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	<title>ESG Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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	<description>sostenibilità, digital marketing e social media</description>
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	<title>ESG Archivi - Parry &amp; Associati</title>
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		<title>Sostenibilità nel Retail: Come Raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda ONU</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/sostenibilita-nel-retail-come-raggiungere-gli-obiettivi-dellagenda-onu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 13:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[consumo responsabile retail]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore del retail ha subito un cambiamento epocale: le aziende non sono più valutate solo in [&#8230;]</p>
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<p></p>



<p>Negli ultimi anni, il settore del retail ha subito un cambiamento epocale: le aziende non sono più valutate solo in base alla qualità dei loro prodotti, ma anche per il loro impegno nella sostenibilità. La pressione sociale, la spinta normativa e la crescente sensibilità dei consumatori spingono i brand a ridefinire le proprie strategie aziendali. Uno dei principali riferimenti per il settore è l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), che fissano linee guida ambiziose per costruire un futuro più equo e sostenibile.</p>



<p>Questo articolo esplora le azioni concrete che i retailer possono mettere in campo per contribuire agli SDGs, con focus sui riferimenti normativi e sui trend di sostenibilità rilevanti nel retail, per costruire una strategia efficace e allineata agli standard internazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. L’Agenda ONU 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)</h3>



<p>L’Agenda 2030, approvata nel 2015 da 193 Paesi membri dell&#8217;ONU, ha fissato 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) per risolvere questioni globali come la povertà, la fame, la salute, l’istruzione, la parità di genere, e la sostenibilità ambientale. Questi obiettivi mirano a creare un sistema globale più equo e sostenibile, stimolando il settore privato ad assumere un ruolo chiave nella realizzazione di tali obiettivi entro il 2030.</p>



<p>Per il settore retail, la sostenibilità diventa non solo un valore etico ma un obbligo strategico. Il retail, con i suoi vasti cicli produttivi e di consumo, ha un impatto significativo sugli SDGs, in particolare su quelli che riguardano l’uso sostenibile delle risorse, il lavoro dignitoso e la lotta ai cambiamenti climatici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. I Principali SDGs per il Retail e le Azioni Chiave</h3>



<p>Di seguito esploriamo i principali SDGs a cui i retailer possono contribuire e le azioni chiave che le aziende possono implementare per avere un impatto positivo:</p>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 12: Consumo e Produzione Responsabili</h4>



<p>Uno degli SDGs più rilevanti per il retail è il numero 12, che promuove modelli di consumo e produzione sostenibili. Il settore può impegnarsi a ridurre gli sprechi lungo tutta la catena di fornitura, ottimizzando il packaging, e promuovendo il riciclo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riduzione degli Imballaggi</strong>: L’uso di materiali riciclati e biodegradabili è essenziale. I retailer possono scegliere fornitori con certificazioni come FSC (Forest Stewardship Council) e adottare packaging minimalista per ridurre l’uso di plastica e materiali dannosi per l’ambiente.</li>



<li><strong>Gestione Efficiente dei Rifiuti</strong>: Programmi di ritorno dei prodotti a fine vita e sistemi di riciclaggio possono aiutare a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti venduti.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 8: Lavoro Dignitoso e Crescita Economica</h4>



<p>Un altro obiettivo cruciale per il settore retail è garantire condizioni di lavoro eque e dignitose lungo tutta la filiera. Il settore retail è noto per l&#8217;uso esteso di manodopera e la collaborazione con paesi in via di sviluppo. Adottare standard di lavoro equi e investire nelle comunità locali è fondamentale per raggiungere questo obiettivo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Contratti di Lavoro Equi e Responsabili</strong>: Assicurarsi che i fornitori aderiscano a standard come la SA8000 per la responsabilità sociale e monitorare regolarmente le condizioni dei lavoratori.</li>



<li><strong>Investimenti nelle Comunità</strong>: I retailer possono contribuire alla crescita economica dei Paesi produttori sostenendo infrastrutture locali e garantendo salari dignitosi.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 13: Azione per il Clima</h4>



<p>Il cambiamento climatico è uno dei maggiori problemi del nostro tempo, e l’SDG 13 invita tutti i settori ad adottare misure urgenti. Le attività di produzione e logistica del retail hanno un impatto significativo sulle emissioni di CO₂ e sulla gestione delle risorse.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riduzione delle Emissioni di CO₂</strong>: Migliorare l’efficienza energetica dei negozi e adottare fonti di energia rinnovabile sono passi importanti per ridurre l’impatto climatico. Molte aziende hanno già adottato standard di efficienza energetica LEED per i propri edifici.</li>



