggerimento. Sarà importante curare il servizio clienti. Perché il meccanismo di Facebook shop prevede che in presenza di recensioni negative da parte dei clienti , Facebook vi possa bloccare le inserzioni. Questo è un particolare importante, la reputazione va protetta, per cui se avete dubbi, fatevi affiancare da degli esperti.</p>
<h3>Altra domanda che ci viene posta: e se hai già un e-commerce?</h3>
<p>La risposta principale è che sono binari separati, al massimo è un meccanismo integrativo. La cosa importante è che tu promuova su Facebook il tuo catalogo Facebook shop e non il tuo e-commerce.<br />
Anche se, noi vediamo Facebook Shop ideale per micro e piccole imprese che si avviano alla vendita dei propri prodotti online, senza partire da un e-commerce proprietario. E’ sempre meglio partire con piccoli passi e poi eventualmente evolvere verso forme di vendita più complesse e finanziariamente più impattanti. Ricordiamo che già ora vi sono formule di pubblicità online abitualmente utilizzate. Le campagne di Facebook ADS o Google ADS ci permettono di pubblicizzare la nostra attività commerciale con modalità e costi differenti. Ora, con Facebook Shop avremo un nuovo strumento di pubblicità, quello del catalogo online dei nostri prodotti. Catalogo che però andrà pubblicizzato con metodo. Per questo affiancarvi ad un esperto del settore sarebbe l’ideale per risparmiare tempo e raggiungere subito risultati di vendita necessari a sostenere la vostra attività.</p>
<h3>Parry &amp; Associati per micro e piccole imprese</h3>
<p>Noi di <a href="https://www.parryassociati.com/" target="_blank" rel="noopener">Parry &amp; Associati</a>&nbsp;abbiamo la giusta esperienza per aiutarvi in questo percorso di crescita. La nostra proposta per micro e piccole imprese è molto conveniente.Chiamaci al numero 039.2305245, ed esponici le tue esigenze. La nostra consulenza preliminare è gratuita. Buon Lavoro e&#8230; chiamaci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/un-nuovo-modo-per-promuovere-online-facebook-shop/">Un nuovo modo per promuovere online &#8211; Facebook Shop</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<item>
		<title>Quale modello di business nella Fase 2</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/quale-modello-di-business-nella-fase-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 21:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[vendere online]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[modello di business]]></category>
		<category><![CDATA[online]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.parryassociati.com/2020/05/02/quale-modello-di-business-nella-fase-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo momento di assoluta emergenza dovuta al covid-19, per le aziende si preannuncia un momento molto delicato, quale modello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/quale-modello-di-business-nella-fase-2/">Quale modello di business nella Fase 2</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento di assoluta emergenza dovuta al covid-19, per le aziende si preannuncia un momento molto delicato,<strong> quale modello di business</strong> seguire? Infatti se le priorità sono come organizzare il lavoro, come lavorare in sicurezza, pagare dipendenti e fornitori, diventa difficile pensare alle strategie di marketing. Eppure questo è il momento di cogliere l’opportunità per costruire una traiettoria di sviluppo sostenibile, di rivedere la nostra strategia di vendita. Vi è la possibilità di costruire un modello multicanale, evitando però di passare al lato opposto. Se eravamo reticenti al digitale non dobbiamo diventare integralisti del digitale. L’ uomo è fatto per avere punti di contatto sia fisico che digitale. Per questo occorre prestare grande attenzione alle nuove politiche di marketing. L’architettura di comunicazione deve essere integrata in questo momento di incertezza e avere visione di lungo periodo. Il brand deve sostenere questo momento di incertezza che gli individui vivono.</p>
<h3>Conoscenza del cambiamento</h3>
