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Come sappiamo l’’Economia Circolare è un pillar strategico europeo del Green Deal. Ripensare i modelli di business, favorendo la transizione da lineare a circolare, è tra le priorità indicate anche dal Piano di utilizzo del Recovery Fund. Il PNRR o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato dal Governo Italiano il 15 Settembre, contiene molti riferimenti a una svolta “verde” per una nuova economia che possa essere una forza motrice per il nostro Paese. Infatti la “transizione ecologica” è una delle tre linee strategiche su cui si basa il Piano di Rilancio.

Il Green Deal

A livello Europeo, Il Green Deal sviluppa il tema dei rifiuti con due obiettivi: ridurli in modo significativo, oppure lavorare su modelli di conversione/recupero. Il settore della plastica è tra quelli più impattati e che sicuramente dovrà lavorare per immaginare soluzioni alternative e definitive. Come già accaduto in altri settori, per altre fonti inquinanti, la Commissione Europea è propensa a mettere in atto tutte le azioni possibili per risolvere questo problema, misure normative incluse. Quindi andiamo verso modelli di Economia Circolare

Plastica approccio ambizioso

inquinamento plasticaSi tratta di un approccio ambizioso da parte della Commissione Europea che intende eliminare o sostituire la plastica con prodotti biodegradabili o compostabili. Il Trend evidenzia infatti che, senza interventi entro il 2050, vedremo duplicare la quantità di petrolio attualmente utilizzata (20% a livello mondiale). Per supportare la nuova strategia la UE lavorerà su disposizioni vincolanti relative al “contenuto riciclato” e alla “riduzione dei rifiuti”. Ciò servirà a risolvere i cosiddetti problemi di sostenibilità che questo materiale crea, concertando un approccio più sostenibile per ridurre l’inquinamento della plastica globalmente.

Primi Passi

Alcuni passi sono già stati compiuti, se facciamo riferimento alla Direttiva UE sulle plastica monouso (UE 2019/904). Una Direttiva che ha l’obiettivo di contrastare i rifiuti marini, ma non solo, poiché stabilisce regole più stringenti per alcune tipologie di prodotti, indicati come tra quelli più inquinanti.
La stessa Direttiva prevede obiettivi di raccolta e di riciclo per le bottiglie di plastica, oltre a percentuali di contenuto di materiale riciclato obbligatorio. La bottiglie di plastica, per esempio, entro il 2025 dovranno contenere il 25% di materiale riciclato. Entro il 2030 dovranno contenere almeno il 30% dello stesso materiale riciclato.
All’interno del Green Deal il tema viene affrontato in modo più strutturato. Oltre al tema dei rifiuti della plastica, la Commissione ampia il suo raggio di osservazione. Infatti si occuperà anche della presenza di microplastiche nell’ambiente., sia nell’acqua che beviamo, sia nel cibo.

La Strategia dell’UE

sostenibilitàEcco in sintesi come la UE, nella sua Strategia, intende raggiungere gli obiettivi prefissati:

  • “limitando le microplastice aggiunte intenzionalmente e adottando misure relative ai pellet, alla luce del parere dell’Agenzia Europea  sostanze chimiche;
  • predisponendo l’etichettatura, la standardizzazione, la certificazione e misure di regolamentazione per quanto concerne il rilascio accidentale di microplastiche, tra cui misure volte ad aumentare la cattura delle microplastiche in tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti;
  • sviluppando e armonizzando ulteriormente i metodi per misurare le microplastiche rilasciate in modo non intenzionale, in particolare dagli pneumatici e dai prodotti tessili, e fornendo dati armonizzati sulle concentrazioni di microplastiche nel mare;
  • colmando le lacune nelle conoscenze scientifiche relative al rischio e alla presenza delle microplastiche nell’ambiente, nell’acqua potabile e negli alimenti”.

Inoltre..

In materia di Sostenibilità ed Economia Circolare, la Commissione affronterà anche le sfide emergenti predisponendo un quadro strategico in materia di:

  • “approvvigionamento, etichettatura e uso delle plastiche a base organica, valutando i casi in cui l’utilizzo di materie prime a base organica comporta benefici ambientali effettivi, che non si limitano alla riduzione dell’utilizzo di risorse fossili;
  • uso di plastiche biodegradabili o compostabili, valutando le applicazioni in cui questo utilizzo  può essere benefico per l’ambiente, e i criteri per tali applicazioni”.

