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	<title>Blog Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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	<description>sostenibilità, digital marketing e social media</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Nov 2025 10:13:25 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Blog Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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		<title>Sostenibilità in Azienda : nuove sfide e competenze per un futuro responsabile</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-in-azienda-nuove-sfide-e-competenze-per-un-futuro-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 10:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità, con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e le normative correlate, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita-in-azienda-nuove-sfide-e-competenze-per-un-futuro-responsabile/">Sostenibilità in Azienda : nuove sfide e competenze per un futuro responsabile</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size">L’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità, con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e le normative correlate, sta ridefinendo in profondità il modo in cui le aziende italiane operano, comunicano e pianificano le proprie strategie. L’obiettivo è chiaro: rendere la sostenibilità un pilastro strutturale della gestione d’impresa. Tuttavia, il percorso relativo alla sostenibilità in Azienda è tutt’altro che semplice, soprattutto per le PMI, chiamate ad affrontare sfide complesse su più fronti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Competenze e formazione: il nodo centrale</h3>



<p class="has-medium-font-size">La mancanza di competenze specialistiche rappresenta uno degli ostacoli più significativi. Molte aziende non dispongono di figure professionali in grado di gestire gli aspetti tecnici e normativi della rendicontazione ESG.<br>Occorre decidere se sviluppare competenze interne attraverso percorsi di formazione o affidarsi a consulenti esterni, valutando attentamente costi, tempi e impatto organizzativo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Formare il personale diventa quindi una priorità: l’aggiornamento continuo su tematiche ambientali, sociali e di governance consente di gestire al meglio i nuovi adempimenti, ma anche di trasformarli in vantaggi competitivi reali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una normativa complessa e in continua evoluzione</h3>



<p class="has-medium-font-size">La <a href="https://finance.ec.europa.eu/capital-markets-union-and-financial-markets/company-reporting-and-auditing/company-reporting/corporate-sustainability-reporting_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CSRD è un documento imponente</a> — oltre 400 pagine di requisiti tecnici e linee guida — che può risultare scoraggiante per molte realtà imprenditoriali.<br>Per le PMI, che spesso partono da zero nella rendicontazione non finanziaria, la difficoltà sta nell’impostare procedure coerenti e verificabili senza rallentare i processi aziendali.</p>



<p class="has-medium-font-size">Occorrono competenze analitiche e gestionali per valutare rischi, definire obiettivi concreti e redigere report chiari e conformi alle aspettative degli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatto lungo la catena di fornitura</h3>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<p class="has-medium-font-size">Le aziende obbligate alla rendicontazione di sostenibilità richiederanno sempre più dati ai propri fornitori. Di conseguenza, anche le PMI non direttamente soggette alla CSRD dovranno fornire informazioni ambientali e sociali dettagliate.<br>Chi non sarà in grado di adeguarsi rischia di essere escluso dalle filiere produttive. Diventa quindi indispensabile una conoscenza approfondita della propria catena del valore e una gestione trasparente delle informazioni lungo tutto il ciclo produttivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gestione del cambiamento e leadership sostenibile</h3>



<p class="has-medium-font-size">Adeguarsi ai nuovi standard significa ripensare processi, responsabilità e priorità aziendali.<br>Servono competenze di project management per coordinare team interfunzionali, monitorare i risultati e garantire coerenza tra obiettivi strategici e pratiche operative.<br>Ma soprattutto serve leadership, capace di promuovere una cultura aziendale basata su sostenibilità, innovazione e responsabilità condivisa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dialogo e collaborazione con gli stakeholder</h3>



<p class="has-medium-font-size">La sostenibilità in azienda non si costruisce in solitudine. Il dialogo con istituzioni, clienti, fornitori e investitori è fondamentale per garantire trasparenza e continuità.<br>Senza un adeguato supporto normativo e tecnico, molte PMI rischiano di rimanere indietro. È quindi necessario un coinvolgimento attivo delle autorità pubbliche, chiamate a sostenere le imprese con strumenti formativi e incentivi concreti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Digitalizzazione e tecnologie abilitanti</h3>



<p class="has-medium-font-size">Un altro aspetto cruciale è la digitalizzazione dei processi di sostenibilità.<br>La gestione dei dati, il monitoraggio delle performance ESG e la redazione dei report richiedono strumenti digitali avanzati: big data, cloud computing, intelligenza artificiale e piattaforme di data analytics possono semplificare attività complesse e migliorare la precisione delle informazioni.<br>Tuttavia, anche in questo campo, il gap di competenze digitali rimane una sfida da affrontare con investimenti mirati e formazione continua.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un percorso di crescita continua</h3>



<p class="has-medium-font-size">La sostenibilità non è un traguardo, ma un percorso. Le aziende dovranno puntare su upskilling e reskilling, aggiornando costantemente le competenze per affrontare le transizioni ecologica e digitale.<br>Solo con una visione multidisciplinare — che unisca competenze tecniche, gestionali e relazionali — sarà possibile interpretare la CSRD non come un obbligo, ma come un’opportunità di crescita e innovazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In conclusione</h3>



<p class="has-medium-font-size">Le imprese italiane si trovano davanti a una sfida storica: trasformare la sostenibilità da adempimento formale a leva strategica di competitività.<br>La chiave del successo sarà la preparazione anticipata, la formazione del capitale umano e il dialogo costante con le istituzioni e gli stakeholder.<br>Solo così la transizione verso modelli di business sostenibili potrà diventare reale, duratura e vantaggiosa per tutto il sistema produttivo. Insomma la sostenibilità in azienda è un progetto complesso e continuo. Se hai bisogno di confrontarti chiama <a href="https://www.parryassociati.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parry &amp; Associati</a>, per una breve consulenza.</p>
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		<title>Comunicare l’innovazione: tradurre la complessità senza tradire la visione</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/comunicare-linnovazione-tradurre-la-complessita-senza-tradire-la-visione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 05:42:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagina di aver sviluppato una nuova tecnologia, un modello operativo innovativo o una soluzione digitale in grado di generare vantaggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4859" class="elementor elementor-4859" data-elementor-post-type="post">
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<p>Immagina di aver sviluppato una nuova tecnologia, un modello operativo innovativo o una soluzione digitale in grado di generare <strong>vantaggi competitivi concreti</strong>, ridurre costi, accelerare processi, o aprire nuovi mercati.<br>Un’idea solida, validata, con tutte le potenzialità per trasformare il business.<br>Ora immagina che, al momento di presentarla, <strong>nessuno nella tua organizzazione o nel tuo mercato di riferimento ne colga il valore reale</strong>.</p>



<p>Benvenuti nel <strong>paradosso della comunicazione dell’innovazione</strong>: ciò che è nuovo per definizione parla una lingua che <strong>il presente non ha ancora imparato</strong>.</p>



<p>Ecco perché <strong>comunicare l’innovazione</strong> non è un atto promozionale. È un atto <strong>traduttivo, culturale, quasi diplomatico</strong>.<br>L’innovatore, in questo senso, è come <strong>un archeologo del futuro che torna indietro nel tempo e deve spiegare una navicella spaziale a chi ha appena imparato a costruire la ruota</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>&nbsp;L’orchestra che suona una musica mai scritta</strong></h3>



<p>Pensa a un’orchestra. Gli strumenti ci sono: violini, fiati, percussioni. I musicisti sono tecnicamente preparati.<br>Ma c’è un problema: lo spartito è scritto in una notazione completamente nuova, mai vista.</p>



<p>Questa è l’innovazione quando arriva nelle aziende o nella società.<br>Se non <strong>comunichi prima la grammatica della musica</strong>, l’orchestra suonerà male. Non per mancanza di talento, ma per mancanza di <strong>contesto condiviso</strong>.</p>



<p>Ecco il primo concetto chiave:</p>



<p>Comunicare l’innovazione non è farla sembrare interessante. È <strong>creare il contesto culturale che consenta agli altri di riconoscerla come tale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il ciclo dell’adozione e il ruolo dei racconti</strong></h3>



<p>Lo studioso <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/everett-rogers_(Lessico-del-XXI-Secolo)/">Everett Rogers</a>, con la sua teoria della diffusione dell’innovazione, ci insegna che tra i pionieri e la maggioranza prudente <strong>c’è un abisso narrativo</strong>.<br>I primi si muovono per intuito e visione.<br>Gli altri hanno bisogno di <strong>storie, prove, modelli, connessioni emotive</strong>.</p>



<p>E qui arriva il secondo concetto:</p>



<p>L’innovazione non si comunica con i dati. Si <strong>propaga attraverso racconti trasformativi</strong> che connettono il nuovo con ciò che le persone già conoscono e desiderano.</p>



<p>Un esempio?<br>Steve Jobs non ha detto: “Abbiamo sviluppato un dispositivo con capacità di memorizzazione elevate e interfaccia touch.”<br>Ha detto: “Mille canzoni in tasca.”<br>Ha <strong>tradotto una rivoluzione tecnologica in un’immagine semplice, desiderabile, quotidiana</strong>.</p>



<p>Secondo la celebre teoria della <strong>Diffusione dell’Innovazione</strong> di Everett Rogers, l’adozione di un’idea, prodotto o tecnologia segue un percorso ben definito attraverso diverse categorie di persone—innovatori, early adopters, early majority, late majority e laggards—disposte lungo una curva a “S” in cui l’innovazione si diffonde gradualmente. Ogni gruppo ha caratteristiche e bisogni diversi: i primi sono attratti dalla novità, mentre la maggioranza richiede concretezza e rassicurazioni.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ma dove entra in gioco la <strong>narrazione</strong>?</h4>



<p>Il potere del racconto è cruciale per attraversare il “gap” tra early adopters e early majority — quella soglia nota come il <strong>“chasm”</strong> che separa chi adotta per curiosità da chi adotta per utilità.</p>



<p>Un buon racconto traduce la promessa astratta dell’innovazione in un’immagine chiara e desiderabile. Non si tratta di vendere il prodotto in sé, ma di far capire <strong>come cambierà il mondo di chi lo adotta oggi</strong>.<br>Steve Jobs ne era maestro: Apple non vendeva solo computer, ma connessioni emozionali — “mille canzoni in tasca” — traducendo tecnologia in esperienza quotidiana.</p>



<p>Questa narrazione funziona perché:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riduce la distanza cognitiva</strong> tra il nuovo e il conosciuto,</li>



<li><strong>Fornisce contesti d’uso concreti</strong> che la rendono tangibile,</li>