<p>Questo è anche il momento della conoscenza, con il bisogno da parte delle imprese di capire il comportamento degli individui che sono nel loro target, capire se il customer journey varierà in questo momento di difficoltà. Molti utenti per necessità sono entrati in questa dimensione per caso, comprando online, bisogna capire se diventerà una abitudine. Occorre sviluppare strategie per sostenere la relazione per portare a casa il fatturato e mantenere obiettivi di loyalty, implementare strategie che lavorino sulla creatività dalle quali non possiamo prescindere, in questo momento in cui bisogna ricostruire la relazione con il proprio target di mercato.</p>
<h3>Strategia di Marketing</h3>
<p>Per questo anche se non sembra una priorità, per scoprire <strong>quale modello di business</strong> attuare, bisogna lavorare sulla strategia di marketing. Infatti sono proprio le attività di digital marketing quelle che in questo momento possono sostenere il business. Occorre sostenere il content, la seo, rivedere il posizionamento in funzione delle cambiate abitudini dei clienti, in questo sconosciuto periodo storico. Sempre di più, bisogna essere visibili. Se una azienda vende bene essenziali, in questo momento, potrebbe non aver avuto problemi nella ricerca, anzi avrà avuto un forte rialzo del traffico organico. Invece il problema è molto reale per chi ha dovuto sospendere la propria attività a causa del lockdown. Tuttavia anche per queste aziende, non bisogna fermare la macchina, ma occorre seguire delle buone pratiche da attuare sul sito, occorre dare informazioni sulla propria attività nel periodo di quarantena e post quarantena. Per esempio apertura, chiusura, tempi delle spedizioni, eventuali offerte speciali, scontistiche o aggiornamenti.</p>
<h3>Rivedere le Keywords</h3>
<p>I social media devono continuare a lavorare, occorre informare la nostra platea della nostra situazione, inventare giochi, cercare di coinvolgere il pubblico. Creare interesse intorno al marchio, nell’attesa della riapertura. Questo non è solo il momento di fare del business, ma è anche quello di offrire dei “valori” ai propri clienti. I nuovi contenuti devono seguire l’intento di ricerca. Intento di ricerca che in questo periodo è cambiato e cambia velocemente. La domanda è passata da acquisti basati sul desiderio ad acquisti basati sul bisogno. Quindi sono cambiate le intenzioni di ricerca. Per cercare di intercettare le intenzioni di ricerca aiutatevi con Google Trends, che è in grado di raccogliere dati in tempo reale. E’ necessario pensare alla propria attività come sarà in futuro e alle parole chiave che saranno in grado di dare visibilità.</p>
<h3>Osservare i competitors</h3>
<p>E i concorrenti? Questo può essere un buon momento per fare una analisi dei principali competitors. Andiamo a studiare i loro contenuti, quali sono le parole chiavi per le quali si posizionano. Se hanno adottate strategie particolare per adeguarsi al momento. Questa analisi sarà utile per apportare delle migliorie che possono essere applicate subito al proprio contesto, e porre le basi per le prossime eventuali strategie di Digital Marketing.<br />
Infatti il digitale sta diventando driver del cambiamento, aprendo a nuove opportunità di business. Bisogna ragionare in termini di prossimità sia fisica che online, cercare di raggiungere una forma ibrida di vendita.</p>
<h3>E-Commerce</h3>
<p>La pandemia ha accelerato il passaggio delle aziende all’e-commerce e la paura del contagio anche in futuro darà una ulteriore spinta. L’online si è rivelato e si rivelerà anche in futuro una forte valvola di sfogo per cercare di limitare la perdita di fatturato, nuovo business model. La domanda è stata intercettata dal web, viste le mutate condizioni sociali. Per questo motivo anche piccoli artigiani, commercianti, ristoratori hanno dovuto misurarsi con una necessità che è mutata, puntando anch’essi sull’online.<br />
Da un’indagine di <a href="https://www.consorzionetcomm.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Netcomm,</a> infatti, il 77% delle aziende che vende online nei diversi settori ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti, a dimostrazione che la crisi ha portato diversi consumatori ad avvicinarsi per la prima volta agli acquisti online.&nbsp; Anche i negozi di quartiere devono sostenere le loro vendite ed aprirsi all’e-commerce.</p>