<li><strong>Supply Chain Sostenibile</strong>: L’utilizzo di trasporti a basso impatto ambientale e la scelta di fornitori locali possono aiutare a ridurre le emissioni. Partnership con aziende di logistica sostenibile sono sempre più diffuse.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">SDG 5: Parità di Genere</h4>



<p>La parità di genere è un aspetto essenziale per un retail responsabile. Le aziende devono impegnarsi per garantire uguali opportunità di crescita per tutte le persone, ridurre il divario retributivo e creare ambienti di lavoro inclusivi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Equità Salariare e Inclusività</strong>: Monitorare e correggere eventuali disparità salariali è fondamentale per una strategia sostenibile. Inoltre, i retailer dovrebbero promuovere la diversità e l’inclusione, stabilendo programmi di formazione e mentorship.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">3. La Normativa sulla Sostenibilità per il Retail: Standard, Regolamenti e Certificazioni</h3>



<p>La normativa legata alla sostenibilità nel settore retail sta diventando sempre più stringente. A livello europeo, il Green Deal e il regolamento Corporate Sustainability Reporting Directive <a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">(CSRD)</a> stabiliscono criteri specifici per le aziende, inclusi i retailer, obbligandole a riportare pubblicamente le proprie attività e risultati in ambito ambientale e sociale.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)</strong>: Questa direttiva obbliga le grandi imprese, comprese le catene retail, a fornire un report dettagliato sulla loro performance di sostenibilità. Entro il 2025, le aziende dovranno allineare i propri report agli standard di reporting ESG dell’UE (European Sustainability Reporting Standards &#8211; ESRS), coprendo temi come il cambiamento climatico, l’impatto ambientale e il trattamento dei lavoratori nella supply chain.</li>



<li><strong>Green Claims</strong>: Il regolamento sulle dichiarazioni ambientali (Green Claims) sta prendendo piede nell&#8217;UE per evitare il greenwashing, ovvero l’uso di affermazioni ingannevoli riguardo alla sostenibilità. I retailer devono garantire che le proprie dichiarazioni di sostenibilità siano verificabili e trasparenti, per non incorrere in sanzioni.</li>



<li><strong>Certificazioni Ambientali</strong>: Esistono certificazioni volontarie come ISO 14001 per la gestione ambientale, che sono riconosciute come standard per dimostrare l’impegno alla sostenibilità.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">4. Trend Emergenti nella Sostenibilità del Retail</h3>



<p>Le aziende retail possono sfruttare alcune tendenze emergenti per migliorare la loro sostenibilità e rispondere alle esigenze dei consumatori moderni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tracciabilità dei Prodotti</strong>: I consumatori chiedono sempre più trasparenza. La tracciabilità lungo tutta la filiera consente alle aziende di garantire l’etica e la sostenibilità dei prodotti. Tecnologie come la blockchain facilitano il monitoraggio dei prodotti, dal produttore al consumatore finale.</li>



<li><strong>Second-hand e Economia Circolare</strong>: Il mercato dell’usato sta crescendo esponenzialmente, guidato dalla domanda di soluzioni più sostenibili. I retailer possono avviare programmi di rivendita o offrire sconti per chi restituisce prodotti a fine vita.</li>



<li><strong>Tecnologia e Innovazione per la Sostenibilità</strong>: Le innovazioni tecnologiche permettono ai retailer di ridurre gli sprechi e ottimizzare i processi. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">5. Vantaggi della Sostenibilità nel Retail</h3>



<p>Impegnarsi nella sostenibilità non solo aiuta l’ambiente, ma può anche portare numerosi vantaggi economici e reputazionali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fidelizzazione dei Clienti</strong>: I consumatori sono sempre più consapevoli delle questioni ambientali e premiano le aziende che dimostrano un impegno sincero nella sostenibilità. Secondo un sondaggio di IBM e della <a href="https://nrf.com/">National Retail Federation </a>, il 57% dei consumatori è disposto a cambiare le proprie abitudini di acquisto per ridurre l&#8217;impatto ambientale.</li>



<li><strong>Risparmi Operativi</strong>: Migliorare l’efficienza energetica e ridurre i rifiuti lungo la filiera riduce i costi operativi. Le soluzioni di logistica sostenibile, ad esempio, possono ridurre i costi di trasporto e di stoccaggio.</li>