<li><strong>Fa leva su valori esistenti</strong> trasformandoli invece di sfidarli frontalmente.</li>
</ul>



<p>La comunicazione diventa così <strong>un ponte tra realtà presenti e futuri desiderati</strong>, un atto di traduzione culturale. Il racconto efficace non è quello che spiega la tecnologia (troppe volte resta incomprensibile), ma quello che risveglia un desiderio o una curiosità già presente—e lo trasforma in adozione.</p>



<p>In sintesi: <strong>l’innovazione non si diffonde con i dati, ma con i racconti</strong> che creano significato. Solo così l’innovazione passa da una nicchia di visionari a una massa pronta ad accoglierla.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando il vero nemico è l&#8217;incomprensione</h3>



<p>Ogni innovazione, per essere accolta, ha bisogno di <strong>un ponte narrativo tra ciò che è e ciò che potrebbe essere</strong>.</p>



<p><strong>Il vero nemico non è il rifiuto. È l’incomprensione.</strong></p>



<p>Molte innovazioni falliscono <strong>non perché sono sbagliate</strong>, ma perché <strong>nessuno riesce a visualizzarle</strong>.<br>Sono spiegate troppo in anticipo, troppo in codice tecnico, o troppo lontane dal vissuto quotidiano.</p>



<p>Un’innovazione mal comunicata è come <strong>una chiave brillante senza serratura</strong>.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Ecco perché il comunicatore dell’innovazione deve saper:</h5>



<ul class="wp-block-list">
<li>decodificare complessità;</li>



<li>usare metafore forti </li>



<li>creare <strong>immagini mentali che anticipano l’esperienza reale</strong></li>



<li>e soprattutto, <strong>ascoltare</strong>: perché ogni innovazione raccontata è anche un esperimento di ascolto collettivo.</li>
</ul>



<p>Molti pensano che la principale barriera al cambiamento sia il rifiuto cosciente: il “no” esplicito, la resistenza dichiarata, l’opposizione frontale. Ma nella maggior parte dei casi, l’ostacolo più insidioso è molto più silenzioso: è l’incomprensione. Quando un’innovazione non viene compresa — nei suoi benefici, nelle sue implicazioni, nella sua utilità concreta — viene ignorata, banalizzata, messa da parte. Non per cattiva volontà, ma per assenza di significato.</p>



<p>L’incomprensione non si manifesta con conflitto, ma con indifferenza. È una stanza piena di persone che ascoltano, annuiscono… e poi continuano a fare tutto esattamente come prima. E questo è infinitamente più pericoloso del dissenso: perché non si vede, non si discute, non si affronta. È come parlare una lingua che nessuno ha mai imparato, e poi sorprendersi se nessuno risponde.</p>



<p>Per questo, comunicare l’innovazione non significa solo annunciarla, ma renderla traducibile, comprensibile, integrabile nel vissuto delle persone.</p>



<p>Solo ciò che viene compreso può essere davvero accolto. E solo ciò che viene accolto può trasformare.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Comunicare l’innovazione è un atto di traduzione culturale, non di marketing</strong></h4>



<p>Chi <a href="http://www.parryassociati.com">comunica l’innovazione </a>non dice: “Guardate che cosa abbiamo inventato”.<br>Dice: “Ecco come il mondo potrebbe diventare, se impariamo insieme a usarlo”.</p>



<p>È <strong>una danza tra visione e empatia</strong>, tra linguaggio futuribile e bisogni presenti.<br>Un lavoro di cesello narrativo e di orchestrazione emozionale, dove ogni parola deve <strong>preparare il terreno alla possibilità del nuovo</strong>.</p>
								</div>
				</div>
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		</div>
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		<title>Innovazione aziendale e resistenza al cambiamento: quando le aziende si difendono dal proprio futuro</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/innovazione-aziendale-e-resistenza-al-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 11:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>innovazione aziendale e governance sostenibile — due lati della stessa sfida Nel nostro lavoro a fianco delle imprese, accompagnandole lungo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/innovazione-aziendale-e-resistenza-al-cambiamento/">Innovazione aziendale e resistenza al cambiamento: quando le aziende si difendono dal proprio futuro</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">innovazione aziendale e governance sostenibile — due lati della stessa sfida</h3>



<p><a href="http://www.parryassociati.com">Nel nostro lavoro</a> a fianco delle imprese, accompagnandole lungo percorsi di sostenibilità e in particolare nella costruzione di una <strong>governance evoluta</strong>, stiamo osservando un fenomeno ricorrente: <strong>l’innovazione aziendale fatica a trovare spazio</strong>.</p>



<p>Non per mancanza di idee, strumenti o tecnologie. Ma per un motivo più profondo e spesso invisibile: <strong>la resistenza interna al cambiamento</strong>.</p>



<p>Quando si parla di governance nel contesto ESG, l’attenzione si concentra su policy, trasparenza, controllo. Ma esiste un’altra dimensione, cruciale e trasversale: <strong>la capacità dell’organizzazione di accogliere il nuovo</strong>.</p>



<p>Ecco perché in questo articolo proponiamo una riflessione originale — e urgente — su come molte aziende reagiscano all’<strong>innovazione</strong> come se fosse una minaccia, e su cosa possiamo fare per invertire questa dinamica.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">L’organizzazione come organismo: quando il nuovo viene rigettato</h3>



<p>Immagina un’organizzazione come un corpo umano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il <strong>cuore</strong> è la cultura: dà ritmo e coesione.</li>



<li>Il <strong>cervello</strong> è la strategia: analizza, guida, decide.</li>



<li>Lo <strong>scheletro</strong> è la struttura organizzativa: regge e collega.</li>



<li>E poi c’è lui: il <strong>sistema immunitario</strong>.</li>
</ul>



<p>Un insieme di difese automatiche — abitudini, processi, norme implicite — che preservano l’identità del sistema.<br>Ma c’è un problema: <strong>queste difese non distinguono tra minaccia e innovazione</strong>.</p>



<p>Il risultato?<br>Molte idee nuove vengono <strong>scartate prima ancora di essere comprese</strong>, perché non rientrano nei pattern culturali esistenti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">Il caso Kodak: un rigetto perfettamente riuscito</h4>



<p>Nel 1975, nei laboratori di Kodak nasce la prima fotocamera digitale.</p>



<p>Una rivoluzione tecnologica interna, capace di cambiare per sempre il mercato. Ma Kodak, leader mondiale della pellicola, <strong>decide di non investire</strong> sulla nuova tecnologia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Distruggerebbe il nostro core business”, dissero.</p>
</blockquote>



<p>E così l’<strong>innovazione aziendale</strong> viene respinta, come un corpo estraneo.<br>Non per errore strategico, ma per <strong>istinto difensivo</strong>.</p>



<p>Un esempio lampante di <strong>organizzazione che si protegge… anche da ciò che potrebbe salvarla</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Il villaggio incantato: una metafora per capire</h3>



<p>Immagina un villaggio medievale circondato da mura. Dentro c’è ordine, familiarità, sicurezza.<br>Fuori, bussano viandanti con mappe nuove, spezie sconosciute, strumenti inediti.</p>



<p>Ma il guardiano ha un’istruzione precisa:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Se non lo riconosci, non farlo entrare.”</p>
</blockquote>



<p>E così il villaggio resta intatto. Ma resta anche fermo.<br>Il futuro bussa… e nessuno apre.</p>



<p>Questa è la metafora perfetta della <strong>cultura organizzativa chiusa</strong>, che confonde il diverso con il pericoloso, e finisce per <strong>bloccare l’innovazione aziendale</strong> alla soglia.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Perché innovare non basta: bisogna essere pronti a trasformarsi</h3>



<p>Molte aziende investono in trasformazione digitale, sostenibilità, AI, nuovi modelli di business.<br>Ma <strong>l’innovazione aziendale non si realizza con la tecnologia</strong>, se il contesto umano e culturale non è pronto ad accoglierla.</p>



<p>Segnali di un rigetto silenzioso dell’innovazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>“Qui non funzionerebbe.”</li>



<li>“Abbiamo sempre fatto così.”</li>



<li>“Non è il momento giusto.”</li>



<li>“Non siamo ancora pronti.”</li>
</ul>



<p>Frasi apparentemente innocue che nascondono <strong>difese sistemiche</strong>, <strong>routine invisibili</strong> che respingono il nuovo anche quando è necessario.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo della governance: educare il sistema immunitario dell’organizzazione</h3>



<p>Nel contesto attuale, in cui le imprese sono chiamate a rispondere a sfide complesse e in continua evoluzione, <strong>una governance sostenibile non può più essere intesa solo come insieme di regole e adempimenti normativi</strong>. La compliance è necessaria, ma non sufficiente. Oggi, una governance davvero efficace deve assumere un ruolo più profondo e trasformativo: <strong>diventare il motore culturale che rende l’organizzazione capace di accogliere, integrare e metabolizzare il cambiamento</strong>.</p>



<p>Questo significa, innanzitutto, <strong>prendere consapevolezza dell’esistenza di un “sistema immunitario organizzativo”</strong>: un insieme di convinzioni, abitudini e automatismi che, nel tempo, si sono strutturati per proteggere l’identità dell’azienda. In molti casi, questo sistema agisce in modo invisibile ma potente, respingendo ogni elemento percepito come “altro”, anche quando si tratta di idee innovative o stimoli evolutivi.</p>



<p>La governance ha quindi il compito di <strong>portare alla luce queste difese culturali</strong>, mapparle, nominarle e — quando necessario — disinnescarle. Non per eliminare la coerenza interna, ma per aprire varchi controllati all’interno dei quali <strong>sperimentare in sicurezza</strong>. È fondamentale, ad esempio, creare spazi dove le persone possano <strong>esplorare nuove soluzioni senza paura di sbagliare</strong>, dove la “devianza positiva” — cioè l’atto di proporre alternative non convenzionali — venga riconosciuta e valorizzata.</p>



<p>Un altro aspetto chiave è l’<strong>educazione all’incertezza</strong>. Le organizzazioni che riescono a evolversi sono quelle in cui le persone vengono allenate non solo a pianificare, ma anche a navigare situazioni ambigue, ad adattarsi, a interpretare segnali deboli senza irrigidirsi. Questo richiede un cambio di mindset che deve partire proprio dal vertice.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Non solo questo</h5>