<h3>Modello ibrido</h3>
<p>Devono considerare il modello ibrido, fisico e digitale, come modello del loro futuro. Infatti oltre ai beni essenziali, anche i negozi tradizionali si dovranno aprire e nuovi metodi di vendita. Metodi che contemplino un e-commerce di prossimità, con negozi tradizionali che contemplino l’asporto o la consegna a domicilio.<br />
Bisogna studiare e analizzare i fenomeni per ciascuna attività e prodotto per come costruire un modello di business. E’ il momento di investire in conoscenza e testare nuovi modelli di comunicazione. Per questo noi di Networkstrategy offriamo dei pacchetti personalizzati per accompagnare l’azienda cliente verso un nuovo modello di business. Chiamaci al 039.2305245 o vai direttamente sul Sito <a href="https://www.parryassociati.com/" target="_blank" rel="noopener">www.parryassociati.com</a> e compila il Form. Siamo disponibili per una consulenza preliminare gratuita, per discutere di esempi di modelli di business, ovviamene… a distanza.<br />
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		<title>Il futuro è vendere on-line</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/il-futuro-e-vendere-on-line/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 09:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Business Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[vendita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa fase molto difficile, per la nostra economia, preoccupati e condizionati da una emergenza nuova e drammatica, dobbiamo pensare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa fase molto difficile, per la nostra economia, preoccupati e condizionati da una emergenza nuova e drammatica, dobbiamo pensare al dopo, per cui anticipando il contenuto del mio articolo, lo slogan dovrà essere:<strong> il futuro è vendere on- line</strong>. Infatti, ancora ad oggi non è chiaro quali saranno le conseguenze per la nostra economia, ma occorre pensare al dopo, anticipare le eventuali conseguenze e trasformarle in opportunità. Abbiamo osservato che quasi in tutto il mondo sono iniziate o stanno iniziando periodi di quarantena che avranno ripercussioni sul nostro futuro. Le attività si stanno fermando, le vendite tradizionali vivono un periodo di stagnazione, gli scambi commerciali sono in diminuzione, <a href="https://www.repubblica.it/economia/2020/03/21/news/eurobarometro_coronavirus-251839258/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sarà recessione?</a></p>
<h3>Recessione inevitabile</h3>
<p>Sembra ormai inevitabile un periodo di forte recessione soprattutto in alcuni settori che stanno già soffrendo molto. Pensiamo al turismo, che ha un importante peso nel nostro prodotto interno lordo, pensiamo ai negozi non alimentari, alla ristorazione, agli eventi. Quando si potranno riprendere? I vari Governi stanno cercando di adottare misure per sostenere le aziende e gli operatori commerciali, ma ancora non si sa se queste misure saranno efficaci. Le Istituzioni finanziarie immettono liquidità sui mercati, ma poi questa liquidità sarà a disposizione di chi ne avrà veramente bisogno? Dubito che le banche saranno in grado di reimmettere questa sopravvenuta liquidità su mercati sofferenti, a controparti con un rischio di credito in aumento, per cui dovremo trasformare il nostro modo di lavorare. Ci sono e ci saranno molti elementi di incertezza che peseranno sulla fiducia dei mercati, degli investitori, degli imprenditori, dei consumatori, per cui la ripresa sarà molto lunga.</p>
<h3>.. e le nostre Imprese?</h3>
<p>A livello di casa nostra sarà molto difficile per le micro, piccole e medie imprese mantenere un livello di competitività. Probabilmente solo le grandi aziende saranno in grado di sostenere l’urto. Saranno le aziende già digitalizzate, abituate allo smart working, con una buona liquidità quelle che reggeranno maggiormente. Sarà consequenziale un aumento della disoccupazione, per cui dovremmo inventarci nuovi mestieri, dovremo reinventarci.<br />Anche la crisi del 2008 ha cambiato il modo di lavorare. Si trattava per lo più di una crisi finanziaria che ha avuto ripercussioni sulla economia reale. Oggi invece le ripercussioni maggiori le avrà direttamente l’economia reale, con un impatto significativo sul PIL di ciascun paese.<br />Dalla crisi del 2008 ne siamo usciti lentamente, ma rafforzati in termini di Normative e Legislazioni a supporto degli istituti bancari e finanziari. Abbiamo imparato qualcosa.</p>