L’obiettivo è far sì che l’etichettatura di un prodotto come “biodegradabile” o “compostabile” non induca erroneamente i consumatori a smaltirlo secondo modalità che provocano la dispersione di questi rifiuti o l’inquinamento a causa di condizioni ambientali non adeguate o tempo insufficiente per la degradazione.

Plastica monouso

La Commissione garantirà la rapida attuazione della nuova direttiva sui prodotti di plastica monouso e gli attrezzi da pesca per affrontare il problema dell’inquinamento marino dovuto alla plastica, salvaguardando nel contempo il mercato unico, in particolare per quanto riguarda:

  • interpretazione armonizzata dei prodotti disciplinati dalla direttiva;
  • etichettatura di prodotti quali il tabacco, le tazze per bevande e le salviette umidificate, garantendo l’introduzione dei tappi attaccati alle bottiglie per evitare la dispersione di rifiuti;
  • elaborazione per la prima volta di regole concernenti la misurazione del contenuto riciclato dei prodotti.

Altri Studi

La Commissione Europea sta proseguendo con la sua strategia per limitare i danni derivanti da plastiche e microplastiche. Tuttavia uno Studio condotto dal National Oceanography Centre del Regno Unito ha evidenziato come negli Oceani ci sia un enorme quantità di particelle microplastiche, decisamente superiori alla stima precedente. Quindi la quantità di plastica e microplastica presente nei nostri Oceani è stata fortemente sottostimata.
Nello Studio di alcuni Cases intravediamo numerose soluzioni , che oltre a risolvere il problema dell’inquinamento e dello smaltimento generano valore anche di natura sociale ed economica.

Economia circolare esempi

Ecover

riciclo della plastica

Società Nordamericana che ha ideato alcune soluzioni innovative. Dalla bottiglia di plastica, “tutta spazzatura”, realizzata con il 100% di materiale riciclato e riciclabile, alla linea di bottiglie a base vegetale realizzate con il Partner Sonoco.

WaterBean

WaterBean è una soluzione alternativa che limita i rifiuti di bottiglie di plastica, ideata da una società giapponese. Si tratta di un filtro che, se posto all’interno della bottiglia, consente di depurare l’acqua del rubinetto da cloro e odori. In questo caso la bottiglia può essere utilizzata all’infinito… Detto tra noi, un sistema decisamente più igienico della borraccia.

Project Circleg

riutilizzo plasticaProgetto lanciato da due ragazzi svizzeri, che dopo un viaggio in Kenia, colpiti dall’enorme quantità di rifiuti del paese, hanno ideato un Progetto a vocazione sociale. Circleg prevede la realizzazione di protesi per arti, attraverso il riciclo della plastica. Le protesi sono anche economicamente sostenibili, in quanto hanno un costo decisamente inferiore a quello delle protesi tradizionali. Questo è un modello intelligente di riutilizzo del rifiuto in plastica.

Ma, le idee migliori non nascono solo all’estero.

plastica riciclataAd esempio Plastilab è una startup calabrese che ricicla in loco la plastica derivante dalla differenziata per realizzare elementi di arredo urbano, parchi giochi, pavimentazione e altro. Alla base delle attività c’è il connubio perfetto tra innovazione ed ecosostenibilità. Questo grazie all’individuazione del corretto fine vita delle materie plastiche ed alla realizzazione dei nuovi prodotti con il medesimo materiale. Ciò in modo da garantire benefici economici ed ecologici.

Conclusioni

Come abbiamo visto il Green Deal , altre iniziative legislative a livello Europeo, il recente Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR), vanno in un’unica direzione. Quella di considerare l’Economia Circolare e la transizione green, come parte imprescindibile del nostro futuro. La consapevolezza dei cittadini, quindi dei consumatori e della società civile è in forte aumento. Bisogna adeguarsi attraverso iniziative concrete, studi, tavoli di lavoro per capire come rendere possibile la messa a terra di questi progetti di sostenibilità che da anni vedono impegnate le Aziende. Infatti le Aziende hanno un ruolo importantissimo in tutto questo.

Parry & Associati

Parry & Associati | Consulenza StrategicaNoi di Parry & Associati siamo da sempre molto appassionati da questi temi che riguardano il nostro presente e futuro. Pertanto siamo a disposizione per qualsiasi approfondimento e confronto sul tema e siamo raggiungibili allo 039/2305245 o tramite mail info@parryassociati.com