<p>Infine, serve un’azione simbolica e concreta insieme: <strong>integrare il cambiamento come parte integrante dell’identità aziendale</strong>, non come una parentesi straordinaria da sopportare quando non se ne può fare a meno. Il cambiamento, se reso sistemico, smette di fare paura.</p>



<p>In questa prospettiva, <strong>la governance evolve da struttura di controllo a sistema abilitante</strong>, da scudo a piattaforma. E diventa lo spazio dentro cui il nuovo può non solo entrare, ma anche germogliare.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Come un sistema immunitario intelligente</h3>



<p>In biologia, un sistema immunitario sano <strong>non attacca tutto ciò che è diverso</strong>.<br>Impara. Seleziona. Integra.</p>



<p>Le organizzazioni più resilienti fanno lo stesso: <strong>accolgono l’innovazione aziendale senza rinunciare alla propria identità</strong>, ma lasciandola evolvere.</p>



<p><strong>È qui la nuova frontiera della governance: saper difendere senza chiudersi, saper accogliere senza perdere coerenza.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Accogliere il futuro invece di difendersi da esso</h3>



<p>Perchè l&#8217;innovazione è importante? Nel tempo della transizione digitale, ecologica e sociale, le aziende non possono più permettersi di ignorare <strong>ciò che accade al loro interno</strong> quando il cambiamento bussa alla porta.<br>La resistenza non si manifesta soltanto nei piani alti o nei comitati decisionali: spesso si annida nei processi quotidiani, nelle abitudini consolidate, nei silenzi delle riunioni, nei “non detti” che congelano ogni slancio verso l’innovazione aziendale.</p>



<p>Oggi, la vera sfida non è solo quella di <strong>generare nuove idee, strumenti o tecnologie</strong>, ma di creare le condizioni per cui queste idee possano <strong>radicarsi, crescere e trasformare l’organizzazione dall’interno</strong>. L’innovazione aziendale, da sola, è come un seme lasciato su una superficie impermeabile: può essere promettente, ma non attecchisce se il terreno non è fertile.</p>



<p>Serve quindi una profonda <strong>cura del contesto interno</strong>, una sensibilità nuova verso la cultura organizzativa come ecosistema che va coltivato e preparato, non semplicemente gestito.<br>Serve tempo, ascolto, fiducia. Serve leadership disposta a rinunciare al controllo in favore dell’evoluzione.</p>



<p>Perché il futuro bussa, spesso in forme imprevedibili.<br>Ma se il sistema non è pronto ad aprire, <strong>non solo l’innovazione resta fuori</strong>, ma si crea un vuoto che può diventare vulnerabilità, perdita di competitività, isolamento culturale.</p>
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		<title>Come comunicare la sostenibilità aziendale</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/come-comunicare-la-sostenibilita-aziendale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 14:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare la sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi la sostenibilità aziendale non è solo un&#8217;opportunità, ma una necessità per tutte le aziende che desiderano rimanere competitive e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi la <strong>sostenibilità aziendale</strong> non è solo un&#8217;opportunità, ma una necessità per tutte le aziende che desiderano rimanere competitive e credibili nel mercato. Tuttavia, la vera sfida non risiede solo nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili, ma nella capacità di comunicarle in modo efficace e trasparente. Una comunicazione strutturata e ben pianificata è essenziale per rafforzare la fiducia di tutti gli stakeholder e per dimostrare l&#8217;impegno dell&#8217;azienda verso un futuro responsabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la sostenibilità aziendale? </h3>



<p>La sostenibilità aziendale comprende la gestione responsabile delle risorse naturali, il miglioramento delle condizioni sociali e la capacità di generare valore economico nel lungo termine. Questi tre aspetti—ambientale, sociale ed economico—definiscono le basi del concetto di <strong>sostenibilità aziendale</strong>. Tuttavia, l&#8217;applicazione di questi principi non è sufficiente se non vengono comunicati con chiarezza e trasparenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità come valore integrato </h3>



<p>Per comunicare correttamente la sostenibilità, è fondamentale che essa sia percepita come parte integrante della strategia aziendale, e non solo come un&#8217;aggiunta. In molte aziende, la sostenibilità è vista ancora come un costo o un&#8217;opportunità di marketing piuttosto che come una leva strategica per creare valore duraturo. Questo approccio frammentato crea incoerenza nella comunicazione esterna e interna e genera sfiducia tra gli stakeholder.</p>



<p><strong>Integrare la sostenibilità</strong> significa includerla in tutte le fasi decisionali dell&#8217;impresa, collegandola agli obiettivi aziendali, alla governance, e ai processi operativi. Solo in questo modo la comunicazione può essere percepita come autentica e coerente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo della trasparenza nella comunicazione della sostenibilità </h3>



<p>Uno dei pilastri della comunicazione della sostenibilità è la <strong>trasparenza</strong>. Le aziende devono essere in grado di fornire dati concreti, risultati misurabili e informazioni verificabili sul loro impegno sostenibile. La trasparenza è cruciale per prevenire accuse di <strong>greenwashing</strong> e per costruire una reputazione solida e credibile nel tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Greenwashing: una minaccia alla credibilità </h3>



<p>Il <strong>greenwashing</strong> è il fenomeno attraverso il quale un&#8217;azienda esagera o falsifica le proprie iniziative ambientali, con l&#8217;obiettivo di migliorare la propria immagine senza un reale impegno verso la sostenibilità. Negli ultimi anni, i consumatori e gli investitori sono diventati sempre più critici e attenti alle dichiarazioni ambientali delle aziende, cercando di capire se queste siano fondate o meno. Il rischio di greenwashing può avere conseguenze devastanti per un&#8217;azienda, compromettendo la fiducia degli stakeholder e portando a ripercussioni legali e reputazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rendicontazione ESG: obblighi e opportunità </h3>



<p>Con l&#8217;introduzione della <strong>CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive)</strong>, le aziende di grandi dimensioni saranno obbligate a rendicontare in modo dettagliato le proprie performance in ambito <strong>ESG</strong> (ambientale, sociale e di governance). Questo nuovo standard normativo rappresenta una sfida per molte aziende, ma anche un&#8217;opportunità per dimostrare un vero impegno verso la sostenibilità.</p>



<p>La rendicontazione ESG non dovrebbe essere percepita come un semplice obbligo di conformità, ma come un mezzo per rafforzare la credibilità aziendale. Attraverso la pubblicazione di r<a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">eport accurati e trasparenti</a>, le aziende possono mostrare i loro progressi in ambito sostenibile e dimostrare di agire in linea con le aspettative normative e sociali. Questo non solo migliora la fiducia degli investitori, ma contribuisce a posizionare l&#8217;azienda come leader in un mercato sempre più orientato ai criteri ESG.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della coerenza nei canali di comunicazione </h3>



<p>Comunicare la sostenibilità aziendale non significa solo trasmettere un messaggio attraverso i tradizionali canali di marketing. La coerenza del messaggio attraverso tutti i canali è fondamentale per creare un&#8217;immagine autentica e affidabile. Le aziende devono coordinare la loro comunicazione sia online che offline, assicurandosi che i valori sostenibili siano chiaramente rappresentati in ogni punto di contatto con i consumatori e gli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Canali esterni: dalla pubblicità alla comunicazione digitale </h3>



<p>La sostenibilità deve essere comunicata attraverso diversi canali, a seconda del pubblico di riferimento. I canali esterni, come la pubblicità, i social media e il sito web aziendale, giocano un ruolo fondamentale nel trasmettere l&#8217;impegno sostenibile dell&#8217;azienda verso un pubblico ampio. Tuttavia, è essenziale che il messaggio sia chiaro, trasparente e allineato con le azioni concrete dell&#8217;impresa. E&#8217; essenziale che le asserzioni ambientali siano supportate da evidenza scientifica. Sappiamo quanto in questo momento la comunicazione sia oggetto di valutazione da parte delle <a href="https://www.iap.it/">Authority </a>ed è fondamentale evitare di essere colti impreparati in caso di richieste di approfondimenti e chiarimenti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sito web</strong>: Il sito web aziendale dovrebbe includere una sezione dedicata alla sostenibilità, con report ESG dettagliati e informazioni aggiornate sulle iniziative aziendali. Ora la nuova normativa CSRD stabilisce che il formato della rendicontazione di sostenibilità possa essere anche digitale ma in un formato coerente con la normativa.</li>



<li><strong>Social media</strong>: I social network sono uno strumento potente per coinvolgere un pubblico più giovane e attento alle tematiche ambientali. Tuttavia, è importante evitare toni eccessivamente promozionali, concentrandosi invece su contenuti educativi e informativi. E&#8217; utili altresì adottare &#8220;l&#8217;arte della cedevolezza&#8221; se ritenete di NON aver raggiunto un obiettivo, arrendetevi, comunicatelo. La vostra audience apprezzerà l&#8217;autenticità del messaggio. </li>



<li><strong>Relazioni pubbliche</strong>: La partecipazione a conferenze e la collaborazione con enti di certificazione e organizzazioni non governative possono rafforzare la credibilità dell&#8217;azienda e dimostrare l&#8217;impegno verso una sostenibilità reale e tangibile.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Canali interni: il ruolo della comunicazione interna</h3>



<p>La comunicazione della sostenibilità non può limitarsi al pubblico esterno. <strong>La comunicazione interna</strong> è un elemento cruciale per garantire che tutti i dipendenti comprendano e abbraccino i valori sostenibili dell&#8217;azienda. Solo quando la sostenibilità è compresa e condivisa all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, essa può essere comunicata in modo autentico all&#8217;esterno.</p>



<p>Una buona comunicazione interna non solo aiuta i dipendenti a sentirsi coinvolti nelle iniziative aziendali, ma aumenta anche la loro motivazione e il senso di appartenenza. Questo tipo di coinvolgimento interno si traduce in una comunicazione esterna più forte e credibile, poiché i dipendenti diventano ambasciatori del brand.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La formazione come leva di coinvolgimento</h3>



<p>Oltre alla semplice trasmissione di informazioni, la <strong>formazione continua</strong> sui temi della sostenibilità è essenziale per creare consapevolezza tra i dipendenti. Le aziende dovrebbero investire in programmi di formazione specifici per educare il personale sui temi ambientali, sociali e di governance. Questo non solo garantisce una migliore comprensione delle strategie sostenibili, ma favorisce anche lo sviluppo di nuove idee e soluzioni innovative all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La comunicazione della sostenibilità come vantaggio strategico </h3>