<h3>I cambiamenti dopo il 2008</h3>
<p>Ma se ci pensiamo bene è proprio da quel momento che abbiamo avuto un forte incremento delle attività on-line a discapito di quelle off-line. Si è incrementato l’e-commerce, si sono incrementate le attività di digital marketing, i social oltre che un canale di discussione, sono diventati anche un canale di vendita. Insomma l’on-line ha sostituito la vendita fisica in molte circostanze. L’avvento dell’e-commerce e comunque di Internet ha cambiato radicalmente il panorama lavorativo.<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Tech" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Google, Amazon, Alibaba, Facebook,</a> sono le 4 aziende che si sono sviluppate maggiormente e sono tra le più influenti al mondo. Per cui ancora una volta <strong>il futuro è vendere on-line.</strong><br />Pensiamoci un po’: una volta che la fase più acuta del virus sarà debellata, quali saranno le nostre reazioni?. Per un lungo periodo gli acquisti e le vendite fisiche non godranno ancora della nostra fiducia. Acquisteremo e venderemo on-line, non solo i prodotti di prima necessità tipo gli alimentari, ma anche altri prodotti.</p>
<h3>Il futuro è vendere on-line</h3>
<p>Tutti gli imprenditori dovranno affiancare l&#8217; on-line alla vendita tradizionale. Molti consulenti dovranno offrire il proprio servizio a distanza. Consulenti aziendali, Professionisti quali Commercialisti, Avvocati, Consulenti del lavoro ecc. dovranno ampliare la loro offerta, magari a prezzi più contenuti.<br />Pertanto, per tutte le attività non ancora strutturate digitalmente, il consiglio è di portare online tutto ciò che  è possibile, vendere on-line, digitalizzare e diversificare dove si può. Infatti, se vogliamo parlare di figure e attività emergenti, c’è una parola che ricorre con insistenza: digitale. Ricordatevi, vendere on-line conviene. Le figure professionali che sono già nate, ma che cresceranno maggiormente nei prossimi anni sono caratterizzate da una propensione al web e a tutto ciò che può capitalizzare le informazioni on-line. Ma occorre sottolineare che a volte si tratta di una semplice riconversione di figure già esistenti: gli esperti di web marketing si limitano a dispiegare in rete le tecniche di fondo della disciplina che già conoscono. Ma, verranno create anche nuove figure, oggi inedite, che il post-emergenza ne favorirà la creazione.</p>
<h3>Informiamoci e studiamo</h3>
<p>Inoltre non dimentichiamolo, in periodi di crisi, aggravati dal dover stare in casa, in cattività per un periodo medio-lungo, dovete studiare, dovete informarvi.<br />L’informazione e lo studio vi dovranno affiancare in questo periodo, dovrete dare uno sguardo al dopo. Se abbiamo detto che <strong>il futuro è vendere on-line,</strong> fatevi un po’ di cultura sull’argomento, seguite corsi, intavolate discussioni con esperti del settore, insomma non aspettate che qualcosa di positivo vi cada addosso.</p>
<h3>Noi di Parry &amp; Associati</h3>
<p>affianchiamo già da tempo le <a href="https://www.networkstrategy.it/strategie-per-micro-e-piccole-imprese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">micro, piccole e medie imprese</a> ad implementare strategie digitali e a come avviare una vendita on-line. Partendo dalla creazione di un Sito Web ottimizzato, magari con il supporto di un e-commerce per vendere a distanza. Proseguendo con l’attività di social media marketing, sia dal punto di vista dei contenuti che di quelle attività sponsorizzate per portare clientela al vostro sito. Le sponsorizzazioni su Facebook, Google, sono quelle che vi permetteranno di incrementare il vostro pubblico di riferimento e le vostre vendite. Già da tempo affianchiamo i nostri clienti facendo formazione ai propri dipendenti, per renderli nel tempo autonomi. Anche in questo periodo di difficile interpretazione la nostra attività avviene a distanza. Le connessioni da remoto ci permettono di continuare a dialogare con le nostre aziende clienti, a implementare le strategie, a commentare i risultati, <strong>a fare formazione</strong>. Se hai una attività e non hai ancora sperimentato l’on-line, ricordati che i<strong>l futuro è vendere on-line,</strong> scoprire nuovi scenari, superare questo momento trasformandolo in una opportunità. Non fermarti ad aspettare contattaci allo 039/2305245 oppure Compila Il <a href="https://www.parryassociati.com/consulenza-aziendale-contatti/" target="_blank" rel="noopener">Form di Contatto </a>e ti richiameremo.</p>