<li><strong>Accesso a Mercati e Investitori</strong>: Molti investitori istituzionali scelgono di investire solo in aziende con alti standard ESG. La sostenibilità è anche uno dei criteri considerati nei bandi pubblici e privati.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Un Retail Sostenibile per un Futuro più Equo</h3>



<p>Il settore retail è al centro di una trasformazione cruciale verso la sostenibilità. Adottare pratiche sostenibili non è più un’opzione, ma una necessità per rimanere competitivi e allineati agli standard internazionali. Con l’Agenda ONU e le nuove normative, i retailer hanno l’opportunità di trasformare il proprio modello di business per contribuire a un futuro più giusto e sostenibile.</p>



<p>Per tutti coloro che desiderano migliorare la sostenibilità del proprio retail, <a href="https://www.parryassociati.com/"> Parry e Associati</a> offre consulenza specializzata per sviluppare strategie ESG efficaci e conformi alle normative, garantendo un impatto positivo e duraturo sia per l’azienda che per la comunità.</p>
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		<title>Come comunicare la sostenibilità aziendale</title>
		<link>https://www.parryassociati.com/come-comunicare-la-sostenibilita-aziendale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 14:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare la sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sustainability]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi la sostenibilità aziendale non è solo un&#8217;opportunità, ma una necessità per tutte le aziende che desiderano rimanere competitive e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi la <strong>sostenibilità aziendale</strong> non è solo un&#8217;opportunità, ma una necessità per tutte le aziende che desiderano rimanere competitive e credibili nel mercato. Tuttavia, la vera sfida non risiede solo nell&#8217;implementazione di pratiche sostenibili, ma nella capacità di comunicarle in modo efficace e trasparente. Una comunicazione strutturata e ben pianificata è essenziale per rafforzare la fiducia di tutti gli stakeholder e per dimostrare l&#8217;impegno dell&#8217;azienda verso un futuro responsabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la sostenibilità aziendale? </h3>



<p>La sostenibilità aziendale comprende la gestione responsabile delle risorse naturali, il miglioramento delle condizioni sociali e la capacità di generare valore economico nel lungo termine. Questi tre aspetti—ambientale, sociale ed economico—definiscono le basi del concetto di <strong>sostenibilità aziendale</strong>. Tuttavia, l&#8217;applicazione di questi principi non è sufficiente se non vengono comunicati con chiarezza e trasparenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità come valore integrato </h3>



<p>Per comunicare correttamente la sostenibilità, è fondamentale che essa sia percepita come parte integrante della strategia aziendale, e non solo come un&#8217;aggiunta. In molte aziende, la sostenibilità è vista ancora come un costo o un&#8217;opportunità di marketing piuttosto che come una leva strategica per creare valore duraturo. Questo approccio frammentato crea incoerenza nella comunicazione esterna e interna e genera sfiducia tra gli stakeholder.</p>



<p><strong>Integrare la sostenibilità</strong> significa includerla in tutte le fasi decisionali dell&#8217;impresa, collegandola agli obiettivi aziendali, alla governance, e ai processi operativi. Solo in questo modo la comunicazione può essere percepita come autentica e coerente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo della trasparenza nella comunicazione della sostenibilità </h3>



<p>Uno dei pilastri della comunicazione della sostenibilità è la <strong>trasparenza</strong>. Le aziende devono essere in grado di fornire dati concreti, risultati misurabili e informazioni verificabili sul loro impegno sostenibile. La trasparenza è cruciale per prevenire accuse di <strong>greenwashing</strong> e per costruire una reputazione solida e credibile nel tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Greenwashing: una minaccia alla credibilità </h3>



<p>Il <strong>greenwashing</strong> è il fenomeno attraverso il quale un&#8217;azienda esagera o falsifica le proprie iniziative ambientali, con l&#8217;obiettivo di migliorare la propria immagine senza un reale impegno verso la sostenibilità. Negli ultimi anni, i consumatori e gli investitori sono diventati sempre più critici e attenti alle dichiarazioni ambientali delle aziende, cercando di capire se queste siano fondate o meno. Il rischio di greenwashing può avere conseguenze devastanti per un&#8217;azienda, compromettendo la fiducia degli stakeholder e portando a ripercussioni legali e reputazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rendicontazione ESG: obblighi e opportunità </h3>