<p>La comunicazione della <strong>sostenibilità aziendale</strong> è un processo complesso, che richiede trasparenza, coerenza e un impegno reale verso la sostenibilità. Non basta implementare iniziative sostenibili: è essenziale saperle comunicare in modo credibile, evitando il rischio di greenwashing e sfruttando la rendicontazione ESG come opportunità di crescita. Una corretta comunicazione, tanto interna quanto esterna, può diventare una leva strategica per migliorare la reputazione dell&#8217;azienda e attrarre investitori e consumatori attenti alle pratiche sostenibili.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Se vuoi saperne di più, se hai un progetto di Sostenibilità, se vuoi fare della formazione ai tuoi dipendenti chiama Parry &amp; Associati al numero 039.2305245</p>
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		<title>European Accessibility Act: Accessibilità e Inclusione Digitale</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/european-accessibility-act-accessibilita-e-inclusione-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 13:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;accessibilità digitale è un tema sempre più rilevante nel mondo del marketing e della sostenibilità. Con l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;European [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;accessibilità digitale è un tema sempre più rilevante nel mondo del marketing e della sostenibilità. Con l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;<a href="https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1202">European Accessibility Act a Giugno 2025</a>, le aziende dovranno adeguarsi a una serie di standard che rendano i loro siti web e le applicazioni digitali accessibili a tutti, inclusi i cittadini con disabilità. </p>



<p>Tuttavia, l&#8217;inclusione digitale non è solo un obbligo, ma anche un&#8217;opportunità per riflettere un approccio inclusivo e sostenibile. In questo articolo esploreremo come le aziende possano sfruttare questa normativa per migliorare la propria immagine e promuovere un marketing digitale inclusivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è l’European Accessibility Act? </h3>



<p>L&#8217;European Accessibility Act (EAA) è una direttiva dell&#8217;Unione Europea che mira a rendere prodotti e servizi più accessibili alle persone con disabilità. La legge impone standard minimi per i siti web e le app digitali, rendendo l&#8217;accessibilità un elemento essenziale per ogni azienda. A partire da giugno 2025, le aziende dovranno garantire che i loro prodotti digitali siano conformi a requisiti di accessibilità, come la navigabilità per gli utenti con disabilità visive, motorie, uditive o cognitive.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Marketing digitale e inclusione: il ruolo dell&#8217;accessibilità</h4>



<p>Accessibilità come strategia di marketing Integrare l’accessibilità nel marketing digitale non è solo una questione di conformità normativa. Può rappresentare un&#8217;opportunità per le aziende di distinguersi dalla concorrenza e ampliare il proprio pubblico. Offrire un&#8217;esperienza digitale accessibile è un segno di inclusività che può migliorare la reputazione aziendale e rafforzare il legame con i consumatori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’importanza dell&#8217;accessibilità per la SEO </h3>



<p>La SEO (Search Engine Optimization) può trarre beneficio dall’accessibilità. Siti web accessibili sono più facilmente indicizzati dai motori di ricerca, grazie alla presenza di testi alternativi, una struttura di navigazione chiara e contenuti ben organizzati. L’European Accessibility Act potrebbe quindi migliorare non solo l’usabilità del sito, ma anche la sua visibilità nei risultati di ricerca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accessibilità come parte della strategia ESG delle aziende</h3>



<p>Inclusione e sostenibilità L&#8217;accessibilità non è solo una questione tecnica, ma riflette anche un approccio inclusivo e sostenibile. Le aziende che si adeguano volontariamente all’European Accessibility Act, prima dell&#8217;entrata in vigore, dimostrano un impegno verso la Corporate Social Responsibility (CSR). Questo può rafforzare il posizionamento dell’azienda come sostenibile e socialmente consapevole.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il vantaggio competitivo di un approccio proattivo</h3>



<p> Adeguarsi su base volontaria ai requisiti di accessibilità può essere vantaggioso per le aziende. Non aspettare fino all’entrata in vigore della normativa permette alle aziende di prepararsi in anticipo, offrendo un&#8217;esperienza migliore ai propri utenti e posizionandosi come leader del settore in termini di inclusione e innovazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come preparare il proprio sito all’European Accessibility Act</h3>



<p>Best practice per un sito accessibile </p>



<p>Per conformarsi all’European Accessibility Act, è importante seguire una serie di best practice che includono l’uso di testi alternativi per le immagini, una navigazione chiara e intuitiva, e la possibilità di usare la tastiera per navigare il sito. Un sito accessibile dovrebbe essere progettato pensando all&#8217;utente finale, garantendo che tutti possano accedere facilmente ai contenuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come le aziende possono adeguare i loro siti web all’European Accessibility Act? </h3>



<p> Strumenti e risorse per verificare l&#8217;accessibilità Esistono numerosi strumenti che possono aiutare le aziende a verificare il livello di accessibilità dei propri siti web.</p>



<p>L&#8217;adeguamento dei siti web ai requisiti di accessibilità non è solo un passaggio tecnico, ma richiede un approccio strategico che coinvolga vari attori aziendali. Ecco una guida pratica per le aziende che vogliono essere conformi all’European Accessibility Act.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Fase 1: Valutazione iniziale dell’accessibilità del sito web</h4>



<p>Prima di intraprendere qualsiasi azione, è fondamentale capire il livello di accessibilità attuale del sito web. Questa fase può essere svolta utilizzando strumenti di audit accessibili che analizzano il sito e individuano aree di miglioramento.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Fase 2: Definizione degli obiettivi e pianificazione</h4>



<p>Una volta completato l’audit, è necessario definire un piano d&#8217;azione. Questa fase include l&#8217;identificazione degli elementi specifici che richiedono miglioramenti, come l&#8217;accessibilità del testo, l&#8217;usabilità della navigazione o l&#8217;adattamento dei contenuti multimediali.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Best practice per la pianificazione:</h5>



<p>Coinvolgimento di un team multidisciplinare: L&#8217;accessibilità web coinvolge sviluppatori, designer e responsabili del contenuto. Lavorare insieme facilita una comprensione globale dei requisiti.</p>



<p>Stabilire priorità: Non tutte le modifiche possono essere implementate contemporaneamente. Stabilire una roadmap aiuta a focalizzarsi sulle modifiche più urgenti e a pianificare interventi progressivi.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Obiettivi principali:</h5>



<p>Garantire la leggibilità dei testi attraverso colori ad alto contrasto e font facilmente leggibili.</p>



<p>Ottimizzare la navigazione del sito con menu accessibili via tastiera.</p>



<p>Aggiungere descrizioni testuali alternative (alt text) per tutte le immagini.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Fase 3: Implementazione delle modifiche</h4>



<p>In questa fase, si passa all&#8217;azione, mettendo in pratica le modifiche necessarie per adeguarsi ai requisiti di accessibilità. Un futuro digitale più inclusivo L’European Accessibility Act rappresenta un passo importante verso un mondo digitale più inclusivo. Adeguarsi a questa normativa non solo garantirà la conformità alle leggi, ma aiuterà le aziende a distinguersi per il loro impegno verso l’inclusione e la sostenibilità. Investire nell&#8217;accessibilità oggi significa investire in un futuro digitale più equo, inclusivo e sostenibile.</p>



<p><a href="http://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a> supporta le piccole e medie imprese nel loro percorso di Sostenibilità e nella loro strategia di Marketing Digitale. Chiama il numero 039.2305245 e fissa una call per una consulenza preliminare.</p>
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		<title>Recepita La Direttiva CSRD in Italia. Tempi e obblighi</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 17:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 6 luglio 2024 è stata una data cruciale per il recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nell&#8217;ordinamento nazionale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">Recepita La Direttiva CSRD in Italia. Tempi e obblighi</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 6 luglio 2024 è stata una data cruciale per il recepimento della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nell&#8217;ordinamento nazionale degli Stati membri dell&#8217;Unione Europea. Infatti la CSRD impone nuove e più rigorose norme per la rendicontazione sulla sostenibilità, sostituendo e ampliando le precedenti direttive come la Non-Financial Reporting Directive (NFRD).<br>La <strong>Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), o CSRD Direttiva Europe</strong>a, rappresenta un passo fondamentale verso un futuro più sostenibile per le aziende e per il pianeta. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32022L2464" target="_blank" rel="noopener">Approvata dall&#8217;Unione Europea nel dicembre 2022,</a> questa nuova normativa introduce requisiti più rigorosi per la redazione dei bilanci di sostenibilità da parte delle imprese.<br>In Italia, la Nuova Direttiva CSRD è stata recepita con il D. Lgs. 19 maggio 2023, n. 56, che stabilisce le modalità e i tempi per l&#8217;adeguamento delle imprese italiane ai nuovi obblighi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Recepimento della CSRD in Italia: un processo in evoluzione</h3>



<p>Il recepimento della Direttiva Europea CSRD in Italia è avvenuto attraverso un percorso articolato che ha coinvolto diversi attori. Ecco le tappe principali:<br><strong>16 febbraio 2024</strong>: Il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze (MEF) pubblica la bozza del decreto attuativo per la consultazione pubblica. Il documento, elaborato dal Dipartimento del Tesoro e dalla Ragioneria Generale dello Stato, recepisce la CSRD nel diritto italiano, definendo gli obblighi di reportistica per le imprese interessate.<br><strong>18 marzo 2024</strong>: Si chiude la consultazione pubblica sul decreto attuativo. Le parti interessate, tra cui associazioni di categoria, imprese e organizzazioni della società civile, hanno potuto inviare i loro commenti e suggerimenti al MEF.<br><strong>6 luglio 2024</strong>: Scadenza per il recepimento della CSRD da parte degli Stati Membri. L&#8217;Italia ha recepito la direttiva entro la data stabilita, pubblicando il D. Lgs. 19 maggio 2023, n. 56. Il decreto definisce le modalità e i tempi per l&#8217;adeguamento delle imprese italiane ai nuovi obblighi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tempi di recepimento per le aziende</h3>