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		<title>7 regole per un Content Marketing efficace</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/7-regole-per-un-content-marketing-efficace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enza Gioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 08:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[vendere online]]></category>
		<category><![CDATA[come far crescere un e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[startegia di content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[visual content marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di Content Marketing perchè è una attività importante per chi ha intenzione di creare e lanciare un sito E-commerce.  [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/7-regole-per-un-content-marketing-efficace/">7 regole per un Content Marketing efficace</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di Content Marketing perchè è una attività importante per chi ha intenzione di creare e lanciare un sito E-commerce.  Sappiamo bene  quanto sia importante farlo crescere nel più breve tempo possibile. In questo articolo prenderemo in considerazione un e-commerce “appena nato”, l’e-commerce  creato perché la situazione esterna non consente di contare sulle vendite del negozio fisico.</p>
<p>Presumibilmente questo e-commerce diventerà il nostro migliore alleato in tutta l’era post-Covid 19.</p>
<h3>Quali sono le attività essenziali da implementare per far crescere il nostro e-commerce?</h3>
<p>Quali sono i primi passi da compiere in questo mondo web così affollato di idee e di regole non sempre di facile comprensione?<br />
Le attività principali da porre in essere sono tre:</p>
<h4><a href="https://www.digital-coach.it/blog/case-histories/brand-intimacy/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Brand Building</a><br />
Digital PR<br />
Content Marketing</h4>
<h3>In questo articolo parleremo del Content Marketing.</h3>
<p>Il Content Marketing è uno dei pilastri della nostra strategia di Inbound marketing, quel piano di azioni volte ad aiutare la piccola impresa o il professionista “farsi trovare” dal suo target. In pratica, significa individuare le esigenze di specifici potenziali clienti e compiere delle azioni che li attraggano. L&#8217;obiettivo è quello di trasmettere loro la nostra competenza attraverso video, podcast , siti web, blog, contenuti.<br />
Come fare Content Marketing in modo efficace? Come realizzare contenuti di qualità?<br />
E poi perché proprio il Content Marketing? Perché il content marketing può essere più di una tecnica di sopravvivenza nel 2020 e oltre. Il Content Marketing richiede sforzo, impegno, sistematicità ma non richiede forti investimenti.  Il content marketing, soprattutto in questo momento di tensione economica, è destinato a diventare l’astro nascente del nostro marketing mix. Sia che si tratti di un brand noto o meno conosciuto, data questa nuova situazione che stiamo vivendo e che vivremo nel Post Covid, il Conte Marketing potrà fare molto per la vostra strategia.</p>
<h3>Proviamo a sintetizzare di seguito le regole per sviluppare un Content marketing di qualità</h3>
<h5><strong>Regola n. 1</strong></h5>
<p>Prima di tutto fate in modo che il vostro sito e-commerce , oltre al catalogo, alle schede prodotto (il tutto rigorosamente ottimizzato) contenga anche un BLOG. Questo perché, spesso, l’utente prima di acquistare ricorre anche a ricerche di tipo informativo. Spesso siamo portati a pensare che per vendere on line sia sufficiente inserire le schede prodotto, con descrizioni, prezzi e caratteristiche. Ma non basta. Per essere trovati dovete avere anche la possibilità di descrivere in modo &#8220;non tecnico&#8221; il vostro prodotto e la vostra offerta. Questa possibilità è garantita dal blog su cui potrete pubblicare la storia, le regole di utilizzo e altri aspetti del vostro prodotto.</p>