<p>Con l&#8217;introduzione della <strong>CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive)</strong>, le aziende di grandi dimensioni saranno obbligate a rendicontare in modo dettagliato le proprie performance in ambito <strong>ESG</strong> (ambientale, sociale e di governance). Questo nuovo standard normativo rappresenta una sfida per molte aziende, ma anche un&#8217;opportunità per dimostrare un vero impegno verso la sostenibilità.</p>



<p>La rendicontazione ESG non dovrebbe essere percepita come un semplice obbligo di conformità, ma come un mezzo per rafforzare la credibilità aziendale. Attraverso la pubblicazione di r<a href="https://www.parryassociati.com/la-direttiva-csrd-recepimento-in-italia/">eport accurati e trasparenti</a>, le aziende possono mostrare i loro progressi in ambito sostenibile e dimostrare di agire in linea con le aspettative normative e sociali. Questo non solo migliora la fiducia degli investitori, ma contribuisce a posizionare l&#8217;azienda come leader in un mercato sempre più orientato ai criteri ESG.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della coerenza nei canali di comunicazione </h3>



<p>Comunicare la sostenibilità aziendale non significa solo trasmettere un messaggio attraverso i tradizionali canali di marketing. La coerenza del messaggio attraverso tutti i canali è fondamentale per creare un&#8217;immagine autentica e affidabile. Le aziende devono coordinare la loro comunicazione sia online che offline, assicurandosi che i valori sostenibili siano chiaramente rappresentati in ogni punto di contatto con i consumatori e gli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Canali esterni: dalla pubblicità alla comunicazione digitale </h3>



<p>La sostenibilità deve essere comunicata attraverso diversi canali, a seconda del pubblico di riferimento. I canali esterni, come la pubblicità, i social media e il sito web aziendale, giocano un ruolo fondamentale nel trasmettere l&#8217;impegno sostenibile dell&#8217;azienda verso un pubblico ampio. Tuttavia, è essenziale che il messaggio sia chiaro, trasparente e allineato con le azioni concrete dell&#8217;impresa. E&#8217; essenziale che le asserzioni ambientali siano supportate da evidenza scientifica. Sappiamo quanto in questo momento la comunicazione sia oggetto di valutazione da parte delle <a href="https://www.iap.it/">Authority </a>ed è fondamentale evitare di essere colti impreparati in caso di richieste di approfondimenti e chiarimenti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sito web</strong>: Il sito web aziendale dovrebbe includere una sezione dedicata alla sostenibilità, con report ESG dettagliati e informazioni aggiornate sulle iniziative aziendali. Ora la nuova normativa CSRD stabilisce che il formato della rendicontazione di sostenibilità possa essere anche digitale ma in un formato coerente con la normativa.</li>



<li><strong>Social media</strong>: I social network sono uno strumento potente per coinvolgere un pubblico più giovane e attento alle tematiche ambientali. Tuttavia, è importante evitare toni eccessivamente promozionali, concentrandosi invece su contenuti educativi e informativi. E&#8217; utili altresì adottare &#8220;l&#8217;arte della cedevolezza&#8221; se ritenete di NON aver raggiunto un obiettivo, arrendetevi, comunicatelo. La vostra audience apprezzerà l&#8217;autenticità del messaggio. </li>



<li><strong>Relazioni pubbliche</strong>: La partecipazione a conferenze e la collaborazione con enti di certificazione e organizzazioni non governative possono rafforzare la credibilità dell&#8217;azienda e dimostrare l&#8217;impegno verso una sostenibilità reale e tangibile.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Canali interni: il ruolo della comunicazione interna</h3>



<p>La comunicazione della sostenibilità non può limitarsi al pubblico esterno. <strong>La comunicazione interna</strong> è un elemento cruciale per garantire che tutti i dipendenti comprendano e abbraccino i valori sostenibili dell&#8217;azienda. Solo quando la sostenibilità è compresa e condivisa all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, essa può essere comunicata in modo autentico all&#8217;esterno.</p>



<p>Una buona comunicazione interna non solo aiuta i dipendenti a sentirsi coinvolti nelle iniziative aziendali, ma aumenta anche la loro motivazione e il senso di appartenenza. Questo tipo di coinvolgimento interno si traduce in una comunicazione esterna più forte e credibile, poiché i dipendenti diventano ambasciatori del brand.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La formazione come leva di coinvolgimento</h3>