<p>Le aziende dovranno adeguarsi ai nuovi obblighi di reportistica in base alle loro dimensioni e al settore di attività:<br><strong>Grandi imprese</strong>: dovranno redigere il primo bilancio di sostenibilità relativo all&#8217;esercizio finanziario 2024 e presentarlo <strong>entro il 30 dicembre 2025.</strong><br><strong>Imprese di media dimensione</strong>: dovranno redigere il primo bilancio di sostenibilità relativo all&#8217;esercizio finanziario 2025 e presentarlo <strong>entro il 30 dicembre 2026</strong>.<br><strong>Piccole imprese</strong>: dovranno redigere il primo bilancio di sostenibilità relativo all&#8217;esercizio finanziario 2026 e presentarlo <strong>entro il 30 dicembre 2027.</strong><br>È importante sottolineare che il recepimento della CSRD è un processo in continua evoluzione. Il MEF, in collaborazione con Consob, ha avviato un tavolo di lavoro permanente per monitorare l&#8217;attuazione della direttiva e per fornire alle imprese le necessarie linee guida.<br>Pertanto, il recepimento della CSRD rappresenta un&#8217;importante sfida per le imprese italiane, ma anche un&#8217;occasione per cogliere nuove opportunità di business e per contribuire a un futuro più sostenibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa cambia con la CSRD?</h3>



<p>La CSRD introduce diverse novità rispetto alla precedente normativa sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) con un significatvo  ampliamento del campo di applicazione. Ma quali aziende sono coinvolte?<br>In particolare, sono interessate:</p>



<p><strong>Grandi imprese:</strong><br>Società quotate in borsa, indipendentemente dal settore di attività; Società non quotate che superano almeno due dei seguenti criteri dimensionali:<br>Numero medio di dipendenti durante l&#8217;esercizio finanziario superiore a 250;<br>Totale dello stato patrimoniale alla fine dell&#8217;esercizio finanziario superiore a 20 milioni di euro;<br>Ricavi netti dell&#8217;esercizio finanziario superiori a 40 milioni di euro.</p>



<p><strong>PMI quotate:</strong><br>Tutte le PMI quotate in borsa, ad eccezione delle microimprese. Le microimprese sono definite come quelle che hanno un numero medio di dipendenti inferiore a 10, un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro e uno stato patrimoniale annuo non superiore a 2 milioni di euro.</p>



<p><strong>Altre società:</strong><br>Enti di interesse pubblico (EIP) che operano nei settori dell&#8217;acqua, dell&#8217;energia, dei trasporti, delle poste e delle telecomunicazioni;<br>Imprese controllate da grandi imprese soggette alla CSRD, se la capogruppo è residente in uno Stato membro dell&#8217;UE e le controllate generano ricavi netti nell&#8217;UE superiori a 150 milioni di euro per due anni consecutivi.<br>È importante sottolineare che la CSRD si applica anche alle società straniere che operano in Italia se superano i suddetti criteri dimensionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Semplificando</h3>



<p>Per semplificare, possiamo dire che la CSRD interessa in generale tutte le grandi imprese e le PMI quotate, ad eccezione delle microimprese. Sono inoltre incluse alcune categorie di società non quotate, come gli enti di interesse pubblico e le controllate di grandi imprese UE con elevati ricavi in Italia.<br>Con la CSRD, l&#8217;Europa compie un passo importante verso una maggiore Maggiori requisiti di informativa: Le imprese dovranno redigere <a href="https://www.parryassociati.com/bilancio-di-sostenibilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bilanci di sostenibilità </a>più completi e dettagliati, utilizzando i nuovi Standard Europei di Rendicontazione della Sostenibilità (ESRS).<br><strong>Verifica obbligatoria</strong>: I bilanci di sostenibilità dovranno essere sottoposti a verifica indipendente da parte di un revisore esterno.<br>Con la CSRD, l&#8217;Europa compie un passo importante verso una maggiore trasparenza e sostenibilità delle imprese. Le aziende interessate dovranno adeguarsi ai nuovi obblighi con attenzione e tempestività, cogliendo l&#8217;occasione per migliorare le proprie performance ESG e per creare valore a lungo termine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vantaggi per le aziende, l&#8217;ambiente e la società</h3>



<p>L&#8217;adozione della CSRD può apportare numerosi vantaggi a diversi livelli, per esempio:<br>Per le aziende un <strong>Miglioramento dell&#8217;immagine e della reputazione</strong>: La CSRD può contribuire a migliorare l&#8217;immagine e la reputazione delle aziende, rendendole più attrattive per investitori, clienti e partner.<br><strong>Riduzione dei rischi</strong>: La maggiore trasparenza favorisce una migliore gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance, riducendo potenziali impatti negativi sull&#8217;azienda.<br><strong>Nuove opportunità di business</strong>: L&#8217;adozione di pratiche sostenibili può aprire nuove opportunità di business e creare valore aggiunto.<br><strong>Per l&#8217;ambiente</strong> <strong>la Promozione della sostenibilità</strong>: La CSRD incoraggia le aziende a integrare la sostenibilità nella loro strategia aziendale, contribuendo, di conseguenza alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela dell&#8217;ambiente.<br><strong>Minore impatto ambientale:</strong> Le imprese saranno spinte a ridurre il loro impatto ambientale, misurando e rendicontando le loro emissioni e il consumo di risorse.<br><strong>Per la società</strong> <strong>lo Sviluppo sostenibile</strong>: La CSRD promuove lo sviluppo sostenibile, favorendo la creazione di una società più equa e inclusiva.<br><strong>Maggiore consapevolezza</strong>: La CSRD aumenta la consapevolezza dei cittadini sulle tematiche di sostenibilità e incoraggia le imprese a comportarsi in modo responsabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>La CSRD Direttiva rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui le imprese vengono valutate. Non basta più guardare solo ai profitti, ma è necessario considerare anche l&#8217;impatto sociale e ambientale delle loro attività. Le aziende che sapranno cogliere questa sfida saranno quelle che avranno successo nel futuro. Per ulteriori informazioni potete contattare Parry &amp; Associati allo 039.2305245.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">Recepita La Direttiva CSRD in Italia. Tempi e obblighi</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>ESG: La bussola normativa per un futuro sostenibile in Europa</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/esg-la-bussola-normativa-per-un-futuro-sostenibile-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 14:49:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Direttive e Regolamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[CSRD]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[nomativa sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità è un pilastro fondamentale del Green Deal europeo, un ambizioso piano per rendere l&#8217;Europa il primo continente a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sostenibilità è un pilastro fondamentale del Green Deal europeo, un ambizioso piano per rendere l&#8217;Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. In questo contesto, la Normativa ESG assume un ruolo di primaria importanza, fornendo una bussola per orientarsi nel complesso panorama degli investimenti sostenibili e guidare la transizione verso un&#8217;economia più verde e resiliente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La genesi della Normativa ESG</h3>



<p>Le radici della Normativa ESG si possono rintracciare nella crescente consapevolezza delle sfide globali, come il cambiamento climatico, l&#8217;esaurimento delle risorse naturali e le disparità sociali. La Commissione Europea ha identificato la finanza sostenibile come uno strumento chiave per affrontare queste sfide e ha avviato un percorso normativo per indirizzare i flussi di capitali verso attività economiche sostenibili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Regolamento UE 2019/2088 SFDR</h4>



<p>Il Regolamento UE 2019/2088, noto anche come SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation), è un punto di riferimento cruciale per la trasparenza e la divulgazione delle informazioni ESG nel settore finanziario. Esso impone agli operatori finanziari di fornire informazioni chiare sui rischi e sugli impatti ESG dei loro investimenti, al fine di consentire agli investitori di prendere decisioni informate.</p>



<p><strong>Obiettivo: </strong>migliorare la trasparenza delle informazioni ESG integrate nei processi decisionali di investimento.</p>



<p><strong>Applicazione: </strong>a gestori patrimoniali, compagnie di assicurazione e consulenti finanziari.</p>



<p><strong>Principali obblighi:</strong></p>



<p>Pubblicazione di informazioni sulla strategia di integrazione dei rischi ESG.</p>



<p>Dichiarazione di conformità ai principi SFDR.</p>



<p>Segnalazione degli indicatori di sostenibilità.</p>



<p>Livelli di dettaglio crescenti (livello 1 dal 10 marzo 2021, livello 2 in fase di definizione).</p>



<p>Obbligo di classificazione delle informazioni ESG secondo la Tassonomia europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Regolamento Tassonomia <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L_202302486&amp;qid=1712224918657">(Link Testo qui) </a>oppure <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/TASSONOMIA-OJ_L_202302486_IT_TXT.pdf">download </a></h3>



<p>La Tassonomia rappresenta un sistema di classificazione armonizzato a livello europeo, mirato a definire quali attività economiche possono essere considerate sostenibili. Questo strumento fornisce una guida fondamentale per identificare le attività che contribuiscono in modo significativo agli obiettivi ambientali dell&#8217;UE, facilitando così gli investimenti in progetti verdi e sostenibili.</p>



<p><strong>Obiettivo</strong>: creare un sistema di classificazione comune per le attività economiche sostenibili.</p>



<p><strong>Struttura: </strong>sei macro-obiettivi ambientali e criteri tecnici per classificare le attività.</p>



<p>Benefici:</p>



<p>Migliore comparabilità degli investimenti sostenibili.</p>



<p>Prevenzione del greenwashing.</p>



<p>Orientamento degli investimenti verso attività realmente sostenibili.</p>



<p>Sviluppo di nuovi prodotti finanziari e servizi.</p>



<p>Contributo alla decarbonizzazione dell&#8217;economia europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Normativa ESG: CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) Link <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022L2464">testo qui</a> oppure <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/CSRD.pdf">Download </a></h3>



<p>Il CSRD è una proposta legislativa dell&#8217;UE che mira a rafforzare la rendicontazione delle imprese in materia di sostenibilità. Questo nuovo quadro normativo estenderà l&#8217;obbligo di rendicontazione ESG a un numero più ampio di società, garantendo una maggiore trasparenza e responsabilità sulle questioni ambientali, sociali e di governance. L’introduzione della <a href="https://www.parryassociati.com/direttiva-csdd-ultimi-aggiornamenti-dalleuropa/">Corporate Social Responsibility Directive</a>  amplia notevolmente il perimetro di aziende coinvolte nella redazione dell’informativa di sostenibilità rispetto all’attuale NFRD (Non-Financial Reporting Directive)</p>



<p>Obiettivo: estendere l&#8217;obbligo di rendicontazione non finanziaria a un numero maggiore di aziende.</p>



<p>Applicazione: a circa 49.000 aziende europee con oltre 250 dipendenti. (in Italia circa 4000)</p>



<p></p>



<p>Su questa direttiva è bene dilungarsi sulla gradualità dell&#8217;applicazione prevista. </p>