<h5><strong>Regola n. 2</strong>:</h5>
<p>Scegliete attentamente la Keyword, decidete l’argomento chiave. Di cosa volete parlare? Quali informazioni sta cercando il vostro target? In buona sostanza qual è la parola chiave attorno alla quale sviluppare il contenuto? Nessuno più del piccolo imprenditore conosce la propria azienda e i prodotti per i quali ha investito tempo e risorse. Però internet richiede un approccio un po’ diverso. Dobbiamo quindi identificare in modo preciso che cosa ricerca il nostro target su internet. In sostanza bisogna identificare la Keyword su cui lavorare per produrre un contenuto di qualità. Ecco in questo caso potete avvalervi di un tool, che anche nella versione free risulta molto utile. Vi consiglio di utilizzare https://neilpatel.com/it/ubersuggest/ . Questo strumento ti aiuta ad individuare parole chiave che i vostri potenziali clienti potrebbero cercare. Ma non solo vi fornirà delle idee di keyword alternative.</p>
<h5><strong>Regola n. 3</strong> :</h5>
<p>Rendete il contenuto degno di essere condiviso &#8211; Fate in modo che sia di reale utilità per chi sta spendendo del tempo a leggere il vostro contenuto. Non limitatevi a fornire lo stesso concetto più solo per rispondere ai requisiti previsti (e più diffusi) dalle tecniche Seo. Fornite elementi utili, concreti. Interrogatevi così: “questo contenuto risolve un problema? Riesce ad essere la giusta risposta ad una domanda”. E soprattutto non siate sfacciatamente commerciali nella strategia di content marketing . Cercate di fare come diceva <a href="https://marketoonist.com/about" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tom Fishburn</a></p>
<h3>“Il miglior marketing è quello che non sembra marketing”</h3>
<h5><strong>Regola n. 4:</strong></h5>
<p>Lavorate molto bene sul titolo.  Spendeteci del tempo. Molte persone si limitano a leggere solo i titoli e , esiste una bella differenza tra “7 regole per fare content marketing” e “7 regole di content marketing per far crescere il tuo sito”. Non è semplice trovare un buon titolo. Ci sono però dei tool, assolutamente free che possiamo utilizzare e che ci potranno sicuramente aiutare. Uno tra i più conosciuti é <a href="https://www.portent.com/tools/title-maker" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.portent.com/tools/title-maker</a>. Lo strumento lavora in inglese ma potete sicuramente utilizzarlo adattando il risultato in italiano.</p>
<h5><strong>Regola n. 5:</strong></h5>
<p>Ottimizzate la condivisione: favorite la condivisione dei vostri contenuti. I blog lo fanno con le icone di condivisione social. “Se ti è piaciuto questo contenuto, condividilo!” Per rendere possibile questa opzione, nel caso non fosse ancora presente sul vostro sito,  potete inserire all’interno di un vostro blog, in wordpress, <a href="https://it.wordpress.org/plugins/add-to-any/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il plugin: AddToAny</a> . Rapporti, ebook e qualsiasi altro contenuto digitale possono essere formattati per una facile condivisione.</p>
<h5><strong>Regola n.6:</strong></h5>
<p>Usate il <a href="https://www.digital-coach.it/blog/case-histories/crello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Visual Content Marketing:</a> una volta creato il vostro contenuto declinatelo in funzione dei canali attraverso i quali dovrete diffonderlo. E sappiamo tutti che su alcuni canali, le immagini (oppure un video) valgono più di mille parole. Il Visual Content è immediato, comprensibile e facile da condividere. Inoltre ci offre la straordinaria opportunità di visualizzare l’utilizzo e l’impiego del nostro prodotto. I tool con cui creare contenuti efficaci sono tantissimi. Potete usare <a href="https://www.canva.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.canva.com,</a> oppure <a href="https://www.powtoon.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.powtoon.com</a>.</p>
<h5><strong>Regola n. 7:</strong></h5>