<p>Oltre alla semplice trasmissione di informazioni, la <strong>formazione continua</strong> sui temi della sostenibilità è essenziale per creare consapevolezza tra i dipendenti. Le aziende dovrebbero investire in programmi di formazione specifici per educare il personale sui temi ambientali, sociali e di governance. Questo non solo garantisce una migliore comprensione delle strategie sostenibili, ma favorisce anche lo sviluppo di nuove idee e soluzioni innovative all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La comunicazione della sostenibilità come vantaggio strategico </h3>



<p>La comunicazione della <strong>sostenibilità aziendale</strong> è un processo complesso, che richiede trasparenza, coerenza e un impegno reale verso la sostenibilità. Non basta implementare iniziative sostenibili: è essenziale saperle comunicare in modo credibile, evitando il rischio di greenwashing e sfruttando la rendicontazione ESG come opportunità di crescita. Una corretta comunicazione, tanto interna quanto esterna, può diventare una leva strategica per migliorare la reputazione dell&#8217;azienda e attrarre investitori e consumatori attenti alle pratiche sostenibili.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Se vuoi saperne di più, se hai un progetto di Sostenibilità, se vuoi fare della formazione ai tuoi dipendenti chiama Parry &amp; Associati al numero 039.2305245</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/come-comunicare-la-sostenibilita-aziendale/">Come comunicare la sostenibilità aziendale</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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		<title>ESG: La bussola normativa per un futuro sostenibile in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Parry]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 14:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Direttive e Regolamenti]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
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		<category><![CDATA[CSRD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità è un pilastro fondamentale del Green Deal europeo, un ambizioso piano per rendere l&#8217;Europa il primo continente a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/esg-la-bussola-normativa-per-un-futuro-sostenibile-in-europa/">ESG: La bussola normativa per un futuro sostenibile in Europa</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sostenibilità è un pilastro fondamentale del Green Deal europeo, un ambizioso piano per rendere l&#8217;Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. In questo contesto, la Normativa ESG assume un ruolo di primaria importanza, fornendo una bussola per orientarsi nel complesso panorama degli investimenti sostenibili e guidare la transizione verso un&#8217;economia più verde e resiliente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La genesi della Normativa ESG</h3>



<p>Le radici della Normativa ESG si possono rintracciare nella crescente consapevolezza delle sfide globali, come il cambiamento climatico, l&#8217;esaurimento delle risorse naturali e le disparità sociali. La Commissione Europea ha identificato la finanza sostenibile come uno strumento chiave per affrontare queste sfide e ha avviato un percorso normativo per indirizzare i flussi di capitali verso attività economiche sostenibili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Regolamento UE 2019/2088 SFDR</h4>



<p>Il Regolamento UE 2019/2088, noto anche come SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation), è un punto di riferimento cruciale per la trasparenza e la divulgazione delle informazioni ESG nel settore finanziario. Esso impone agli operatori finanziari di fornire informazioni chiare sui rischi e sugli impatti ESG dei loro investimenti, al fine di consentire agli investitori di prendere decisioni informate.</p>



<p><strong>Obiettivo: </strong>migliorare la trasparenza delle informazioni ESG integrate nei processi decisionali di investimento.</p>



<p><strong>Applicazione: </strong>a gestori patrimoniali, compagnie di assicurazione e consulenti finanziari.</p>



<p><strong>Principali obblighi:</strong></p>



<p>Pubblicazione di informazioni sulla strategia di integrazione dei rischi ESG.</p>



<p>Dichiarazione di conformità ai principi SFDR.</p>



<p>Segnalazione degli indicatori di sostenibilità.</p>



<p>Livelli di dettaglio crescenti (livello 1 dal 10 marzo 2021, livello 2 in fase di definizione).</p>



<p>Obbligo di classificazione delle informazioni ESG secondo la Tassonomia europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Regolamento Tassonomia <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L_202302486&amp;qid=1712224918657">(Link Testo qui) </a>oppure <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/TASSONOMIA-OJ_L_202302486_IT_TXT.pdf">download </a></h3>



<p>La Tassonomia rappresenta un sistema di classificazione armonizzato a livello europeo, mirato a definire quali attività economiche possono essere considerate sostenibili. Questo strumento fornisce una guida fondamentale per identificare le attività che contribuiscono in modo significativo agli obiettivi ambientali dell&#8217;UE, facilitando così gli investimenti in progetti verdi e sostenibili.</p>