<p>La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) si applica a un&#8217;ampia gamma di aziende europee, con l&#8217;obiettivo di aumentare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni sulla sostenibilità.</p>



<p>L&#8217;obbligo di rendicontazione avrà un&#8217;estensione graduale, suddivisa in tre fasi:</p>



<h5 class="wp-block-heading">1° gennaio 2024:</h5>



<p>Grandi imprese di interesse pubblico:</p>



<p>Superano il numero medio di 500 dipendenti durante l&#8217;esercizio.</p>



<p>Imprese madri di un grande gruppo:</p>



<p>Superano il numero medio di 500 dipendenti durante l&#8217;esercizio (su base consolidata).</p>



<h5 class="wp-block-heading">1° gennaio 2025:</h5>



<p>Grandi imprese:</p>



<p>Superano due di tre criteri alla data di chiusura del bilancio:</p>



<p>Totale dell&#8217;attivo di stato patrimoniale: 20 milioni di euro.</p>



<p>Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro.</p>



<p>Numero medio di dipendenti occupati nell&#8217;esercizio: 250.</p>



<p>Imprese madri di un grande gruppo:</p>



<p>Superano i criteri sopra elencati su base consolidata.</p>



<h5 class="wp-block-heading">1° gennaio 2026:</h5>



<p>PMI e enti di interesse pubblico (non microimprese):</p>



<p>Rientrano nella definizione di &#8220;grandi imprese&#8221; secondo i criteri sopra elencati.</p>



<p>Imprese di assicurazione e riassicurazione captive:</p>



<p>Di grande dimensione o di interesse pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Principali obblighi per le aziende :</h3>



<p>Pubblicazione di un report di sostenibilità con informazioni su aspetti ambientali, sociali e di governance.</p>



<p>Assicurazione della revisione contabile del report.</p>



<p>Utilizzo di standard di rendicontazione riconosciuti (es. EFRAG,GRI).</p>



<p>Collegamento tra rendicontazione finanziaria e non finanziaria.</p>



<p>Coinvolgimento degli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/csddd.pdf">Download</a> </h3>



<p>La CSDDD è una proposta volta a garantire che le aziende rispettino gli standard ESG lungo l&#8217;intera catena di approvvigionamento. Questa direttiva imporrebbe alle aziende di condurre una diligente valutazione dei rischi e degli impatti ESG nelle loro attività commerciali, garantendo che le questioni ESG siano prese in considerazione a ogni fase del processo produttivo.</p>



<p>Obiettivo: rafforzare la <a href="https://www.parryassociati.com/direttiva-csdd-ultimi-aggiornamenti-dalleuropa/">due diligence </a>delle aziende in materia di diritti umani e ambiente.</p>



<p>Applicazione: a tutte le aziende europee con più di 500 dipendenti e a quelle con sede nell&#8217;UE con più di 1.000 dipendenti all&#8217;estero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Principali obblighi:</h3>



<p>Identificazione e valutazione dei rischi di impatto negativo su diritti umani e ambiente.</p>



<p>Adozione di misure per prevenire e mitigare<a href="https://www.europarl.europa.eu/portal/it"> tali rischi.</a></p>



<p>Pubblicazione di un piano di due diligence.</p>



<p>Coinvolgimento degli stakeholder.</p>



<p>Riferimento a principi e linee guida internazionali (es. Principi Guida ONU su Imprese e Diritti Umani).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Normativa ESG: Direttiva Greenwashing  <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/green-washing.pdf">Download</a></h3>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Direttiva Europea 2024/825: un passo avanti contro il greenwashing e per la tutela dei consumatori</h3>



<p>La <strong>Direttiva (UE) 2024/825</strong>, adottata il 28 febbraio 2024, rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro il <strong>greenwashing</strong> e nel rafforzamento della tutela dei consumatori nel contesto della transizione verde.</p>



<p><strong>Cosa significa greenwashing?</strong></p>



<p>Il greenwashing si verifica quando un&#8217;azienda o un&#8217;organizzazione fa affermazioni false o esagerate sull&#8217;impatto ambientale dei suoi prodotti o servizi per trarre vantaggio dai consumatori sempre più attenti all&#8217;ambiente.</p>



<p><strong>Cosa fa la Direttiva?</strong></p>



<p>La Direttiva introduce diverse misure per contrastare il greenwashing, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Divieto di affermazioni generiche e vaghe</strong>: le aziende non potranno più utilizzare termini come &#8220;sostenibile&#8221;, &#8220;ecologico&#8221; o &#8220;green&#8221; senza fornire informazioni precise e verificabili a supporto delle loro affermazioni.</li>



<li><strong>Obbligo di informazioni chiare e trasparenti</strong>: le aziende dovranno fornire informazioni specifiche sull&#8217;impatto ambientale dei loro prodotti, come l&#8217;impronta di carbonio o l&#8217;uso di risorse.</li>



<li><strong>Metodologie di calcolo armonizzate</strong>: saranno sviluppate metodologie comuni per la valutazione dell&#8217;impatto ambientale dei prodotti, in modo da garantire la comparabilità delle informazioni fornite dalle diverse aziende.</li>



<li><strong>Maggiori controlli e sanzioni</strong>: le autorità nazionali saranno responsabili del controllo del rispetto della Direttiva e potranno applicare sanzioni in caso di violazioni.</li>
</ul>



<p><strong>Quali sono i benefici per i consumatori?</strong></p>



<p>La Direttiva offre ai consumatori diversi vantaggi, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Maggiore consapevolezza</strong>: i consumatori saranno in grado di fare scelte di consumo più informate e consapevoli, basandosi su informazioni accurate e comparabili.</li>



<li><strong>Protezione da pratiche ingannevoli</strong>: i consumatori saranno meno vulnerabili alle false affermazioni delle aziende e avranno maggiore tutela in caso di acquisto di prodotti &#8220;green&#8221; non conformi.</li>



<li><strong>Sostegno alla transizione verde</strong>: la Direttiva contribuirà a promuovere prodotti e servizi realmente sostenibili, favorendo la transizione verso un&#8217;economia più verde.</li>
</ul>



<p><strong>Cosa devono fare le aziende?</strong></p>



<p>. </p>



<p>Entro il 27 marzo 2026, gli Stati membri adottano e pubblicano le misure necessarie per conformarsi alla presente<br>direttiva.</p>



<p>La Aziende dovranno quindi rivedere le loro pratiche di comunicazione e marketing per garantire che siano conformi ai nuovi requisiti di trasparenza e accuratezza.</p>
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		<title>Direttiva CSDD, ultimi aggiornamenti dall&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/direttiva-csdd-ultimi-aggiornamenti-dalleuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 16:22:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Aprile vi avevamo fornito una prima visione della Direttiva CSDD e delle eventuali conseguenze sulle aziende in caso di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Aprile vi avevamo fornito <a href="https://www.parryassociati.com/proposta-direttiva-europea-la-csdd/">una prima visione della Direttiva CSDD </a>e delle eventuali conseguenze sulle aziende in caso di applicazione. Ricordiamo brevemente di cosa si tratta:</p>



<p>La CSDDD o Corporate Sustainability Due Diligence Directive si occupa dell’obbligo da parte delle aziende di implementare un processo di due diligence, in rapporto agli impatti diretti e indiretti che le loro attività possono avere su diritti umani e ambiente. Da notare che gli impatti indiretti sono quelli generati dalla propria supply chain. Per questo motivo è vero che questa Direttiva riguarderà le grandi aziende, ma è ancora più vero che dovendo operare audit sulla propria catena di fornitura, anche le PMI dovranno cercare di adeguarsi. Non è ancora chiaro se si agirà solo sulla supply chain, primo livello, o sulla value chain, cioè anche sui subfornitori.</p>



<p>Ebbene il 13 Dicembre  i<a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/14/corporate-sustainability-due-diligence-council-and-parliament-strike-deal-to-protect-environment-and-human-rights/">l Consiglio e il Parlamento europeo</a> hanno raggiunto  un accordo provvisorio sulla Direttiva CSDD, che mira a rafforzare la protezione dell’ambiente e dei diritti umani nell’UE e nel mondo. La direttiva sulla due diligence fisserà obblighi per le grandi aziende riguardo agli effetti negativi effettivi e potenziali sui diritti umani e sull’ambiente, rispetto alle loro stesse operazioni, a quelle delle loro filiali e a quelle svolte dai loro partner commerciali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obblighi per le aziende</h3>



<p>La direttiva sulla dovuta diligenza stabilisce norme sugli obblighi per le grandi aziende riguardo agli effetti negativi effettivi e potenziali sull&#8217;ambiente e sui diritti umani per la loro catena di attività che copre i partner commerciali a monte dell&#8217;azienda e parzialmente le attività a valle, come la distribuzione o il riciclo.</p>



<p>La direttiva prevede inoltre norme sulle sanzioni e sulla responsabilità civile in caso di violazione di tali obblighi; richiede alle aziende di adottare un piano che garantisca che il loro modello di business e la loro strategia siano compatibili con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Principali elementi dell&#8217;accordo</h4>



<p>L&#8217;accordo provvisorio raggiunto oggi tra i due colegislatori inquadra il campo di applicazione della direttiva, chiarisce le responsabilità delle imprese inadempienti, definisce meglio le diverse sanzioni e completa l&#8217;elenco dei diritti e dei divieti che le imprese dovrebbero rispettare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Campo di applicazione della Direttiva</h4>



<p>L&#8217;accordo fissa il campo di applicazione della direttiva sulle grandi imprese che hanno più di 500 dipendenti e un fatturato netto mondiale di 150 milioni di euro. Per le imprese extra-Ue si applicherà se hanno un fatturato netto di 150 milioni di euro generato nell’Ue, a tre anni dall’entrata in vigore della direttiva. La Commissione dovrà pubblicare un elenco delle società extra-UE che rientrano nel campo di applicazione della direttiva.</p>



<p>Settore finanziario<br>Secondo l&#8217;accordo raggiunto oggi, il settore finanziario sarà temporaneamente escluso dal campo di applicazione della direttiva, ma ci sarà una clausola di revisione per un&#8217;eventuale futura inclusione di questo settore sulla base di una sufficiente valutazione d&#8217;impatto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cambiamenti climatici e responsabilità civile</h4>