<p>Sviluppate strategie di “Co-creation” <a href="https://influenex.wondershare.net/lp/intelligent-influencer-marketing.html?gclid=EAIaIQobChMIz7Tw-_rz6AIVDsjeCh1tnABHEAAYASAAEgLI_PD_BwE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attivando microinfluencer</a> &#8211; Quale modo migliore per raggiungere un pubblico pertinente che ignora gli annunci che attraverso esperti del settore rilevanti? Collaborare sui contenuti del marchio con i giusti influencer, può farvi avvicinare ad un pubblico che si fida più delle persone che dei marchi. Con sempre più persone che si rivolgono a fonti di informazioni online, i microinfluencer possono aggiungere credibilità e raggiungere i contenuti del marchio digitale.</p>
<p>Queste sono le regole principali, le basi, su cui sviluppare una efficace strategia di Content Marketing a supporto del vostro e-commerce. Ci sono tante altre tecniche e tante altri aspetti da considerare che tratteremo nei prossimi articoli o altre tipologie di contenuti.  Quindi seguiteci, anche perché nei prossimi giorni, tratteremo gli altri due aspetti essenziali per il vostro e-commerce, ossia la Brand Building e le Digital PR. <a href="https://www.parryassociati.com/consulenza-aziendale-contatti/" target="_blank" rel="noopener">Noi siamo qui</a><br />
Se avete voglia di saperne di più oggi , chiamateci al 039.2305245 oppure scriveteci a info@parryassociati.com per una consulenza gratuita e valutare insieme come digitalizzare la vostra attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/7-regole-per-un-content-marketing-efficace/">7 regole per un Content Marketing efficace</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>Per quale motivo vendere online da subito</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/per-quale-motivo-vendere-online-da-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Perelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 09:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Business Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[vendere online]]></category>
		<category><![CDATA[negozi online]]></category>
		<category><![CDATA[vendere online senza e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[vendere online senza magazzino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo momento di emergenza dovuta al Coronavirus comprare e vendere online è  la via più sicura. Occorre sostituire l’acquisto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/per-quale-motivo-vendere-online-da-subito/">Per quale motivo vendere online da subito</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento di emergenza dovuta al Coronavirus comprare e <strong>vendere online</strong> è  la via più sicura. Occorre sostituire l’acquisto fisico con quello online.</p>
<h3>Un cambiamento epocale per venditori e consumatori.</h3>
<p>Questo è un fenomeno che stiamo vedendo soprattutto nel mondo della vendita al dettaglio, poiché ai consumatori viene chiesto di rimanere a casa e una quantità significativa di acquisti tradizionali in negozi fisici viene temporaneamente spostata online.<br />
Molti negozianti stanno adeguandosi a questo cambiamento della domanda- guidato dai consumatori –cercando di innovare il proprio metodo di vendita, creando o rafforzando la propria <strong>vendita online</strong>. L’Italia è sempre stato un Paese in ritardo rispetto al resto del mondo dal punto di vista digitale.</p>
<h3>Siamo ancora a livello pionieristico.</h3>
<p>Tuttavia il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_Noci" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Professore Giuliano Noci</a> Co-Rettore del Politecnico di Milano ci dice che “la situazione tra metà febbraio e metà marzo è cambiata con un incremento del 100% degli acquisti online. Covid rappresenta un acceleratore straordinario del sistema digitale. I comportamenti degli individui, pur nell’emergenza, diventeranno un&#8217;abitudine. Gli italiani per abitudine non avrebbero mai comprato alimentari online. Per questo motivo bisogna aumentare l’offerta per abituare gli italiani a comprare online. Saranno effettuati acquisti differenti rispetto al punto fisico, che rimarrà importante, ma non sarà più la variabile più controllabile. Le imprese dovranno sviluppare azioni di marketing che in anticipo vadano a soddisfare i bisogni del cliente, per cui andrà rafforzata la centralità del cliente stesso”.</p>