<p><strong>Obiettivo</strong>: creare un sistema di classificazione comune per le attività economiche sostenibili.</p>



<p><strong>Struttura: </strong>sei macro-obiettivi ambientali e criteri tecnici per classificare le attività.</p>



<p>Benefici:</p>



<p>Migliore comparabilità degli investimenti sostenibili.</p>



<p>Prevenzione del greenwashing.</p>



<p>Orientamento degli investimenti verso attività realmente sostenibili.</p>



<p>Sviluppo di nuovi prodotti finanziari e servizi.</p>



<p>Contributo alla decarbonizzazione dell&#8217;economia europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Normativa ESG: CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) Link <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022L2464">testo qui</a> oppure <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/CSRD.pdf">Download </a></h3>



<p>Il CSRD è una proposta legislativa dell&#8217;UE che mira a rafforzare la rendicontazione delle imprese in materia di sostenibilità. Questo nuovo quadro normativo estenderà l&#8217;obbligo di rendicontazione ESG a un numero più ampio di società, garantendo una maggiore trasparenza e responsabilità sulle questioni ambientali, sociali e di governance. L’introduzione della <a href="https://www.parryassociati.com/direttiva-csdd-ultimi-aggiornamenti-dalleuropa/">Corporate Social Responsibility Directive</a>  amplia notevolmente il perimetro di aziende coinvolte nella redazione dell’informativa di sostenibilità rispetto all’attuale NFRD (Non-Financial Reporting Directive)</p>



<p>Obiettivo: estendere l&#8217;obbligo di rendicontazione non finanziaria a un numero maggiore di aziende.</p>



<p>Applicazione: a circa 49.000 aziende europee con oltre 250 dipendenti. (in Italia circa 4000)</p>



<p></p>



<p>Su questa direttiva è bene dilungarsi sulla gradualità dell&#8217;applicazione prevista. </p>



<p>La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) si applica a un&#8217;ampia gamma di aziende europee, con l&#8217;obiettivo di aumentare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni sulla sostenibilità.</p>



<p>L&#8217;obbligo di rendicontazione avrà un&#8217;estensione graduale, suddivisa in tre fasi:</p>



<h5 class="wp-block-heading">1° gennaio 2024:</h5>



<p>Grandi imprese di interesse pubblico:</p>



<p>Superano il numero medio di 500 dipendenti durante l&#8217;esercizio.</p>



<p>Imprese madri di un grande gruppo:</p>



<p>Superano il numero medio di 500 dipendenti durante l&#8217;esercizio (su base consolidata).</p>



<h5 class="wp-block-heading">1° gennaio 2025:</h5>



<p>Grandi imprese:</p>



<p>Superano due di tre criteri alla data di chiusura del bilancio:</p>



<p>Totale dell&#8217;attivo di stato patrimoniale: 20 milioni di euro.</p>



<p>Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro.</p>



<p>Numero medio di dipendenti occupati nell&#8217;esercizio: 250.</p>



<p>Imprese madri di un grande gruppo:</p>



<p>Superano i criteri sopra elencati su base consolidata.</p>



<h5 class="wp-block-heading">1° gennaio 2026:</h5>



<p>PMI e enti di interesse pubblico (non microimprese):</p>



<p>Rientrano nella definizione di &#8220;grandi imprese&#8221; secondo i criteri sopra elencati.</p>



<p>Imprese di assicurazione e riassicurazione captive:</p>



<p>Di grande dimensione o di interesse pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Principali obblighi per le aziende :</h3>



<p>Pubblicazione di un report di sostenibilità con informazioni su aspetti ambientali, sociali e di governance.</p>



<p>Assicurazione della revisione contabile del report.</p>



<p>Utilizzo di standard di rendicontazione riconosciuti (es. EFRAG,GRI).</p>



<p>Collegamento tra rendicontazione finanziaria e non finanziaria.</p>



<p>Coinvolgimento degli stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/csddd.pdf">Download</a> </h3>



<p>La CSDDD è una proposta volta a garantire che le aziende rispettino gli standard ESG lungo l&#8217;intera catena di approvvigionamento. Questa direttiva imporrebbe alle aziende di condurre una diligente valutazione dei rischi e degli impatti ESG nelle loro attività commerciali, garantendo che le questioni ESG siano prese in considerazione a ogni fase del processo produttivo.</p>