<p>Il compromesso raggiunto oggi rafforza le disposizioni relative all’obbligo  per le grandi imprese per adottare e attuare, con il massimo impegno, un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici.<br>Per quanto riguarda la responsabilità civile, l&#8217;accordo rafforza l&#8217;accesso alla giustizia delle persone colpite. Stabilisce un periodo di cinque anni per presentare ricorsi da parte di coloro che sono interessati da impatti negativi (compresi i sindacati o le organizzazioni della società civile). Limita inoltre la divulgazione di prove, misure ingiuntive e costi del procedimento per i ricorrenti.</p>



<p>Come ultima risorsa, le aziende che identificano impatti negativi sull’ambiente o sui diritti umani da parte di alcuni dei loro partner commerciali dovranno interrompere tali rapporti commerciali quando tali impatti non possono essere prevenuti o risolti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sanzioni</h4>



<p>Per le imprese che non pagano le sanzioni comminate loro in caso di violazione della direttiva, l’accordo provvisorio prevede diverse misure ingiuntive e prende in considerazione il fatturato dell’impresa per imporre sanzioni pecuniarie (ovvero un minimo massimo del 5% del fatturato netto dell&#8217;azienda). L’accordo prevede l’obbligo per le aziende di portare avanti un impegno significativo, compreso il dialogo e la consultazione con le parti interessate, come una delle misure del processo di due diligence.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Appalti pubblici</h4>



<p>L&#8217;accordo stabilisce che il rispetto della Direttiva CSDD possa essere qualificato come criterio per l&#8217;aggiudicazione di appalti e concessioni pubbliche.</p>



<p>Definizioni<br>L&#8217;accordo provvisorio chiarisce gli obblighi per le aziende descritti nell&#8217;Allegato I, un elenco di diritti e divieti specifici che costituiscono un impatto negativo sui diritti umani quando vengono abusati o violati. L&#8217;elenco fa riferimento a strumenti internazionali che sono stati ratificati da tutti gli Stati membri e che stabiliscono standard sufficientemente chiari che possono essere rispettati dalle aziende.</p>



<p>Il compromesso aggiunge nuovi elementi agli obblighi e agli strumenti elencati nell&#8217;allegato per quanto riguarda i diritti umani, in particolare per i gruppi vulnerabili e le convenzioni fondamentali dell&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che potranno essere aggiunti all&#8217;elenco, mediante atti delegati, una volta ratificati da tutti gli Stati membri.</p>



<p>L&#8217;accordo provvisorio introduce inoltre nell&#8217;allegato riferimenti ad altre convenzioni delle Nazioni Unite, il Patto internazionale sui diritti civili e politici o il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, o la Convenzione sui diritti del bambino. Allo stesso modo, il compromesso chiarisce la natura degli impatti ambientali coperti da questa direttiva come qualsiasi degrado ambientale misurabile, come cambiamenti dannosi del suolo, inquinamento dell’acqua o dell’aria, emissioni nocive o consumo eccessivo di acqua o altri impatti sulle risorse naturali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prossimi passi</h4>



<p>L&#8217;accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo deve ora essere approvato e adottato formalmente da entrambe le istituzioni. Noi di Parry &amp; Associati seguiremo l&#8217;iter Legislativo della Direttiva CSDD  e la stesura del documento finale. Per una Consulenza sull&#8217;argomento, potete chiamarci allo 039.2305245.</p>
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		<title>Sostenibilità e Intelligenza Artificiale: Un Binomio per un Futuro Sostenibile</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-e-intelligenza-artificiale-un-binomio-per-un-futuro-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 10:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo in continua evoluzione di oggi, la sostenibilità è diventata una priorità globale. La necessità di proteggere il nostro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel mondo in continua evoluzione di oggi, la sostenibilità è diventata una priorità globale. La necessità di proteggere il nostro pianeta sta spingendo sempre più aziende e individui a cercare soluzioni innovative per ridurre l&#8217;impatto ambientale. In questo contesto, l&#8217;intelligenza artificiale sta emergendo come una forza trainante per il cambiamento, offrendo nuove prospettive per affrontare sfide cruciali legate alla sostenibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sostenibilità e AI: allineamento agli SDG</h2>



<p>Nel contesto di una crescente consapevolezza dell&#8217;importanza della sostenibilità globale, l&#8217;Intelligenza Artificiale sta emergendo come una forza catalizzatrice anche nel perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) stabiliti dalle Nazioni Unite. L&#8217;AI, con la sua capacità di analizzare enormi quantità di dati, individuare modelli complessi e automatizzare processi, offre un potenziale rivoluzionario per affrontare alcune delle sfide più pressanti del nostro tempo. L&#8217;allineamento dell&#8217;agenda dell&#8217;AI agli SDG dell&#8217;ONU rappresenta un passo cruciale verso un futuro più sostenibile.</p>



<p>Gli SDG, che comprendono obiettivi come la riduzione della povertà, l&#8217;accesso all&#8217;energia sostenibile, la promozione dell&#8217;uguaglianza di genere e la conservazione dell&#8217;ambiente, costituiscono un quadro guida globale per migliorare la qualità della vita delle persone e preservare il pianeta. L&#8217;AI può contribuire in modo significativo al raggiungimento di questi obiettivi in vari settori, tra cui la sanità, l&#8217;agricoltura, l&#8217;energia, la mobilità e molto altro.</p>



<p>Ad esempio, l&#8217;AI può migliorare l&#8217;efficienza dei sistemi energetici, contribuendo così all&#8217;obiettivo di energia pulita e accessibile (SDG 7). In campo sanitario, l&#8217;AI può supportare la diagnosi precoce delle malattie, rendendo i servizi sanitari più accessibili ed equi (SDG 3). Inoltre, l&#8217;utilizzo dell&#8217;AI nella gestione delle risorse idriche e nella conservazione degli ecosistemi può contribuire agli obiettivi di acqua pulita e ecosistemi terrestri (SDG 6 e SDG 15).</p>



<p>Tuttavia, è essenziale affrontare sfide legate all&#8217;etica e alla responsabilità nell&#8217;implementazione dell&#8217;AI per garantire che queste tecnologie siano utilizzate in modo equo e responsabile per il bene comune. L&#8217;allineamento tra l&#8217;AI e gli SDG non è solo un obiettivo auspicabile ma anche una responsabilità collettiva che richiede una cooperazione globale tra governi, industrie e società civile. In questo modo, possiamo sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;AI per affrontare le sfide della sostenibilità e costruire un futuro migliore per tutti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Monitoraggio Ambientale Preciso</h3>



<p>Uno dei modi in cui l&#8217;IA sta rivoluzionando la sostenibilità è attraverso il monitoraggio ambientale preciso. Le tecnologie di sensori avanzati, insieme all&#8217;apprendimento automatico, consentono di raccogliere dati dettagliati sullo stato dell&#8217;<a href="https://www.parryassociati.com/agricoltura-sostenibile/">ambiente</a>. Questi dati possono essere utilizzati per monitorare la qualità dell&#8217;aria, l&#8217;inquinamento idrico, la deforestazione e altre questioni ambientali critiche. L&#8217;IA può analizzare questi dati in tempo reale, rilevando anomalie e aiutando a prevenire potenziali catastrofi ambientali. In Agricoltura la diffusione della Smart Farm o agricoltura di precisione è ancora lenta, pare che solo l’1% delle superfici coltivabili si basi sull’adozione di queste tecnologie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ottimizzazione delle Risorse</h3>



<p>Un&#8217;altra area in cui l&#8217;IA può contribuire alla sostenibilità è l&#8217;ottimizzazione delle risorse. Le aziende possono utilizzare algoritmi avanzati per gestire in modo efficiente la catena di approvvigionamento, riducendo gli sprechi e migliorando l&#8217;efficienza energetica. Inoltre, l&#8217;IA può aiutare nell&#8217;ottimizzazione dei trasporti, calcolando le rotte più efficienti per ridurre le emissioni di carbonio.  Dobbiamo anche dire che in alcuni mercati l&#8217;adozione di Intelligenza Artificiale non rappresenta certo una novità. Il mercato dello <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita-ambientale-nello-shipping-a-che-punto-siamo/">Shipping</a>, ad esempio, basa la propria operatività proprio su questi sistemi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Energia Rinnovabile e Gestione Smart delle Reti</h3>



<p>L&#8217;adozione di fonti di <a href="https://fontidienergiarinnovabile.it/lenergia-rinnovabile-nellera-dellintelligenza-artificiale/">energia rinnovabile</a> è un pilastro fondamentale per la sostenibilità. L&#8217;IA può contribuire a massimizzare l&#8217;efficienza delle fonti di energia rinnovabile, come il solare e l&#8217;eolico, attraverso la previsione delle condizioni meteorologiche e la gestione intelligente delle reti elettriche. Ciò consente di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio.</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta emergendo come un alleato potente nella lotta per un futuro sostenibile. La sua capacità di monitorare l&#8217;ambiente, ottimizzare le risorse, promuovere l&#8217;energia rinnovabile e sostenere la conservazione ambientale apre nuove opportunità per affrontare le sfide globali della sostenibilità. Tuttavia, è essenziale utilizzare questa tecnologia con responsabilità ed etica, garantendo che i suoi benefici siano equamente distribuiti e che non porti a nuovi problemi ambientali. L&#8217;IA non è una panacea, ma può essere uno strumento prezioso nella nostra lotta per un mondo più verde e sostenibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non solo Sostenibilità ambientale</h3>



<p>Nelle prossime righe vedrete come l&#8217;Intelligenza Artificiale può essere considerato un supporto rivoluzionario anche nella sostenibilità ambientale. Sono diversi di effetti che l&#8217;adozione di questa tecnologia può generare anche in altri ambiti. </p>



<p>Salute e Assistenza Sanitaria</p>



<p>L&#8217;IA può migliorare la qualità dell&#8217;assistenza sanitaria attraverso la diagnosi più accurata, il monitoraggio dei pazienti e la gestione delle cure. Pensiamo alle applicazioni di Monitoraggio dei pazienti a domicilio oppure all’ Assistenza virtuale. Oppure basti pensare a quanto l’Intelligenza artificiale abbia consentito di sviluppare supporti per soggetti affetti da autismo (in questo caso ha prodotto molto di più l’intelligenza artificiale in poco tempo rispetto all’intelligenza umana in molti anni). Mi piace menzionare in questo paragrafo un esempio tra i tanti, <a href="https://healios.org.uk/">Healios</a>, la società nata da un Italiano, &nbsp; e per ora attiva solo in Inghilterra che offre un supporto alle famiglie e ai pazienti con un servizio di telemedicina che offre valutazione, consulti medici e sessioni di terapie&nbsp; per &nbsp;i pazienti. </p>



