Direttiva CSDD

Direttiva CSDD, ultimi aggiornamenti dall’Europa

In Aprile vi avevamo fornito una prima visione della Direttiva CSDD e delle eventuali conseguenze sulle aziende in caso di applicazione. Ricordiamo brevemente di cosa si tratta:

La CSDDD o Corporate Sustainability Due Diligence Directive si occupa dell’obbligo da parte delle aziende di implementare un processo di due diligence, in rapporto agli impatti diretti e indiretti che le loro attività possono avere su diritti umani e ambiente. Da notare che gli impatti indiretti sono quelli generati dalla propria supply chain. Per questo motivo è vero che questa Direttiva riguarderà le grandi aziende, ma è ancora più vero che dovendo operare audit sulla propria catena di fornitura, anche le PMI dovranno cercare di adeguarsi. Non è ancora chiaro se si agirà solo sulla supply chain, primo livello, o sulla value chain, cioè anche sui subfornitori.

Ebbene il 13 Dicembre il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla Direttiva CSDD, che mira a rafforzare la protezione dell’ambiente e dei diritti umani nell’UE e nel mondo. La direttiva sulla due diligence fisserà obblighi per le grandi aziende riguardo agli effetti negativi effettivi e potenziali sui diritti umani e sull’ambiente, rispetto alle loro stesse operazioni, a quelle delle loro filiali e a quelle svolte dai loro partner commerciali.

Obblighi per le aziende

La direttiva sulla dovuta diligenza stabilisce norme sugli obblighi per le grandi aziende riguardo agli effetti negativi effettivi e potenziali sull’ambiente e sui diritti umani per la loro catena di attività che copre i partner commerciali a monte dell’azienda e parzialmente le attività a valle, come la distribuzione o il riciclo.

La direttiva prevede inoltre norme sulle sanzioni e sulla responsabilità civile in caso di violazione di tali obblighi; richiede alle aziende di adottare un piano che garantisca che il loro modello di business e la loro strategia siano compatibili con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Principali elementi dell’accordo

L’accordo provvisorio raggiunto oggi tra i due colegislatori inquadra il campo di applicazione della direttiva, chiarisce le responsabilità delle imprese inadempienti, definisce meglio le diverse sanzioni e completa l’elenco dei diritti e dei divieti che le imprese dovrebbero rispettare.

Campo di applicazione della Direttiva

L’accordo fissa il campo di applicazione della direttiva sulle grandi imprese che hanno più di 500 dipendenti e un fatturato netto mondiale di 150 milioni di euro. Per le imprese extra-Ue si applicherà se hanno un fatturato netto di 150 milioni di euro generato nell’Ue, a tre anni dall’entrata in vigore della direttiva. La Commissione dovrà pubblicare un elenco delle società extra-UE che rientrano nel campo di applicazione della direttiva.

Settore finanziario
Secondo l’accordo raggiunto oggi, il settore finanziario sarà temporaneamente escluso dal campo di applicazione della direttiva, ma ci sarà una clausola di revisione per un’eventuale futura inclusione di questo settore sulla base di una sufficiente valutazione d’impatto.

Cambiamenti climatici e responsabilità civile

Il compromesso raggiunto oggi rafforza le disposizioni relative all’obbligo per le grandi imprese per adottare e attuare, con il massimo impegno, un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
Per quanto riguarda la responsabilità civile, l’accordo rafforza l’accesso alla giustizia delle persone colpite. Stabilisce un periodo di cinque anni per presentare ricorsi da parte di coloro che sono interessati da impatti negativi (compresi i sindacati o le organizzazioni della società civile). Limita inoltre la divulgazione di prove, misure ingiuntive e costi del procedimento per i ricorrenti.

Come ultima risorsa, le aziende che identificano impatti negativi sull’ambiente o sui diritti umani da parte di alcuni dei loro partner commerciali dovranno interrompere tali rapporti commerciali quando tali impatti non possono essere prevenuti o risolti.

Sanzioni

Per le imprese che non pagano le sanzioni comminate loro in caso di violazione della direttiva, l’accordo provvisorio prevede diverse misure ingiuntive e prende in considerazione il fatturato dell’impresa per imporre sanzioni pecuniarie (ovvero un minimo massimo del 5% del fatturato netto dell’azienda). L’accordo prevede l’obbligo per le aziende di portare avanti un impegno significativo, compreso il dialogo e la consultazione con le parti interessate, come una delle misure del processo di due diligence.

Appalti pubblici

L’accordo stabilisce che il rispetto della Direttiva CSDD possa essere qualificato come criterio per l’aggiudicazione di appalti e concessioni pubbliche.

Definizioni
L’accordo provvisorio chiarisce gli obblighi per le aziende descritti nell’Allegato I, un elenco di diritti e divieti specifici che costituiscono un impatto negativo sui diritti umani quando vengono abusati o violati. L’elenco fa riferimento a strumenti internazionali che sono stati ratificati da tutti gli Stati membri e che stabiliscono standard sufficientemente chiari che possono essere rispettati dalle aziende.

Il compromesso aggiunge nuovi elementi agli obblighi e agli strumenti elencati nell’allegato per quanto riguarda i diritti umani, in particolare per i gruppi vulnerabili e le convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che potranno essere aggiunti all’elenco, mediante atti delegati, una volta ratificati da tutti gli Stati membri.

L’accordo provvisorio introduce inoltre nell’allegato riferimenti ad altre convenzioni delle Nazioni Unite, il Patto internazionale sui diritti civili e politici o il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, o la Convenzione sui diritti del bambino. Allo stesso modo, il compromesso chiarisce la natura degli impatti ambientali coperti da questa direttiva come qualsiasi degrado ambientale misurabile, come cambiamenti dannosi del suolo, inquinamento dell’acqua o dell’aria, emissioni nocive o consumo eccessivo di acqua o altri impatti sulle risorse naturali.

Prossimi passi

L’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo deve ora essere approvato e adottato formalmente da entrambe le istituzioni. Noi di Parry & Associati seguiremo l’iter Legislativo della Direttiva CSDD e la stesura del documento finale. Per una Consulenza sull’argomento, potete chiamarci allo 039.2305245.