<p>Obiettivo: rafforzare la <a href="https://www.parryassociati.com/direttiva-csdd-ultimi-aggiornamenti-dalleuropa/">due diligence </a>delle aziende in materia di diritti umani e ambiente.</p>



<p>Applicazione: a tutte le aziende europee con più di 500 dipendenti e a quelle con sede nell&#8217;UE con più di 1.000 dipendenti all&#8217;estero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Principali obblighi:</h3>



<p>Identificazione e valutazione dei rischi di impatto negativo su diritti umani e ambiente.</p>



<p>Adozione di misure per prevenire e mitigare<a href="https://www.europarl.europa.eu/portal/it"> tali rischi.</a></p>



<p>Pubblicazione di un piano di due diligence.</p>



<p>Coinvolgimento degli stakeholder.</p>



<p>Riferimento a principi e linee guida internazionali (es. Principi Guida ONU su Imprese e Diritti Umani).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Normativa ESG: Direttiva Greenwashing  <a href="https://www.parryassociati.com/wp-content/uploads/2024/04/green-washing.pdf">Download</a></h3>



<h3 class="wp-block-heading"><br>Direttiva Europea 2024/825: un passo avanti contro il greenwashing e per la tutela dei consumatori</h3>



<p>La <strong>Direttiva (UE) 2024/825</strong>, adottata il 28 febbraio 2024, rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro il <strong>greenwashing</strong> e nel rafforzamento della tutela dei consumatori nel contesto della transizione verde.</p>



<p><strong>Cosa significa greenwashing?</strong></p>



<p>Il greenwashing si verifica quando un&#8217;azienda o un&#8217;organizzazione fa affermazioni false o esagerate sull&#8217;impatto ambientale dei suoi prodotti o servizi per trarre vantaggio dai consumatori sempre più attenti all&#8217;ambiente.</p>



<p><strong>Cosa fa la Direttiva?</strong></p>



<p>La Direttiva introduce diverse misure per contrastare il greenwashing, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Divieto di affermazioni generiche e vaghe</strong>: le aziende non potranno più utilizzare termini come &#8220;sostenibile&#8221;, &#8220;ecologico&#8221; o &#8220;green&#8221; senza fornire informazioni precise e verificabili a supporto delle loro affermazioni.</li>



<li><strong>Obbligo di informazioni chiare e trasparenti</strong>: le aziende dovranno fornire informazioni specifiche sull&#8217;impatto ambientale dei loro prodotti, come l&#8217;impronta di carbonio o l&#8217;uso di risorse.</li>



<li><strong>Metodologie di calcolo armonizzate</strong>: saranno sviluppate metodologie comuni per la valutazione dell&#8217;impatto ambientale dei prodotti, in modo da garantire la comparabilità delle informazioni fornite dalle diverse aziende.</li>



<li><strong>Maggiori controlli e sanzioni</strong>: le autorità nazionali saranno responsabili del controllo del rispetto della Direttiva e potranno applicare sanzioni in caso di violazioni.</li>
</ul>



<p><strong>Quali sono i benefici per i consumatori?</strong></p>



<p>La Direttiva offre ai consumatori diversi vantaggi, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Maggiore consapevolezza</strong>: i consumatori saranno in grado di fare scelte di consumo più informate e consapevoli, basandosi su informazioni accurate e comparabili.</li>



<li><strong>Protezione da pratiche ingannevoli</strong>: i consumatori saranno meno vulnerabili alle false affermazioni delle aziende e avranno maggiore tutela in caso di acquisto di prodotti &#8220;green&#8221; non conformi.</li>



<li><strong>Sostegno alla transizione verde</strong>: la Direttiva contribuirà a promuovere prodotti e servizi realmente sostenibili, favorendo la transizione verso un&#8217;economia più verde.</li>
</ul>



<p><strong>Cosa devono fare le aziende?</strong></p>



<p>. </p>



<p>Entro il 27 marzo 2026, gli Stati membri adottano e pubblicano le misure necessarie per conformarsi alla presente<br>direttiva.</p>



<p>La Aziende dovranno quindi rivedere le loro pratiche di comunicazione e marketing per garantire che siano conformi ai nuovi requisiti di trasparenza e accuratezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.parryassociati.com/esg-la-bussola-normativa-per-un-futuro-sostenibile-in-europa/">ESG: La bussola normativa per un futuro sostenibile in Europa</a> proviene da <a href="https://www.parryassociati.com">Parry &amp; Associati</a>.</p>
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