<h3 class="wp-block-heading">E molti altri..</h3>



<p>Educazione e Formazione: L&#8217;IA può personalizzare l&#8217;apprendimento, adattandolo alle esigenze individuali degli studenti. Ciò aumenta l&#8217;efficacia dell&#8217;istruzione e può contribuire a ridurre il divario nell&#8217;accesso all&#8217;istruzione di alta qualità</p>



<p>Lotta all&#8217;Esclusione Sociale : L&#8217;IA può essere utilizzata per identificare situazioni di rischio, come la povertà o l&#8217;isolamento sociale, consentendo agli enti governativi e alle organizzazioni non profit di indirizzare in modo mirato le risorse per sostenere coloro che ne hanno bisogno.</p>



<p>Mercato del Lavoro : Sebbene ci siano preoccupazioni sulla sostituzione dei lavoratori umani da parte dell&#8217;IA, questa tecnologia può anche creare nuove opportunità di lavoro in settori legati all&#8217;IA. La formazione per le competenze legate all&#8217;IA può contribuire a garantire che le persone rimangano competitive nel mercato del lavoro in evoluzione. Questo è un tema davvero delicato che merita di essere approfondito in un altro articolo. Tuttavia va detto che tutte le rivoluzioni, anche quella digitale, avvento di Internet hanno creato  sentimenti contrastanti tra preoccupazione ed esaltazione, ma quante nuove competenze e quanti nuove professioni sono nate?</p>



<p>Sostenibilità Ambientale, Sociale ed Economica Interconnesse</p>



<p>Va notato che le dimensioni della sostenibilità sono interconnesse. Ad esempio, un maggiore accesso all&#8217;istruzione (sostenibilità sociale) può portare a una forza lavoro più qualificata (sostenibilità economica) che, a sua volta, può contribuire a sviluppare tecnologie più sostenibili (sostenibilità ambientale). L&#8217;IA può agire da catalizzatore per queste interconnessioni, facilitando soluzioni integrate per sfide complesse che coinvolgono tutti e tre gli aspetti della sostenibilità.</p>



<p>Questo articolo, data la vastità del tema, non ha la pretesa di essere completo, ogni paragrafo merita di essere approfondito. Lo faremo, nei prossimi articoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita-e-intelligenza-artificiale-un-binomio-per-un-futuro-sostenibile/">Sostenibilità e Intelligenza Artificiale: Un Binomio per un Futuro Sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>Perché scegliere la Consulenza Sostenibilità</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/perche-scegliere-la-consulenza-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 08:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità e ESG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché scegliere la Consulenza Sostenibilità Nell&#8217;attuale panorama aziendale, la sostenibilità è diventata una tematica di fondamentale importanza. I consumatori sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/perche-scegliere-la-consulenza-sostenibilita/">Perché scegliere la Consulenza Sostenibilità</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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<h1 class="wp-block-heading">Perché scegliere la Consulenza Sostenibilità</h1>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Nell&#8217;attuale panorama aziendale, la sostenibilità è diventata una tematica di fondamentale importanza. I consumatori sono sempre più attenti all&#8217;impatto ambientale e sociale delle aziende con cui interagiscono, e le normative Europee stanno diventando sempre più rigorose in merito alla <a href="https://www.parryassociati.com/sostenibilita/">sostenibilità</a>. In questo contesto, la consulenza per la sostenibilità può rappresentare una soluzione efficace per le imprese che desiderano adottare un approccio più responsabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Vantaggi della Consulenza per la Sostenibilità</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Miglioramento delle Prestazioni Aziendali</h3>



<p>La consulenza in sostenibilità  e innovazione offre alle imprese l&#8217;opportunità di migliorare le proprie prestazioni aziendali. Gli esperti in sostenibilità possono analizzare le pratiche attuali dell&#8217;azienda e identificare le aree che necessitano di miglioramento. Attraverso l&#8217;implementazione di strategie sostenibili, come l&#8217;ottimizzazione delle risorse, l&#8217;adozione di processi produttivi più efficienti e la riduzione delle emissioni, le imprese possono ridurre i costi operativi, migliorare l&#8217;efficienza e aumentare la produttività complessiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conformità Normativa</h3>



<p>La legislazione riguardante la sostenibilità è in continua evoluzione. Gli esperti in consulenza per la sostenibilità sono aggiornati sulle ultime normative e possono aiutare le imprese a rimanere in conformità con le leggi ambientali e sociali. Questo non solo evita sanzioni legali, ma contribuisce anche a creare una reputazione di azienda responsabile, che può essere un vantaggio competitivo nell&#8217;attuale mercato. Scopriamo insieme la <a href="https://www.parryassociati.com/lunione-europea-adotta-la-direttiva-sul-reporting-di-sostenibilita-aziendale/">nuova CSRD</a> .</p>



<h3 class="wp-block-heading">Miglioramento dell&#8217;Immagine e della Reputazione</h3>



<p>La sostenibilità è diventata un elemento chiave per la percezione che i consumatori hanno delle aziende. I consumatori preferiscono fare affari con aziende che dimostrano un impegno autentico verso la sostenibilità. La consulenza per la sostenibilità può aiutare le imprese a sviluppare una strategia di comunicazione efficace per trasmettere i loro sforzi in questo ambito. Ciò può migliorare l&#8217;immagine e la reputazione aziendale, generando fiducia e fedeltà dei clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implementazione di Pratiche Sostenibili</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Valutazione dell&#8217;Impatto Ambientale</h3>



<p>Uno dei principali compiti della consulenza per la sostenibilità è quello di valutare l&#8217;impatto ambientale di un&#8217;azienda. Gli esperti possono analizzare le attività dell&#8217;azienda e identificare le aree in cui possono essere apportate modifiche per ridurre l&#8217;impatto ambientale. Ciò potrebbe includere l&#8217;adozione di energie rinnovabili, la riduzione degli sprechi, l&#8217;uso di materiali riciclati e molto altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gestione delle Catene di Approvvigionamento Sostenibili</h3>



<p>La consulenza per la sostenibilità può anche aiutare le imprese a sviluppare catene di approvvigionamento sostenibili. Gli esperti possono valutare i fornitori e le pratiche di approvvigionamento dell&#8217;azienda, garantendo che siano allineate con gli standard sostenibili. Ciò può contribuire a ridurre l&#8217;impatto ambientale complessivo dell&#8217;azienda e promuovere pratiche etiche lungo l&#8217;intera catena di fornitura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Coinvolgimento degli Stakeholder</h3>



<p>La consulenza per la sostenibilità può anche facilitare il coinvolgimento degli stakeholder nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili. Gli esperti possono aiutare le imprese a comunicare con i dipendenti, i fornitori, i clienti e altre parti interessate, coinvolgendoli nel processo decisionale e creando un senso di appartenenza e responsabilità condivisa. Questo approccio inclusivo può portare a risultati più efficaci e a una maggiore adozione delle pratiche sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Importanza del Coinvolgimento degli Stakeholder</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Miglior comprensione delle esigenze e delle aspettative</h3>



<p>Il <a href="https://www.parryassociati.com/brand-reputation/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coinvolgimento degli stakeholder</a> consente alle imprese di acquisire una migliore comprensione delle esigenze e delle aspettative di coloro che sono direttamente o indirettamente influenzati dalle loro attività. Attraverso un dialogo aperto e una comunicazione efficace, le imprese possono identificare le principali preoccupazioni e i desideri dei loro stakeholder. Questa conoscenza approfondita consente alle imprese di adattare le proprie strategie e operazioni per soddisfare le aspettative degli stakeholder, migliorando così la reputazione aziendale e la fiducia dei clienti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rilevanza per la sostenibilità</h3>



<p>Nel contesto della sostenibilità, il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale. Le questioni ambientali, <a href="https://www.parryassociati.com/promuovere-linclusione-sociale-per-una-sostenibilita-aziendale-duratura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sociali</a> ed economiche sono diventate sempre più importanti per le imprese e per la società nel suo complesso. Coinvolgere gli stakeholder nelle decisioni relative alla sostenibilità consente alle imprese di comprendere meglio gli impatti delle proprie azioni e di sviluppare strategie più efficaci per affrontare tali questioni. Inoltre, coinvolgere gli stakeholder può facilitare l&#8217;adozione di pratiche sostenibili da parte di tutta la catena di fornitura, creando un impatto positivo a livello globale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Comunicazione trasparente</h3>



<p>La comunicazione trasparente è fondamentale per il coinvolgimento degli stakeholder. Le imprese devono comunicare in modo chiaro e comprensibile, <a href="http://www.iap.it">fornendo informazioni accurate</a> e aggiornate sugli sviluppi aziendali e sulle questioni rilevanti. La comunicazione deve essere aperta e inclusiva, consentendo agli stakeholder di esprimere le proprie opinioni e di fornire un feedback costruttivo. La trasparenza favorisce la fiducia reciproca e il coinvolgimento attivo degli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Collaborazione e partenariato</h3>



<p>La collaborazione e il partenariato sono elementi chiave nel coinvolgimento degli stakeholder. Le imprese possono lavorare insieme agli stakeholder per sviluppare soluzioni condivise e raggiungere obiettivi comuni. Questo può includere la creazione di comitati consultivi, l&#8217;organizzazione di incontri periodici o la collaborazione con organizzazioni esterne. La collaborazione e il partenariato promuovono una condivisione delle responsabilità e una maggiore efficacia nel raggiungimento dei risultati desiderati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>La consulenza per la sostenibilità rappresenta una soluzione preziosa per le imprese che desiderano adottare un approccio più responsabile e sostenibile. Oltre a offrire numerosi vantaggi, come il miglioramento delle prestazioni aziendali, la conformità normativa e l&#8217;immagine aziendale, la consulenza per la sostenibilità può guidare le imprese nella transizione verso pratiche più sostenibili, consentendo loro di contribuire attivamente alla protezione dell&#8217;ambiente e alla creazione di un futuro migliore. Non esitate a considerare la consulenza per la sostenibilità come una scelta strategica per il vostro business. Affidati a una società di consulenza per la sostenibilità, chiama Parry &amp; Associati al numero 039.2395245 e richiedi una proposta di affiancamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/perche-scegliere-la-consulenza-sostenibilita/">Perché scegliere la Consulenza Sostenibilità</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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