<h3>Il cambiamento più evidente nel settore alimentare</h3>
<p>Anche L’<a href="https://www.digital4.biz/marketing/ecommerce/e-commerce-coronavirus-valentina-pontiggia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio e-commerce B2C del Politecnico di Milano</a> rileva che in Italia la richiesta di food&amp;grocery online è cresciuta fino a 20 volte rispetto alla richiesta media.<br />
L’e-commerce è sicuramente in crescita, anche nei paesi tradizionalmente più restii nei confronti dell’acquisto online. Tuttavia, molte aziende stanno ancora perfezionando la tecnologia necessaria per far funzionare il vero commercio multicanale. Questo perfezionamento è necessario per le aziende di medio grandi dimensioni. Per le micro e piccole attività commerciali, dai negozi alle piccole società che offrono prodotti e servizi, questo perfezionamento non è necessario. Non è necessario attendere perché tutto ciò che serve per avviare la “Trasformazione digitale del business” esiste già. Esistono molte formule per trasformare una piccola o micro attività. in alcuni casi si può <strong>vendere online</strong> senza magazzino, in altri si può <strong>vendere online</strong> senza e-commerce.</p>
<h3>Come fare?</h3>
<p>Occorre fare principalmente due sforzi:<br />
1) Dotarsi di una <a href="https://www.parryassociati.com/consulenza-aziendale-contatti/" target="_blank" rel="noopener">consulenza che faciliti e acceleri</a> questa trasformazione;<br />
2) Superare la resistenza al cambiamento perché questa nuova situazione è qui per restare. Durerà nel tempo.<br />
Se la pandemia di COVID-19 si protrarrà per mesi, i consumatori si affideranno al commercio elettronico per i loro acquisti quotidiani, e questo potrebbe avere un impatto a lungo termine sull’equilibrio tra vendite online e fisiche. Chiunque abbia provato a fare acquisti online  ha compreso la facilità e la velocità dell’acquisto e nel tempo questa diventerà un’abitudine. Con le misure di isolamento in vigore in questo momento e che potrebbero protrarsi a lungo, l’acquisto e la ricerca dei servizi online diventerà la norma.</p>
<h4>Una gestione ibrida</h4>
<p>Il cambiamento del comportamento dei consumatori, accelerato dal virus in pochi mesi, creerà anche una forma ibrida di gestione degli ordini, che prevederà l’assistenza di personale a distanza per il cliente che consultando l’offerta online potrà ricevere un supplemento di assistenza da parte di incaricati specializzati via telefono o via mail. Questo è un altro aspetto importante, il cambiamento di alcune professionalità.</p>
<h4>Chi sopravviverà?</h4>
<p>Le aziende che dimostreranno tempismo, agilità e sposeranno questo cambiamento, vivendolo come un’opportunità di crescita, saranno quelle che avranno più successo. Metodi efficaci di e-commerce e di gestione ibrida degli ordini giocheranno un ruolo importante nel superare questo ciclo storico e contribuiranno a far progredire il settore del commercio al dettaglio.</p>
<h3>Ma tutto questo, quanto costa?</h3>
<p>Riteniamo che in questo momento la preoccupazione principale di un negoziante, di una piccola impresa, che devono trovare il modo di superare tutto questo, sia quella economica.<br />
Quanto può venire a costare avviare la <a href="https://www.networkstrategy.it/2020/03/18/strategie-per-micro-e-piccole-imprese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trasformazione digitale della propria società?</a><br />
Troverete un sacco di informazioni a riguardo e alcune contrastanti. Noi vi possiamo dire che con poche migliaia di euro, creerete la vostra soluzione digitale completa(sito e-commerce, attività social, piano marketing). Se invece avete già un Sito a cui magari estendere un modulo e-commerce e avviare una attività di marketing e visibilità, l’investimento è davvero contenuto.<br />
Se avete voglia di saperne di più, chiamateci al 039.2305245 oppure scriveteci a info@parryassociati.com per una consulenza gratuita e valutare insieme come digitalizzare la vostra attività.</p>
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